Leon Tsoukernik: "Siamo Noi i Veri Pro del Poker"

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Leon Tsoukernik è ormai a tutti gli effetti un magnate dell'industria del poker. E noi lo abbiamo beccato in azione al Super High Roller Bowl di Las Vegas.

Stiamo parlando della persona la cui mente ha fatto sì che esplodesse in tutta la sua grandezza il grande successo del King’s Casino di Rozvadov, in Repubblica Ceca. Un casinò che è cresciuto in grandezza ed importanza con il passare degli anni, fino a diventare un punto di riferimento per i più grandi giocatori di poker e uomini d'affari nel Vecchio Continente.

Negli ultimi anni il casinò gestito da Tsoukernik ha assunto una posizione di prestigio ed è diventato uno dei luoghi più frequentati dai giocatori europei. Con la ciliegina sulla torta rappresentata dall’assegnazione dell’edizione 2017 delle World Series of Poker Europe.

E sarà dunque il grande evento targato WSOP, in programma da metà ottobre alla prima settimana di novembre del 2017, il fiore all'occhiello di cui potrà vantarsi Tsoukernik, consapevole di aver messo in piedi un vero e proprio impero del poker europeo.

Conosciamo meglio Tsoukernik

Leon Tsoukernik, tra l’altro, non è solo il proprietario di uno dei più importanti casinò d'Europa, ma è anche un ottimo giocatore. È stato lui a vincere il Super High Roller nell’ultima tappa della storia dello European Poker Tour disputato in quel di Praga, dopo aver battuto in heads up un grande giocatore del calibro di Charlie Carrel.

Attorno a lui si costruisce dunque una figura di uomo d’affari che sa giocare a poker, ed ecco perchè Leon è chiaramente a proprio agio mentre lo vediamo giocare al Super High Roller Bowl di Las Vegas.

Tsoukernik ha letteralmente dominato il Day 2 del grande evento in corso di svolgimento in Nevada, e si è messo alle spalle diversi giocatori di grande livello, confermando le proprie qualità al tavolo e una certa concentrazione.

Noi di PokerListings abbiamo approfittato di uno dei momenti di pausa del Day 2 per scambiare quattro chiacchiere con lui e per strappargli qualche Battuta sul King’s Casino, sul suo passato da antiquario e per chiedergli se gioca a poker per vincere o per ottenere riconoscimenti.

Le risposte fornite da Tsoukernik sono state come di consueto pungenti e scaltre, forti di una personalità molto forte che è alla base del suo successo come uomo di affari legato al poker.

PokerListings: Stai andando forte in questo torneo, Leon. Quali sono le tue sensazioni dopo il Day 2?

Leon Tsoukernik: È tutto fantastico fino ad ora, credo che questo sia un gran torneo con persone fantastiche e grandi giocatori che vi prendono parte. Per quanto mi riguarda finora sta andando tutto per il meglio, speriamo bene per il prosieguo del torneo.

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PL: Perchè hai deciso di giocare questo evento?

LT: Sono venuto a Las Vegas con l'intenzione di giocare i più grandi tornei possibili, e questo lo reputo uno dei migliori.

PL: La sensazione è che tu ti trovi molto a tuo agio a Las Vegas...

LT: Certo che lo sono. Mi piace giocare contro avversari forti. Faccio fatica a credere che qualcuno non capace a giocare a poker possa spendere 300.000 dollari per giocare un torneo.

PL: Ovviamente stai anche rappresentando il King’s Casino, il tuo gioiello. Preferisci giocare oppure stare dall'altra parte della barricata?

LT: È molto meglio fare l’uomo di affari per quanto mi riguarda. Mi piace il poker ma nel fare business sono l’unico vero professionista qui. Il resto dei partecipanti gioca a poker e si diverte, a volte vince, ma i veri pro nel poker e nei casinò sono quelli che mandano avanti i casinò stessi.

PL: Vuoi parlarci del King’s Casino? Sta crescendo a vista d’occhio e ormai è un punto di riferimento per il poker in Europa.

LT: Il King’s Casino ha 160 tavoli da poker. È un grande casinò. Abbiamo ospitato tutti i grandi circuiti internazionali, quest’anno ospiteremo le WSOP Europe e ogni anno si giocano da noi circa 1.000 eventi.

Ci sono sempre tornei e tavoli di cash game aperti, dunque tantissima action e soprattutto grandi giocatori sempre impegnati.

PL: Cosa rende il King’s Casino migliore di altre strutture, in Europa e non solo?

LT: La mia presenza.

PL: Sapevamo già questa risposta. C'è qualcos'altro?

LT: Nient’altro, solo me (ride). Si tratta di un gran bel posto dove giocare a poker, alla gente piace e ci si gode tutto ciò che avviene all’interno.

PL: Cosa ti ha ispirato nell’avviare questa attività nel mondo del poker?

LT: Mi è sempre piaciuto il poker, l’ho giocato in tutto il mondo. Dopo aver girato in lungo e in largo ho deciso di costruire un casino.

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PL: Come sei stato introdotto al mondo del poker?

LT: Ho iniziato a giocare quando avevo 18 anni, sono stato un giocatore per tanto tempo. Mi piace l’aspetto mentale del gioco, è fondamentale per stabilire se stai giocando bene o male. Mi piace molto.

PL: La tua vita ha anche alle spalle una bella esperienza da antiquario. Come puoi comparare questo lavoro con il tuo attuale business nel mondo del poker?

LT: Lavorare nell mondo dell'antiquariato è molto diverso perchè devi girare molto, devi incontrare tanti venditori ma anche tanti acquirenti.

C’è tanta differenza tra i due mondi. Devi anche visitare tanti musei, cosa che è diventata molto difficile visto che non ho molto tempo libero. Onestamente mi manca il fatto di poter girare tra mostre e altre esposizioni.

PL: Come hai fatto a diventare un così bravo giocatore di eventi High Roller? Qualcuno ti ha fatto coaching?

LT: Ho avuto un grande coach in Johannes Strassman. È stato un grande giocatore, ero molto triste quando ho saputo della sua morte.

In questi giorni farò molta più esperienza nel giocare eventi High Roller. Magari non necessariamente tornei, ma sicuramente tanti tavoli cash game high stakes.

Per questo torneo mi sono avvalso dell’aiuto di Martin Kabrhel. Anche lui è un grande giocatore, purtroppo non è riuscito ad iscriversi a questo evento.

PL: Cosa succederà qualora dovessi vincere questo torneo? Farai dei lavori per ampliare il tuo casinò?

LT: Non credo (ride). Non sto giocando questo torneo per soldi, bensì per l’orgoglio. Credo che abbia molto più valore crescere come giocatore, piuttosto che giocarsi 6 milioni di dollari.

PL: Quali saranno i tuoi impegni estivi? Giocherai alle World Series of Poker?

LT: Parteciperò solo all’evento One Drop da 111.111 dollari di buy-in.

Con la sua predisposizione per giocare eventi dai buy-in molto ricchi, non avevamo dubbi sulla sua presenza all'High Roller for One Drop. E poi c'è da fare anche della bella beneficenza in questo caso...

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