Pius Heinz e il boom del poker in Germania

Intervista Esclusiva a Pius Heinz

Lo scorso novembre, Pius Heinz ha vinto il Main Event WSOP e si è portato $8,7 milioni in Germania, contribuendo a quello che, secondo lui, è il potenziale boom del poker nella sua nazione.

Negli ultimi cinque mesi, Heinz ha viaggiato per il mondo, cercando di diffondere il gioco che lo ha fatto diventare milionario a soli 22 anni.

Ma naturalmente è in Germania dove Heinz ha concentrato le sue energie, sperando che il suo lavoro dia buoni frutti.

PokerListings: Le WSOP si stanno avvicinando, perciò dicci com'è cambiata la tua vita dalla vittoria nel Main Event.

Pius Heinz: Nella mia vita personale non è cambiato molto. Penso di essere rimasto lo stesso di prima.

Ma per quanto riguarda la mia vita professionale, è cambiato quasi tutto. Ero un perfetto sconosciuto prima di vincere il Main Event, e ora tutto il mondo del poker mi conosce.

Di sicuro mi faccio vedere più di quanto ero abituato, viaggio molto, faccio molte interviste e servizi fotografici. In pratica ora ho una prospettiva tutta diversa del mondo del poker.

Prima lo vedevo solo dall'esterno, come un giocatore qualunque, ma ora ho appurato come funzionano i media e l'industria del poker.

A volte è difficile gestire tutta l'attenzione e le responsabilità, ma è stata un'esperienza incredibile. Non la cambierei per nulla al mondo.

PL: Il campione del mondo viene sempre visto come una sorta di "ambasciatore del poker". Cos'hai fatto da quando hai vinto il Main Event, per essere un ambasciatore?

PH: Mi sono concentrato sulla Germania, perché credo sia una mia responsabilità. Il poker non è sempre visto molto positivamente, perciò credo ci sia molto lavoro da fare.

Ho fatto molte interviste, sono andato in televisione e ho cercato di fare il meglio per dimostrare alla gente che il poker non è un gioco per criminali, e per smentire tutti gli stereotipi.

Perciò sto cercando di diffondere il concetto che il poker è un gioco strepitoso, che è interessante e che ha molte sfaccettature.

PL: Sembra che i tedeschi amino molto questo gioco. Pensi che possa esserci un boom del poker in Germania?

PH: Di sicuro c'è molto potenziale per una bella crescita del movimento. Io ho fatto del mio meglio e spero che si veda qualche effetto positivo.

Sono felice di come in Germania hanno scritto e parlato della mia vittoria.

Non ho visto gelosia, e i tedeschi tendono ad essere un po' gelosi quando qualcuno vince, specialmente un giovane di 22 anni. Ma stavolta non è successo.

È stato un bene avere qualcuno di abbastanza umile e intelligente per parlare di poker ai più importanti media tedeschi.

Spero solo che in futuro l'immagine del poker continui a migliorare in Germania, e spero di essere riuscito a rappresentare al meglio la comunità del poker per il mio paese.

PL: Qual è stata la cosa più incredibile che ti è capitata, dopo aver vinto tutti quei soldi?

PH: La libertà. Per me è la cosa più importante, la libertà e la sicurezza che ne derivano.

Con i soldi che ho vinto, se non faccio stupidate, posso vivere il resto della mia vita in modo agiato. Se non spreco i soldi, ovviamente, cosa che finora non ho fatto. Ma tengo le dita incrociate.

Non penso che molti 22enni abbiano già tutti quei soldi che ho io. Perciò sono così contento.

PL: Che cosa provi al pensiero di tornare a Las Vegas per le WSOP, quest'estate?

PH: Be', se così tante gente mi conosce in Germania, la stessa cosa sarà a Las Vegas: non so proprio cosa succederà.

Se ci vorrà mezzora per attraversare i corridoi del Rio, non so come mi sentirò dopo un mese.

Vegas è il posto dove ho vinto, perciò non vedo l'ora di tornare. E ho vinto solo un braccialetto, perciò c'è ancora spazio per vincerne un altro paio.

PL: Quanto credi che l'esperienza di aver giocato davanti alle telecamere, e a un sacco di gente, possa aiutarti alle WSOP di quest'anno?

PH: Sicuramente mi sarà d'aiuto quando e se giocherò a un tavolo televisivo.

Mi ricordo il Day 6 dell'anno scorso, è stata la prima volta che mi trovavo di fronte alle telecamere; il primo paio d'ore mi sono sentito strano.

Ho iniziato subito a perdere molte chip, e ho parlato con molte persone che mi hanno detto che gli è capitata la stessa cosa: semplicemente cominci a giocare male.

Inizi a pensare che tutti vedranno come stai giocando, e che se sbagli una mano apparirai in tv come uno stupido, perciò comincia a preoccupartene.

Mi ci sono volute 3 o 4 ore per farmene una ragione, e da quel momento ho iniziato solo a pensare alle mani che dovevo giocare.

PL: Se dovessi scegliere il prossimo vincitore del Main Event, uno che abbia un impatto positivo sul poker, chi sceglieresti?

PH: Penso che sarebbe bello se vincesse una donna. Specialmente se sarà una donna attraente.

PL: Dai un consiglio a un giocatore che non ha mai partecipato al Main Event delle WSOP, e che lo fa per la prima volta quest'anno.

PH: Goditi l'esperienza. È un torneo lungo, perciò non sprecare chip e divertiti.

PL: E che consiglio daresti al prossimo vincitore del Main Event?

PH: Uguale: divertiti e goditi l'esperienza.

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