WSOP Main Event – Si ferma la corsa di Sammartino

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Dario Sammartino esce di scena in 43esima posizione nel Main Event delle WSOP, dopo un brutto scoppio. Nessun altro italiano è in corsa per il braccialetto.

Finisce l’avventura italiana nel Main Event delle World Series of Poker, dopo l’uscita di scena del nostro ultimo rappresentante in gara, ovvero Dario Sammartino.

Ovviamente ci dispiace sia per il nostro Madgenius, il quale ha vissuto delle WSOP davvero strepitose (come si può capire dal suo piazzamento nella classifica del Player of the Year), sia per i nostri colori che non hanno più nulla per cui lottare.

Il giocatore campano ha dovuto arrestare la propria corsa nell’evento da 10.000 dollari di buy-in in 43esima posizione, portando a casa 176.399 dollari che vanno ad aggiungersi ad una serie di guadagni che lo vedono – in attesa del Final Table proprio del Main Event – nella Top Ten dei più vincenti.

La fine dei giochi per Dario è avvenuta quando in Italia erano circa le 4 e mezza di notte, quando un brutto colpo lo ha costretto a rimandare all’anno prossimo il sogno di portare a casa il suo primo braccialetto alle WSOP.

Ci ha pensato Karen Sarkisyan, il giocatore russo che ha fatto da carnefice del nostro giocatore, al termine di una mano che rappresenta nel più chiaro dei modi la brutalità del poker e che rende ancor più dolora l'uscita di scena del nostro fortissimo esponente.

Sammartino decide di andare all in da early position con Q Q e non trova clienti, fino ad arrivare a Sarkisyan, che da big blind chiama – erano poco più di cinque bui – con 3 3. Un call comprensibile, anche perchè in ogni caso il giocatore russo si ritrovava con una coppia, seppur non fortissima

Il flop recita T J J e sembra dare la chance del double up all’azzurro. Chances che crollano quasi allo zero quando al turn casca un 3 che regala il full al russo. e riduce a due il numero di carte a disposizione di Sammartino per ribaltare una situazione che in partenza era favorevole Il river non aiuta Dario, visto che è un 7 che non cambia la sostanza, consente a Sarkisyan di aumentare il proprio stack e vede uscire di scena uno degli ultimi big rimasti in questo Main Event delle World Series of Poker.

La grande avventura di Dario

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Il carnefice di Dario: Karen Sarkisyan

A dire la verità, non è stato un Day 6 indimenticabile per Dario, il quale prima di subire lo scoppio da Sarkisyan non era mai riuscito ad entrare in partita prima di uscire di scena in questa maniera a dir poco barbara.

A penalizzarlo in particolar modo, la presenza alla sua sinistra del chipleader di inizio giornata, il tedesco Robin Hegele che non gli ha dato scampo, e il fatto di non partire con uno stack profondissimo, una situazione che sarebbe stata l’ideale per aggredire gli avversari a prescindere dalla posizione al tavolo.

Si sono chiuse comunque delle splendide World Series of Poker per Dario Sammartino, il quale ha dimostrato ancora una volta di essere un grande giocatore, ma anche di saper distribuire energie fisiche e nervose per un lungo lasso di tempo.

Dario ha infatti raggiunto Las Vegas fin dai primi giorni, mettendo a segno quello che rimane il suo risultato più prestigioso già durante la prima settimana, con il terzo posto all’High Roller for One Drop che gli ha fruttato oltre un milione e mezzo di dollari.

 In ogni caso, il campano ha portato a casa oltre due milioni di dollari (per l’esattezza 2.120.756 dollari) andando a premio in otto occasioni e centrando ben quattro tavoli finali. Come detto, si tratta di una serie di risultati che ha portato Sammartino tra i primatisti nella classifica del Player of the Year.

Tuttavia, piazzamenti di grande livello in tornei di spessore non consentono al player campano di lottare per la conquista di questo titolo, anche se ci saranno le World Series of Poker Europe a Rozvadov a inizio novembre per ribaltare la situazione.

Così, dopo delle ottime WSOP, l’ammontare delle vincite negli eventi live di Dario Sammartino sfiora il muro dei nove milioni di dollari, anche se al momento permane soprattutto l’amarezza per lo stop nel Main Event.

 

In testa c'è Christian Pham

Nel frattempo si è concluso anche il Day 6 del Main Event WSOP, che ci ha traghettato verso che sarà certamente l'ultimo step prima del Final Table. E anche se siamo dispiaciuti per l'uscita di scena di Sammartino, dobbiamo continuare a raccontare.

E a guidare il plotone dei 27 giocatori rimasti ancora in gioco c'è Christian Pham, il giocatore americano che è anche l'unico ad aver chiuso la giornata oltre i 30 milioni di stack.

Alle spalle di Pham c'è il francese Valentin Messina, che in carriera ha centrato anche un secondo posto nell'EPT Main Event di Malta nel 2015, e il britannico Jack Sinclair.

 Andiamo a vedere dunque il chipcount della Top Ten di fine Day 6:

 

  1. Christian Pham 31,440,000    
  2. Valentin Messina 28,590,000    
  3. Jack Sinclair 27,535,000    
  4. Ben Lamb 25,685,000    
  5. Pedro Oliveira 22,540,000    
  6. John Hesp 20,880,000
  7. Randy Pisane 18,370,000    
  8. Scott Blumstein 18,125,000    
  9. Richard Dubini 14,975,000    
  10. Bryan Piccioli 14,500,000

In più che piena corsa, dunque, anche Ben Lamb, che in un breve frangente è stato anche il chipleader ma ha comunque tutte le carte in regola per fare tanta strada ripartendo da una quarta posizione che lo colloca tra i favoriti per la vittoria finale.

 Ancora dentro anche il francese Antoine Saout, uno che di Main Event WSOP se ne intende avendo già giocato anche un Final Table, così come il veterano olandese Marcel Luske - che ha ancora 11 big blind - e il giustiziere di Sammartino, il russo Sarkisyan.

Da domani, dunque, prime prove tecniche di Final Table nella sala principale del Rio Casino, con tre tavoli da nove giocatori ciascuno per far riprendere la caccia al tanto atteso braccialetto.

 

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