Le carte da gioco tramontano: la crisi di Modiano e Dal Negro

Regionalicarte delnegro

Anche il mondo delle carte da gioco risente della crisi. I videopoker hanno fatto scomparire i giocatori tradizionali?

La questione è controversa. Senza dubbio anche la concorrenza della Cina ha fatto la sua parte (questo video mostra il funzionamento di una fabbrica cinese di carte da gioco).

Di fatto, però, alcune aziende riescono a restare a galla meglio di altre, diversificando la produzione e puntando sui nuovi canali di comunicazione.

L’esempio viene fornito da due imprese concorrenti del Nord-est italiano, Modiano e Dal Negro. La prima, con una cospicua quantità di merce invenduta nei magazzini e la cassa integrazione ordinaria a rotazione per 70 lavoratori, non naviga in buone acque. (leggi di più sull’argomento)

 

Un glorioso passato

 

La triestina Modiano nasce nel 1868 per volontà di Saul David Modiano, imprenditore di Salonicco trasferitosi a Trieste per sviluppare il traffico commerciale con l’oriente.

Inizialmente Modiano produce e commercializza cartine di sigarette: solo nel 1884, dopo aver consolidato le esportazioni, amplia la gamma dei prodotti e avvia una litografia apprezzata per le riproduzioni artistiche e le carte da gioco.

A quell’epoca risale l’apertura di nuovi stabilimenti a Romans d’Isonzo, Fiume e Budapest. All’inizio del '900 inizia la produzione di cartelloni pubblicitari, per la quale Modiano si avvale della collaborazione di artisti quali Marcello Dudovich.

cartelloni modiano

Nel 1987 l’azienda viene acquistata dalla Grafad. Dalla storia si passa alla cronaca, con la recente crisi, dovuta soprattutto a un calo delle promozioni: sempre meno clienti, in particolare tra i produttori di bevande alcoliche, ordinano mazzi di carte “personalizzati” con il loro marchio (anche il corriere.it aveva approfondito la vicenda).

Negli ultimi tempi l'azienda ha lanciato segnali positivi, sino a riprendere a pieno ritmo l’attività. Nell’estate 2013, inoltre, i mazzi di carte Modiano sono comparsi come collaterale a “Di Più tv”.

 

Modiano e Dal Negro giocano le loro carte

 

Le voci critiche, però, sostengono che l’azienda triestina, a dispetto del glorioso passato nella tradizione cartellonistica, non ha saputo puntare sul web e sulla comunicazione in generale, trascurando in maniera pressoché totale i canali “social”. (come approfondito da questa inchiesta di meltinconcept)

Quest’ultimo aspetto, invece, è stato preso in maggiore considerazione dal concorrente “Dal Negro”, che ha peraltro diversificato la produzione con i giochi in legno e quelli per bambini più in generale.

modiano carte

Sempre Dal Negro, lo scorso inverno ha aperto un grande negozio monomarca a Treviso, dove un tempo si trovava la sua storica sede.

 

Basta partite al bar? 

Parlando invece di carte da gioco e videopoker, alcuni sostengono che le famigerate “macchinette” abbiano eroso fette di mercato al tradizionale passatempo.

Si tratta però di attività che hanno un pubblico sostanzialmente diverso. Pensando ai videopoker vengono in mente la ripetitività e la reiterazione di certi movimenti (da qui l’eventualità non troppo remota che si generino comportamenti compulsivi).

Con le carte, invece, prevale generalmente l’abilità dei giocatori. Tra l’altro, gli affezionati del videopoker preferiscono stare da soli, mentre chi gioca a carte apprezza generalmente la compagnia degli amici al bar.

Sta di fatto che il passatempo delle carte non ha preso molto piede tra le giovani generazioni. Una scarsa popolarità che in Italia e non solo è stata in parte riscattata dal crescente successo del poker Texas hold’em.

poker al bar

Le televisioni hanno saputo sfruttare la spettacolarità insita in questo gioco nel corso delle sempre più numerose dirette, grazie anche alle telecamere che riprendevano le carte coperte.

In Italia, in particolare, proprio la crescente popolarità del poker Texas hold‘em ha contribuito a una maggiore diffusione delle carte internazionali a discapito di quelle regionali.

A questo aggiungiamo che il gioco online ha probabilmente portato a un calo delle vendite dei mazzi di carte in generale.

 

Il presidente che giocava a scopone

A ricordo degli anni in cui le carte da gioco erano ancora popolari si rammenta lo storico filmato di Sandro Pertini  mentre ritorna dai mondiali di Spagna dell’82.

L’Italia vinse allora tre a uno contro la Germania dell’Ovest: il presidente della Repubblica italiana fu immortalato dalle telecamere sull’aereo diretto a Roma mentre giocava a scopone insieme al portiere Dino Zoff, all’epoca già 40enne, l’ala destra Franco Causio ed il CT Enzo Bearzot.

Causio giocava in coppia con Bearzot e Pertini con Zoff. Immemori dei loro ruoli ufficiali sembravano quattro amici in un bar di paese, come testimonia la bonaria “sfuriata” finale di Pertini davanti alle telecamere. (qui l’articolo della Gazzetta)

pertini gioca a scopone

La partita venne vinta dalla coppia Causio-Bearzot. Spiegherà Causio alla Gazzetta dello sport: “Feci una furbata: calai il sette, pur avendone uno solo. Pertini lo lasciò passare e Bearzot prese il settebello. Abbiamo vinto così quella partita”.

Il presidente accusò Causio di questo ‘colpo basso’, incolpando anche il CT della sconfitta. Circa un anno dopo, quando decise di lasciare l’attività agonistica, Zoff ricevette un telegramma dal presidente:

“Vieni a trovarmi. Giocheremo a scopone e cercherò di non fare più gli errori che mi hai giustamente rimproverato” .

 

 

 

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