Fisco più ‘comprensivo’: imprese iGaming e pokeristi si trasferiscono a Malta

malta igaming

E’ equo o iniquo? Sarà sicuramente proficuo. Un gioco di parole utilizzato per imparare l’ortografia può servire a rappresentare la situazione e lo sviluppo dell’iGaming a Malta.

Grazie soprattutto alla leggera pressione fiscale, da qualche anno il piccolo Stato a sud dell’Italia viene considerato per antonomasia l’isola del gioco online.

Pur trovandosi a poche decine di chilometri dalla Sicilia, Malta presenta caratteristiche peculiari che la differenziano dall’Italia, come la forte cultura anglosassone (inglese e maltese sono le lingue ufficiali).

La gallina dalle uova d’oro

 

Per quanto riguarda in particolare l’iGaming, spiega il sito Smartweek, circa il 33 per cento di tutte le aziende europee si è spostato qui.

Su base mondiale, invece, si stima che circa il 10 per cento delle imprese che si occupano di gioco online abbia sede a Malta.

Da qualche anno gli addetti ai lavori di questo fiorente settore si incontrano al ‘Malta iGaming Seminar’: la sesta edizione è in programma per l’11 e il 12 novembre 2014.

 

Tutto in regola con poche spese

 

Parallelamente all’iGaming, si sono sviluppate anche imprese che offrono consulenza legale per lo sviluppo di questo genere di attività.

Una di queste è il gruppo ‘Mazzone&Co’: “Negli ultimi tempi non è sufficiente aprire una società in un dato Paese per beneficiare di vantaggi fiscali – mette in guardia l’azienda sul suo sito -.

Le autorità fiscali possono richiedere prova che l’attività sia effettivamente gestita e controllata dal Paese in cui la società è registrata”.

A (quasi) tutto, però, c’è una soluzione e ‘Mazzone & Co’ offre un piccolo vademecum agli aspiranti imprenditori nella sezione del sito ‘Società con sostanza o società fittizia?’.

casino di malta

I documenti contabili, per esempio, dovrebbero essere disponibili presso la sede della società ma questa, spiega sempre Mazzoni, “potrebbe essere domiciliata direttamente presso il commercialista come normalmente accade”.

E ancora, “la società dovrebbe avere un telefono locale, una mail e un sito, servizi che possono essere gestiti in outsourcing”.

 Per avere un ufficio come sede operativa sono disponibili soluzioni “a partire dai 200 euro al mese e in alcune giurisdizioni è possibile assumere un dipendente locale con una spesa annua inferiore ai 3mila euro inclusi gli oneri sociali”. 

Tra le società maltesi, una tipologia frequente è la ‘Limited’: il minimo di capitale da versare anticipatamente è di 1165 euro, che possono essere tra l’altro utilizzati per le spese senza restare in deposito.

L’alto numero di aziende che si occupano di servizi finanziari e di gioco online dà adito a giudizi ambivalenti. Da alcuni questo aspetto viene visto come il risultato di una lungimirante politica fiscale che ha saputo offrire terreno fertile agli investimenti esteri. (questo articolo spiega la crescita dell’economia maltese)

Rispetto all’Italia, in uno Stato di circa 420mila abitanti grande come l’Isola d’Elba risulta più facile l’attuazione di riforme economiche.

 

Affari torbidi e acque cristalline?

Dall’altro lato, a causa delle larghe maglie legislative, Malta viene percepita come un paradiso fiscale all’interno dell’Unione Europea, istituzione di cui fa parte da dieci anni.

Proprio l’adesione all’Unione Europea dovrebbe, ma il condizionale è d’obbligo, porre un freno al fenomeno del riciclaggio di denaro.

“A ragione, i paradisi fiscali non hanno una buona reputazione e i fornitori di questa ‘riservatezza’ offshore cercano puntualmente di persuadere gli altri che i loro affari sono puliti” scrive un blogger su Taxjustice.

malta tasse

Nel mirino della camorra

Secondo una recente inchiesta della Procura di Napoli, anche il clan camorristico Zazà-Mazzarella nel 2010 avrebbe mostrato interesse ad aprire un sito di gioco online nelle isole Calipsee con il supporto di una rete di conoscenze (leggi l’articolo de Ilfattoquotidiano).

Nelle intercettazioni compare il nome di un imprenditore vicino all’allora premier maltese. La notizia è stata ripresa anche dalla stampa locale dell’isola. “Sono stati fatti dei nomi, ma da noi come al solito la cosa non ha avuto seguito” polemizzava il Malta Indipendent a fine febbraio.

 

Tasse low cost, i pokeristi volano a Malta

 

Probabilmente, oltre che per il clima mite, molti giocatori di poker italiani hanno deciso di trasferirsi a Malta per il leggero regime fiscale: è il caso di Luca Moschitta e Mustapha Kanit.

Lo stesso siciliano Moschitta non manca in più occasioni di palesare il suo amore per l’isola sul suo blog. In un post di marzo dopo aver partecipato al PlanetWin365 Moschitta scriveva:

“La location è stata stupenda. Malta è sempre un posto eccezionale per giocare a poker. Era il primo torneo che giocavo da ‘residente’: scendere da casa e fare 20 metri a piedi per andare al torneo è stato molto divertente!”.

D’altra parte la legislazione fiscale del Bel Paese non pare aiutare nemmeno i pokeristi.

Il sardo Filippo Candio ha già avuto qualche problema con la tassazione delle vincite  e anche Marco Bognanni qualche tempo fa ha deciso di venire a vivere a Malta, per le difficoltà che comportava essere contribuente italiano e giocare tornei all’estero.

 

 

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