Patrik Antonius – “Troppa tecnologia. Il Poker Online sta diventando solo numeri.”

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Patrik Antonius è tornato nella scena del poker live, dopo essere scomparso da tempo anche in quella degli high stakes cash game.

Non è stato facile riuscire a scambiare quattro chiacchiere con Patrik Antonius: ogni cinque metri, letteralmente, qualche fan lo ferma per una foto. E sapevamo che sarebbe stata una bella impresa fin da quando abbiamo deciso di fare un'intervista con lui.

Eppure il giocatore scandinavo è rimasto abbastanza nell’ombra negli ultimi tempi, ha deciso di non apparire più di tanto e in generale non è mai stato un abituè dei grandi tornei live, dove dal mese di ottobre 2011, vanta solo sette piazzamenti a premio in eventi internazionali.

Stiamo pur sempre parlando di eventi in cui ha portato a casa premi da almeno sei o sette cifre. Ma l'attività nel poker live di Antonius è stata molto meno frenetica, e nel corso dell'intervista che ha rilasciato in esclusiva per PokerListings ci ha anche spiegato i motivi che lo hanno tenuto lontano dal poker giocato in questo lungo periodo.

Il player finlandese resta comunque il più vincente di sempre nel suo paese, avendo messo insieme oltre 6 milioni di dollari . E noi di PokerListings vogliamo approfittare della sua presenza per saperne un po’ di più su un giocatore che in un modo o nell’altro riesce a stare sempre sulla cresta dell’onda.

PokerListings: Le tue ultime vincite sono provenienti da cinque paesi diversi: sappiamo della tua vena di giramondo, ma dove vivi in realtà al momento?

PA: Ho trascorso la maggior parte del mio tempo a Monaco. Amo ancora giocare a poker in tutto il mondo, ma raramente in grossi tornei.

PL: Come ai ricchi tavoli allestiti a Macao, per esempio?

PA: Non di recente. Non ci sono stato per circa due anni. Sto pensando di giocare più partite importanti di nuovo.

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PL: Alcuni dicono che grazie all'espansione verso i mercati asiatici, Manila diventerà ben presto il nuovo centro del poker, soprattutto per i giocatori di cash game più ricchi.

PA: (sorride) Beh, già adesso ci sono sale da poker molto belle e c'è grande azione a Manila, e i cinesi non possono giocare nel loro paese d'origine, per cui preferiscono spostarsi a Macao o nelle Filippine.

Inoltre, so che la Winfred ha aperto un club di poker a Manila, proprio come quello di Macao. Quindi non ci sarebbe nulla di strano se nel giro di pochi anni in quella città ci sarà un vero e proprio boom del poker giocato.

PL: A quanto pare, sei in buoni rapporti anche con il King's Casino di Rozvadov di Leon Tsoukernik, visto che stai indossando il loro logo sui tuoi abiti.

PA: Al momento non ho ancora firmato nulla. Ho parlato con il proprietario del Casinò (Leon Tsoukernik; ndr), e abbiamo pensato che potremmo fare un paio di cose insieme in futuro.

Così, ho deciso di indossare la patch per questo evento e di dare loro ulteriore visibilità.

PL: Hai preso parte alle recenti partite high stakes al King’s Casino?

PA: No, non l'ho fatto. Per ora sono molto felice di essere qui. L'evento è così ben organizzato, e non vedo l'ora di giocare qualche evento live anche a Berlino e a Malta, e penso di partecipare anche al Grand Final di Monaco dello European Poker Tour.

PL: Perché hai giocato così poco ultimamente a poker?

PA: In qualche modo le partite e i tornei a cui giocavo sono venuti meno con il passare del tempo. A Macao, ad esempio, i giochi si sono spostati sempre più in partite private, e il gioco a Las Vegas non è più lo stesso ormai da tanto tempo.

Improvvisamente, non c'erano più high stakes nemmeno nelle poker room di Londra e nel Principato di Monaco, posti in cui ero solito giocare con una certa frequenza.

Così, ho fatto un passo indietro e ho ridotto il tempo da dedicare al poker giocato. A volte non ho giocato una sola mano per mesi, ma probabilmente l’avrei fatto se ci fosse stata la giusta occasione. E a dire il vero, questa occasione non si è mai concretizzata.

Poi ho avuto modo di trascorrere più tempo con la mia famiglia e dedicarmi alla mia salute, e sono riuscito a mantenermi più in forma. Ora mi sento benissimo, ed è bello essere di nuovo qui a giocare a poker.

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PL: Cosa è successo alle tue partite pazze di poker online?

PA: Sai, è un po' triste da dire, ma sembra che la tecnologia sia avanzata a tal punto che il poker è diventato un gioco completamente diverso rispetto a quando ho iniziato a giocare. Al giorno d'oggi i giocatori si servono sempre più di software che forniscono così tante informazioni e dati, e posso quasi dire che il poker è diventato un gioco di soli numeri.

Non ho mai usato uno di questi programmi, non ho mai usato la tecnologia per ottenere un vantaggio. Sono più un giocatore vecchio stampo che vive il momento. Ma i giocatori di oggi sanno quello che stanno facendo. Stanno basando il loro gioco su ciò che il software dice loro di fare, ormai ci si sente come se si sta giocando contro un computer in questi giorni.

Se non si utilizza un software di poker, allora il gioco non è più equo. Ma mi piace ancora giocare mixed games, si tratta di una variante ancora piuttosto pura.

PL: Non c'è alcun software di monitoraggio per questi giochi.

PA: Beh, sono sicuro che alcune persone intelligenti sono già al lavoro per poter creare dei software anche per i mixed games, e che ci saranno programmi per Stud, o per giocare heads-up nella specialità 2-7 Triple Draw. Per quanto ne so, Limit Hold'em è ormai sostanzialmente risolto. (beh, più o meno, ndr).

Ho dovuto smettere con l’Hold'em e il Pot Limit Omaha online. Ho perso circa un milione di dollari nel giro di pochi giorni. Mi rendo conto di avere ormai molte più chances nel poker live piuttosto che in quello in rete.

PL: Quindi vuoi puntare tutto sui tornei di poker live?

PA: Sicuramente è quello che farò. Non vedo l'ora di andare alla tappa di Malta dello European Poker Tour. Non vedo alcun motivo per cui non dovrei essere presente. Ho sempre preferito giocare a poker dal vivo, anche se il poker online è spesso stato più accessibile per me.

E poi la cosa più sorprendente per me è stata che nonostante sia stato via tutto questo tempo, ci sono ancora tante persone che mi conoscono e che si fermano per scattare una foto. E 'assolutamente incredibile.

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