Leon Tsoukernik: "Siamo Noi i Veri Pro del Poker"

Leon Tsoukernik 4244

Leon Tsoukernik è ormai a tutti gli effetti un magnate dell'industria del poker. E noi lo abbiamo beccato in azione al Super High Roller Bowl di Las Vegas.

È lui la mente attorno alla quale ruota il grande successo del King’s Casino di Rozvadov, in Repubblica Ceca.

Negli ultimi anni il casino ha assunto una posizione di prestigio ed è diventato uno dei luoghi più frequentati dai giocatori europei. Con la ciliegina sulla torta rappresentata dall’assegnazione dell’edizione 2017 delle World Series of Poker Europe.

Tsoukernik, tra l’altro, è anche un ottimo giocatore. È stato lui a vincere il Super High Roller nell’ultima tappa della storia dell’EPT in quel di Praga, sconfiggendo in heads up Charlie Carrel.

Attorno a lui si costruisce dunque una figura di uomo d’affari che sa giocare a poker, ed ecco perchè Leon è chiaramente a proprio agio mentre lo vediamo giocare al Super High Roller Bowl di Las Vegas.

Tsoukernik ha letteralmente dominato il Day 2 e si è messo alle spalle diversi giocatori di grande livello, confermando le proprie qualità al tavolo.

Abbiamo parlato con lui per strappargli qualche Battuta sul King’s Casino, sul suo passato da antiquario e per chiedergli se gioca a poker per vincere o per ottenere riconoscimenti.

PokerListings: Stai andando forte, Leon. Quali sono le tue sensazioni?

Leon Tsoukernik: È tutto fantastico, credo che questo sia un gran torneo con persone fantastiche a prendervi parte. Dal canto mio sta andando tutto per il meglio, speriamo bene.

Leon Tsoukernik 4237
"È difficile credere che la gente spenda 300.000$ senza saper giocare"

PL: Perchè hai deciso di giocare qui?

LT: Sono venuto a Las Vegas per giocare i più grandi tornei possibili, e questo lo reputo uno dei migliori.

PL: La sensazione è che tu ti trovi a tuo agio qui...

LT: Certo che lo sono. Mi piace giocare contro avversari forti. Faccio fatica a credere che qualcuno non capace a giocare a poker possa spendere 300.000 dollari per giocare un torneo.

PL: Ovviamente stai anche rappresentando il King’s Casino. Preferisci giocare o dirigere un casinò?

LT: È molto meglio fare l’uomo di affari. Mi piace il poker ma nel fare business sono l’unico vero professionista qui. Il resto dei partecipanti gioca a poker e si diverte, a volte vince, ma i veri pro nel poker e nei casinò sono quelli che mandano avanti i casinò stessi.

PL: Vuoi parlarci del King’s Casino? Sta crescendo a vista d’occhio...

LT: Il King’s Casino ha 160 tavoli da poker. È un grande casinò. Abbiamo ospitato tutti i grandi circuiti internazionali, quest’anno ospiteremo le WSOP Europe e ogni anno si giocano da noi circa 1.000 eventi.

Ci sono sempre tornei e tavoli di cash game aperti, dunque tantissima action.

PL: Cosa rende il King’s migliore di altre strutture?

LT: Me.

PL: Cos’altro?

LT: Nient’altro, solo me (ride). Si tratta di un gran bel posto dove giocare a poker, alla gente piace e ci si gode tutto ciò che avviene all’interno.

PL: Cosa ti ha ispirato nell’avviare questa attività?

LT: Mi è sempre piaciuto il poker, l’ho giocato in tutto il mondo. Dopo aver girato in lungo e in largo ho deciso di costruire un casino.

kings casino3
La sua creatura, il King's Casino

PL: Come sei stato introdotto al mondo del poker?

LT: Ho iniziato a giocare quando avevo 18 anni, sono stato un giocatore per tanto tempo. Mi piace l’aspetto mentale del gioco, è fondamentale per stabilire se stai giocando bene o male. Mi piace molto.

PL: Sei stato anche un antiquario. Come puoi comparare questo lavoro con il tuo attuale business?

LT: Lavorare nell’antiquariato è molto diverso perchè devi girare molto, devi incontrare tanti venditori ma anche tanti acquirenti.

C’è tanta differenza. Devi anche visitare tanti musei, cosa che è diventata molto difficile visto che non ho molto tempo. Onestamente mi manca il fatto di poter girare tra mostre e altre esposizioni.

PL: Come hai fatto a diventare un così bravo giocatore di eventi High Roller? Qualcuno ti ha fatto coaching?

LT: Ho avuto un grande coach in Johannes Strassman. È stato un grande giocatore, ero molto triste quando ho saputo della sua morte.

In questi giorni farò molta più esperienza nel giocare eventi High Roller. Magari non necessariamente tornei, ma sicuramente tanti tavoli cash game high stakes.

Per questo torneo mi sono avvalso dell’aiuto di Martin Kabrhel. Anche lui è un grande giocatore, purtroppo non è riuscito ad iscriversi a questo evento.

PL: Cosa succederà qualora dovessi vincere? Amplierai il tuo casinò?

LT: Non credo (ride). Non sto giocando questo torneo per soldi, bensì per l’orgoglio. Credo che abbia molto più valore crescere come giocatore, piuttosto che giocarsi 6 milioni di dollari.

PL: Quali saranno i tuoi impegni estivi? Giocherai alle WSOP?

LT: Parteciperò solo all’evento One Drop da 111.111 dollari di buy-in.

 

Ti preghiamo di ricontrollare i dati inseriti

Si è verificato un errore

Devi attendere 3 minuti prima di poter postare un nuovo commento

Non ci sono commenti