Nel Bel Paese quattro casinò in croce. E negli Stati Uniti copiano i monumenti italiani

venetianhotel

Dalle ‘americanate’ ai più sobri edifici italiani, ogni Paese riflette il proprio stile anche nei casinò e nella gestione delle sale da gioco

In Italia il gioco ‘dal vivo’ è consentito solo in quattro strutture localizzate nel settentrione: Campione d’Italia, Saint-Vincent, Sanremo e Venezia. Tutti sono gestiti dal Monopolio dello Stato. (qui il sito ufficiale AMMS)

 

Controllati e controllori

 Le due sedi veneziane (la seicentesca Ca’ Vendramin Calergi e la moderna Ca’ Noghera) sono gestite da Casinò di Venezia Gioco spa. Cmv, il cui capitale sociale è interamente controllato dal Comune, controlla a sua volta la società per azioni Casinò di Venezia.

Ca’ Noghera, in particolare, ospita una poker room dedicata ai tornei di Texas Hold ‘em.

Il nuovo casinò di Campione, progettato da Mario Botta, risale al 2007, è il più grande d’Europa e sorge di fianco alla vecchia struttura, realizzata all’inizio del Novecento.

 

Con il Duce Sanremo diventa regolare

casinosanremo

Inaugurato nel 1905, il casinò di Sanremo è un edificio in stile liberty: sebbene fosse praticato già da molto prima, solo nel ’27 venne consentito il gioco d’azzardo al suo interno grazie a un Regio decreto richiesto dal podestà Pietro Agosti.

In seguito, non riuscendo a sopportare le accuse di corruzione e omosessualità che gli erano state mosse contro, l’ingegner Agosti morì suicida nel ‘30 con un colpo di rivoltella.

Riguardo alla gestione della struttura di Sanremo, alcuni sostengono che la sala giochi potrebbe aprirsi maggiormente al mercato cinese, considerato il grande successo riscosso dai casinò di Macao.

In questa regione della Repubblica Popolare Cinese il gioco d’azzardo è consentito grazie a una speciale deroga del governo. E Sanremo potrebbe attrarre nuovi clienti dagli occhi a mandorla attraverso l’introduzione di giochi d’azzardo cinesi.

 

La roulette sui monti

 In Valle D’Aosta, il Casino de la Vallèe (Saint-Vincent) è operativo da metà degli anni Quaranta. Il Comune di Campione d’Italia, pur facendo parte del nostro Paese, costituisce l’unica exclave italiana, in quanto completamente circondato dal territorio svizzero.

Perché proprio lo Stato che detiene il monopolio del gioco d’azzardo ‘dal vivo’ ha deciso di collocare i suoi quattro casinò vicino al confine? Per antonomasia proprio in          queste zone risulta più difficile far rispettare la legalità. Anche Venezia, ricordiamo, si trova tra Slovenia e Croazia.

 

Meridionali fuori dal gioco

casino nova gorica

Laroulette.it ha pubblicato una tabella con le distanze che separano le sale da gioco italiane dalle principali città centro-meridionali. “Per chi abita a sud di Bologna non è pensabile un viaggio in giornata” ricorda il sito.

Probabilmente è anche grazie alla penuria di case da gioco e alla rigida legislazione del Bel Paese che sono nati tanti casinò oltre confine come in Svizzera, a Malta e in Slovenia.

Un esempio è il casinò ‘La Perla’ di Nova Gorica (Nuova Gorizia), città slovena confinante con Gorizia, che ospita le Italian Series of Poker.

Parlando invece di architettura e casinò, negli Stati Uniti fioriscono ormai da tempo le imitazioni di edifici e monumenti italiani.

 

La laguna americana

 Il fenomeno è molto evidente a Las Vegas, città dove ha mosso i primi passi come croupier il giocatore professionista Massimiliano Pescatori, in arte Max.

L’hotel e casinò ‘The Venetian’ ospita una piccola Venezia ‘incastonata’ all’interno di un centro commerciale, con le riproduzioni uno a due del campanile di San Marco e del ponte di Rialto e un immancabile canale solcato dalle tradizionali gondole.

Come i colleghi italiani, anche i gondolieri di Las Vegas intrattengono i clienti cantando musiche del Bel Paese e illustrando loro le bellezze architettoniche del ‘Venetian’ (guarda il video su Youtube).

Nel 2007 la stessa compagnia che gestisce il Venetian ha aperto un’analoga struttura a Macao. Sempre Las Vegas ospita il Caesar Palace: come suggerisce il nome, l’edificio inaugurato negli anni Sessanta si ispira principalmente ma non in maniera esclusiva alla Roma antica.

 

Le due fontane di Trevi

 All’interno del Caesar Palace si trovano anche il teatro Colosseum e una replica della Fontana di Trevi.

Sempre a Las Vegas un’altra copia della celebre opera di Gian Lorenzo Bernini è collocata all’interno di un negozio Fendi del centro commerciale Crystal. L’opera in questione, si apprende da Vegaschatter, è stata realizzata ‘a pezzi’ a Roma per essere poi rimontata all’interno del negozio.

Il prezzo della ‘bellezza’ che il personale di Fendi si trova a pagare di tanto in tanto sono le irritazioni agli occhi e al naso causate dai prodotti utilizzati per la pulizia della fontana.

bellagio casino

Proprio negli ultimi giorni la casa di moda italiana ha finanziato il restauro della ‘vera’ fontana di Trevi: l’inizio dei lavori è previsto nei primi giorni di giugno (per saperne di più leggi l’articolo di Repubblica).

Ancora a Las Vegas, vicino al Caesars Palace si trova il casinò Bellagio, con laghetto annesso, che ricrea l’architettura e il paesaggio del lago di Como.

Anche in Italia il centro commerciale Fidenza Village nell’omonima città emiliana riprende scorci di un’immaginaria città d’arte.

 

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