Un vero campione: il coniglio Bugs Bunny vince a poker contro tutti

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I campioni pluridecorati? Gli fanno un baffo. Guai a mettersi contro Bugs Bunny: lo sanno bene tutti i banditi che lo hanno sfidato a poker, sottovalutandolo per via del suo aspetto svampito e naive.

Un'occasione per dare sfoggio della sua abilità con le carte viene offerta al coniglio in “Mississippi Hare”, cortometraggio di animazione del 1949 diretto da Chuck Jones e sceneggiato da Michael Maltese.

Poker sul Mississippi

Il cartone è ambientato alla fine dell'800. Bugs Bunny si trova in un cespuglio vicino a un campo: la sua coda viene scambiata dai raccoglitori per un fiocco di cotone. Il coniglio finisce quindi dentro una cassa, a bordo di uno dei battelli a vapore che in quel periodo solcavano il Mississippi.

Poco dopo si trova a fronteggiare in una partita a poker Yosemite Sam nelle vesti del colonnello Shuffle. Il nevrotico colonnello fa il suo ingresso in scena sparando all'impazzata nel casinò della nave.

Shuffle non è un tipo che accetta facilmente le sconfitte: un altro cliente l'ha da poco battuto con un poker di re, mentre lui aveva in mano solo tre regine. Anche contro il coniglio non andrà meglio.

Bugs Bunny punta cento dollari, corrispondente solo a mezza fiches

Pur imbrogliando, Shuffle riesce a perdere tutti i soldi che aveva (sei assi del coniglio contro i suoi cinque assi).

Non pago, si prende in giro da solo: “Ho quattro zampe e faccio hi-ho, che cosa sono?”. “Dovresti essere un asino” gli risponde prontamente Bugs. Shuffle ha sete di rivincita, ma risulterà sempre perdente nello scontro a fuoco e nelle altre sfide nelle quali affronterà il coniglio.

Una carta invincibile

In un altro cartone, “Bonanza Bunny” (il titolo parodizza l'omonima serie western statunitense), Bugs si cimenterà con il black jack in un testa a testa contro Blaque Jaque Shellaque, un malvivente il cui “debutto” sullo schermo è segnato da questo cartone animato del '59. I due si incontrano in un saloon dello Yukon, nel periodo della Corsa all'oro.

Il coniglio ha con sé una borsa di pepite, sulla quale ha messo gli occhi il bandito franco-canadese: allo scopo di appropriarsene, Blaque Jaque sfida Bugs nel gioco di carte che porta il suo nome.

Bugs gambling

Si comincia dal coniglio, che decide di “rimanere” con solo una carta. Blaque Jaque sogghigna, pensando di avere la vittoria già in pugno, ed estrae due carte nascoste da sotto il mazzo, la cui somma dà 20 punti. Peccato che Bugs abbia in mano un 21 di cuori.

Mai truffare un roditore

Così come Blaque Jaque, anche Nasty Canasta impara a sue spese che è meglio non mettersi contro Bugs Bunny. Nel cartone del '56 “Barbary Coast Bunny” (titolo italiano “La costa dei barbari”) il “cattivo” Canasta carpisce la fiducia del coniglio facendogli credere di essere un banchiere e portandogli via l'oro che il roditore gli aveva incautamente affidato.

La rivincita di “Bugs”

Con questi proventi illeciti Canasta apre un casinò “truccato” a San Francisco. Un giorno entra nel casinò Bugs Bunny, nella parte di uno svampito ragazzo di campagna, e vince a mani basse alla slot e alla roulette.

Canasta invita quindi il coniglio a giocare a draw poker e Bugs, prendendo alla lettera la richiesta, si mette a disegnare un attizzatoio da camino, come suggerisce l'ambiguità di questi due termini nella lingua inglese.

Barbary Coast Bunny 24
Bugs Bunny fraintende il concetto di "grossa mano" nel poker!

Il malvivente perde definitivamente la pazienza quando Bugs, ricevuto un suggerimento  in merito all'importanza di avere la mano migliore (“the biggest hand”), gonfia il suo guanto trasformandolo in un gigantesco pallone.

Il roditore, offeso, fa segno di volersene andare, costringendo il bandito a implorarlo perché rientri nel casinò. Scelta incauta: Bugs vincerà ancora una volta con un poker di assi contro il full di Nasty Canasta.

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