La mano della settimana – Quando non si sfrutta una coppia

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20 maggio 2017, Scritto da: Dirk Oetzmann
Postato su: Dentro PokerListings
La mano della settimana – Quando non si sfrutta una coppia

Il problema più grande quando si gioca con una grande coppia, è il fatto di non riuscire a migliorare grazie al board, vedendo così decrescere il valore della propria mano.

Specialmente quando ci si trova in un tavolo deep-stack, questo porta a giocare degli spot davvero difficili, com’è accaduto a Chance Kornuth nel colpo che vedremo nella nostra mano della settimana contro Matt Berkey in un episodio di Poker Night in America.

Dal flop al river

Ci troviamo in un tavolo ricco di grandi giocatori – Jason Mercier, Chance Kornuth e Mustapha Kanit su tutti – e di ricchi amatori come Bill Perkins e Joey DiPascale.

Si gioca ai livelli da 100/200 dollari, con DiPascale che fa straddle a 400 dollari. Dal cut-off, Bill Perkins (con uno stack di 74.000 dollari) rilancia a 2.000 e Berkey chiama dallo small blind con uno stack di 270.000 dollari.

Chance Kornuth, che ha 95.000 dollari dietro, dal big blind spizza

   

e 3-betta a 10.000. Perkins decide di passare, mentre Berkey chiama per una seconda volta. Ci troviamo in un pot da 22.500 dollari, si gioca per uno stack effettivo di 85.000 dollari e il flop recita

     

Berkey checka e poi 3-betta a 35.000 dollari sulla c-bet di Kornuth a 12.000. Chance chiama, con il pot che sale a quota 92.575 e lo stack per cui si gioca è di 50.000.

Il turn è un

 

Berkey checka ancora e questa volta fa solo call alla puntata di Kornuth, di 20.000 dollari. Ora il pot sale a 132.575 dollari, con uno stack effettivo di 30.000. Andiamo al river, un

 

Questa volta Berkey mette all-in il suo avversario. Kornuth ci pensa un po’ e chiama, perdendo contro un

   

E Berkey porta a casa un piatto di 192.575 dollari.

La mano è visibile in questo video (circa a 1:55:00)

Analisi

Si tratta di una mano drammatica con una serie di situazioni che andremo ad analizzare da più vicino.

Prima di tornare alla action, analizziamo gli stack. Si gioca 100/200 dollari, quindi situazione agevole. Ad esempio Bill Perkins gioca con 75.000 dollari, ovvero 375 big blind, e i suoi due avversari hanno uno stack più grande del suo.

Quando si gioca così deep, mano come le coppie basse, i connectors suited e due carte suited con l’asso sono molto interessanti da giocare.

In questo contesto si cala Chance Kornuth, il quale parte con la seconda miglior mano in assoluto del Texas Hold’em.

Se si fosse trovato in un’altra posizione avrebbe anche potuto fare call, una mossa tricky da evitare però quando ci si trova sul big blind, dove è giusto 3-bettare.

Se avesse vinto già pre-flop, avrebbe portato a casa 5.000 dollari, e poteva anche andare bene così.

Flop liscio ma pieno di azione

Kornuth 3-betta a 10.000, trovando il fold di Perkins ma anche il call di Berkey. Il range di mani possibili per un giocatore come lui è abbastanza stabilito, e consiste in una coppia media o in una Broadway hand.

Il flop è 8-4-4 con due quadri, difficile trovare un board più dry di questo. Pertanto è assai probabile che chi era in vantaggio pre-flop ci è rimasto anche dopo le prime tre carte comuni.

Per una coppia di re, dunque, è il flop perfetto!

Berkey checka con il suo flush draw e Kornuth c-betta, provando a prendere valore da mani come 9-9, T-T o A-Q.

La sua puntata di 12.000 dollari equivale a poco più di metà piatto, proprio perchè non vuole mandar via queste combinazioni inferiori ma comunque con valore.

Ma anche agli occhi di Berkey questo è un buon flop. Ha due overcard e il flush draw nuts, che non è poi nuts in quanto il board è pairato, e una monster hand come quella di Kornuth ne potrebbe giovare.

È il momento perfetto per andare in semi-bluff. Anche perchè se Kornuth giocasse con A-K o A-Q potrebbe anche essere indotto a bluffare.

Berkey e il suo check al turn

Berkey vs Kornuth

Con la mano che si ritrova, ovviamente Kornuth non può foldare. Un amatore avrebbe 3-bet shovato, ma i professionisti ragionano in maniera diversa.

Facendo solo call, Kornuth mantiene il range di bluff di Berkey e può dunque estrarre ancor più valore.

Con il jack che casca al turn, la mano di Berkey diventa ancor più forte. Se non avesse centrato nulla avrebbe dovuto pushare su un’eventuale puntata di Kornuth, ma ora il suo range include mani come J-J o A-A, così come mani inferiori che potrebbero foldare di fronte ad un’altra puntata.

In altri termini Berkey farebbe foldare solo mani peggiori, il che vuol dire trasformare la sua mano in un bluff. E i professionisti non lo fanno mai con mani così buone.

Di sicuro Berkey ha pensato anche al push, ma poi ha pensato anche che non fosse il caso di farlo per non perdere eventuale valore al river.

Kornuth avrebbe potuto foldare?

Al river troviamo un pot di 132.000 dollari e Kornuth gioca con altri 30.000, mentre casca una terza carta a quadri.

Berkey non ci mette tanto prima di andare all-in, e non rappresenta niente di diversi da un colore chiuso o da un full.

A questo punto Kornuth dovrebbe giocare i suoi 30.000 dollari per vincerne 162.000. Le odds sono incredibilmente a suo favore, ma a questo punto della mano cosa batte realmente?

Ovviamente mani come A-K, A-J e anche Q-Q, ma è difficile che abbia tenuto una linea del genere con queste combinazioni.

Inoltre, andando a ripercorrere la mano, Berkey difficilmente avrà un busted draw. In breve, è difficile che lui abbia ancora un draw che non sia stato chiuso.

Kornuth potrebbe anche pensare al flop a dispetto di odds gigantesche, però alla fine opta per il call.

Se avesse foldato avrebbe piazzato la ciliegina sulla torta su una mano da lui condotta alla grande, ma immaginate anche la sua rabbia qualora Berkey avesse effettivamente avuto A-J o Q-Q.

Conclusioni

Chance Kornuth e Matt Berkey hanno giocato una mano al loro livello, che è certamente molto alto. Berkey ha avuto un po’ di fortuna nel chiudere il suo colore e nel vincere il piatto. E non c’è molto altro da aggiungere.

 

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