Libratus annienta i Poker Pro: si avvicina la fine del Poker Online?

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Il poker bot ha la meglio sui 4 poker pro in una serie di sfide online. I giocatori tornano a casa a mani vuote e il mondo del poker inizia a preoccuparsi sul serio.

Si è chiusa ufficialmente la seconda sfida che è stata denominata Brains vs Artificial Intelligence, che vedeva da una parte un team composto da quattro giocatori di poker professionisti, e dall’altra Libratus, il poker bot ‘erede’ di Claudico.

Venti giorni di gioco tra l'intelligenza artificiale e i quattro professionisti, circa 120.000 mani disputate, ma soprattutto un risultato clamoroso che ne è conseguito: Libratus ha infatti vinto poco più di un milione e mezzo di dollari (virtuali, s’intende), schiacciando la concorrenza di ciascuno dei suoi quattro avversari di heads-up.

Dong Kim è risultato il migliore dei brains, visto che ha perso 85.649 dollari. Per gli altri è stata una disfatta: Daniel McAulay ha perso 277.657 dollari, Jimmy Chou 552.857 dollari e Jason Les addirittura 880.087 dollari. Stiamo parlando di una perdita che supera, come detto, il milione e mezzo di dollari, ma di questo ne parleremo nello specifico più tardi.

 

La macchina ha superato l’intelligenza umana?

Noam Brown Tuomas Sandholm libratus
Esultano Noam Brown e Tuomas Sandholm, sviluppatori di Libratus

L’esperimento di Libratus sicuramente ha implicazioni enormi, magari non tanto nel poker quanto in altre applicazioni informatiche. Siamo di fronte a qualcosa di paragonabile a quando il computer Deep Blue batté a scacchi il campione del mondo Garry Kasparov? Non proprio.

Va ricordato che Libratus ha affrontato i suoi avversari in heads-up, ad uno ad uno, e che per quanto la sua potenza di calcolo sia vasta, non può raggiungere il numero di situazioni possibili nel poker – stimato in 10 elevato alla 160° potenza.

O almeno non ancora. Tuttavia, Libratus non sembra tremare più di tanto o patire in maniera eccessiva questa capacità limitata nel calcolo, visto che finora sta mietendo vittime in maniera incredibile.

Qui a seguire i risultati della sfida Brains vs Artificial Intelligence. Dong Kim ha concluso il suo esperimento con una perdita complessiva di 84.054 dollari, per una perdita media di 2 dollari e 90 cents per ciascuna mano giocata. Peggio è andata a Daniel McAuley, che ha finito per perdere ben 275.441 dollari, con una media di perdita di 9.52 dollari per ciascuna mano che ha disputato contro il computer.

Libratus ha fatto le penne anche a Jimmy Chou, il quale ha concluso la sua personale sessione con una perdita complessiva di 338.347 dollari. Si tratta di un dato che portato su un piano di media aritmetica parla di 11.69 dollari persi per ciascuna mano giocata. Ma la vittima più altisonante fatta da Libratus risponde al nome di Jason Les. Una perdita complessiva per lui di ben 862.347 dollari, il che vuol dire che Les ha perso ben 29.80 dollari per ciascuna mano giocata.

Il dato complessivo parla di una perdita complessiva di oltre un milione e mezzo di dollari dei quattro giocatori nel loro duello con Libratus. Tornando alla media aritmetica, parliamo di Libratus come una intelligenza artificiale capace di portar via 13.48 dollari per ciascuna mano giocata. E in totale ne sono state giocate ben 115.741.

Come si è svolta la sfida?

Dall’11 gennaio (e fino al 30), presso il Rivers Casino di Pittsburgh, quattro giocatori di poker professionisti hanno cercato di dimostrare ancora una volta che l’intelligenza umana è in vantaggio rispetto a quella artificiale, almeno nel Texas Hold’em. A sfidare Dong Kim, Jimmy Chou, Daniel McAulay e Jason Les ci ha pensato Libratus, che altro non è se non l’evoluzione di Claudico, il poker bot che già l’anno scorso aveva tentato la stessa impresa, venendo però sconfitto da quattro giocatori in carne ed ossa – tra i quali anche Doug Polk.

 

A più di un terzo delle 120.000 mani previste dalla sfida, Libratus sta letteralmente facendo a pezzi i quattro professional poker player. Di certo non si tratta di quattro persone sprovvedute, oppure persone che non hanno granchè a che fare con il gioco, ma in un certo senso si può già parlare di una grande disfatta su tutti i fronti per quanto riguarda il partito degli umani.

E non si dica che il team composto da esseri umani non abbia chissà quali motivazioni, visto che in palio ci sono 200.000 dollari. Ma almeno fino a questo momento le cose stanno andando malissimo per i quattro professionisti che si stanno scontrando con il computer.

 

[Leggi anche: La proposta dello scienziato Sam Ganzfried: Legalizzare i Poker Bot]

 

Le regole del gioco

In pratica la sfida funziona così: Libratus gioca in heads-up contro ciascuno dei quattro membri del team, per un totale come detto di 120.000 mani.

Se al termine delle mani in questione il poker bot avrà un saldo negativo, Kim, Chou, McAulay e Les potranno dividersi un gruzzoletto di 200.000 dollari. Altrimenti se ne torneranno a casa a mani vuote.

E proprio quest’ultimo sembra essere lo scenario più probabile. Sì, perché Libratus, programmato dagli scienziati della Carnegie Mellon School of Computer Science, per il momento è avanti di $471.600, quando sono state disputate esattamente 40.340 mani.

Tra i quattro giocatori in carne ed ossa, solo Dong Kim sta limitando i danni, avendo concesso a Libratus ‘solo’ 29.506 dollari. Il peggiore di tutti è Jason Les, sotto di 186.489 dollari, ma anche Daniel McAulay (meno 141.877 dollari) e Jimmy Chou (passivo di 113.728 dollari) stanno annaspando.

[Leggi anche: Gli Imbrogli più comuni nel Gioco Online: i Poker Bot]

 

 

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Dong Kim è l'unico a tenere testa al poker bot

Quando il computer inizia a bluffare…

Libratus, insomma, sembra aver preso il meglio del suo predecessore ed averci aggiunto un bel quid in più. Secondo Dong Kim, infatti, rispetto a Claudico, la nuova versione del poker bot sarebbe più forte e non di poco.

Il professional poker player si è reso conto infatti che Libratus non solo ha sviluppato un miglior senso del bluff, ma ha persino affinato la capacità di capire quando il suo avversario sta bluffando.

Manca ancora una decina di giorni prima della fine della sfida e si sa che nel poker, soprattutto No Limit, tutto può cambiare nel giro di poche mani. Per il momento, però, Libratus sta dimostrando che il ‘cervello’ di una macchina è ormai molto vicino a quello dell’essere umano...

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