Caro Marco Polizzi, Ti Spiego Perchè Sbagli

poker generation 500x364

Poker, tanto Aristotele ed un po'di sesso esplicito. Un mix micidiale per capire perchè Poker Generation non debba essere vietato al cinema.

Come riportato dalla redazione online del Messaggero di ieri, il presidente dell’associazione Primo Consumo avrebbe lasciato la proiezione di Poker Generation con una chiara idea in mente: quella di fare il possibile per rendere il film soggetto a quel mitico vietato ai minori di 18 anni che fa catapultare la mia mente a tempi decisamente memorabili fatto di cinema che, aihmé, non esistono più.

Intendiamoci: la posizione del preparatissimo avvocato Marco Polizzi – questo il nome del succitato presidente – è assolutamente comprensibile e frutto dell’applicazione di quella logica forense che sono sicuro lui sia abituato ad usare in tutti i molteplici ambiti della sua attività, difesa dei consumatori inclusa.

Comprensibile, dicevo, ma anche a mio modo di vedere non condivisibile per una serie di punti tanto legati alla superficialità della visione del dottor Polizzi quanto alla colpevole ingenuità di chi, ancora, pretende di poter tenere gli occhi chiusi fingendo di non accorgersi di cosa il poker sia diventato nel corso dell’ultimo decennio.

La rovina del sillogismo aristotelico

I bene informati che hanno raccolto di prima mano le impressioni del presidente Polizzi, raccontano di come questi abbia argomentato la sua proposta in maniera decisamente chiara affermando che, considerato come il gioco d’azzardo sia di per sé riservato ai maggiori di 18 anni, lo stesso destino debba esser riservato anche alla pellicola che di azzardo tratta.

Ora, visto che non è mia intenzione annoiare chi legge con la solita discussione che vuole il poker visto da chi non gioca come gioco d’azzardo e da chi lo gioca come sport mentale  - d’altra parte l’International Mind Sports Association ed il Dipartimento per l’Educazione Fisica e lo Sport della Lituania hanno già detto abbastanza in proposito – mi piacerebbe spostare il dibattito su un piano differente ed analizzare in maniera più attenta proprio il significato più profondo dell’argomentazione messa sul tavolo dal presidente di primo consumo.

“L’azzardo è vietato ai minori di 18 anni. Poker Generation è un film sull’azzardo. Di conseguenza Poker Generation va vietato ai minori di 18 anni. “

 Vi ricorda qualcosa?

Se per un attimo provassimo a dimenticare le particolarità dell’argomento principe della nostra conversazione – il poker – e provassimo a trattarlo come qualsiasi altro argomento al mondo, allora non potremmo non riconoscere la presenza del più classico dei sillogismi aristotelici nell’ossatura del ragionamento dell’avvocato Polizzi.

Non vi ricordate di Aristotele? Non c’è problema, ora lo ripassiamo insieme.

Come funziona il sillogismo aristotelico

Aristototele

Per spiegare un particolare ragionamento e sostenere una precisa tesi, il filosofo della scuola di Platone nonché fondatore del Peripato, riuscì a teorizzare un particolare processo fatto di predicati / premesse chiamato, appunto, sillogismo aristotelico.

Il funzionamento del sillogismo è semplice: Premessa Maggiore + Premessa Minore = Conclusione. Semplice, rapido, chiaro e coinciso. Il sillogismo è uno di quei ragionamenti che non lasciano scampo – chi lo sa usare, ha ragione. Chi non lo sa usare, invece, si genuflette al potere dell’altro. Va così dai tempi di Atene.

Visto in azione, poi, il sillogismo aristotelico funziona più o meno così: “Tutti gli uomini sono mortali” (Premessa Maggiore) + “Socrate è un uomo” (Premessa Minore) = “Socrate è un mortale” (Risultato). Impossibile provare il contrario.

Ora che abbiamo gettato le basi del nostro ripasso di filosofia, proviamo a riprendere in mano quanto sostenuto dall’avvocato Polizzi e combiniamolo con quanto detto da Aristotele qualche tempo prima. Vediamo cosa succede.

“L’azzardo è vietato ai minori di 18 anni” (Premessa Maggiore) + “Poker Generation è un film sull’azzardo” (Premessa Minore)  = “Poker Generation deve essere vietato ai minori di 18 anni” (Risultato). Impossibile provare il contrario.

Forse.

Come NON funziona il sillogismo aristotelico

Chi padroneggia Aristotele come si dovrebbe, sa bene che il ragionamento del sillogismo possa essere tanto forte quanto ingannevole – perché, presupposti sbagliati  (per colpa del caso, della superficialità, dell’ingenuità…scegliete voi) portano inevitabilmente a risultati sbagliati. Magari utili per supportare le tesi di qualcuno, questo è vero – ma comunque sbagliati.

Guardate qua. Sempre seguendo lo schema precedente, ad esempio, potremmo dire: “I gatti sono pelosi” + “Socrate è peloso” = “Socrate è un gatto”.

Oppure ancora: “Tutte le forchette sono di metallo” + “il coltello è di metallo” = “il coltello è una forchetta”.

O magari preferite questa: “Le forchette hanno 4 denti” + “mia nonna ha 4 denti” = “mia nonna è una forchetta”.

Insomma, vedrete bene che qualcosa non quadra.

L’errore di PrimoConsumo su Poker Generation

nonnaguantoniibp 400x300

Il punto fondamentale del sillogismo aristotelico, quindi, sta nella correttezza della premessa e nella sua pertinenza, non nel semplice funzionamento del sillogismo. E, se si prende questo per vero e si accetta il fatto che mia nonna non sia una forchetta, allora la riduzione di Poker Generation ad “azzardo” è davvero frutto di quelle superficialità ed ingenuità di cui abbiamo discusso nel corso dell’apertura.

Nel caso la cosa fosse passata inosservata al promotore del sillogismo pokeristico, infatti, quello del gioco del poker è diventato negli anni un fenomeno di massa tale da meritare – se non ammirazione, almeno rispetto.

Ostinarsi a guardare con supponenza verso quelle decine di migliaia di appassionati che si divertono ai tavoli, continuare caparbiamente a considerarli alla stregua di casi patologici da salvare più che da conoscere è quindi la peggiore delle premesse che possa essere utilizzata come base tanto per un sillogismo quanto per ogni altro tipo di ragionamento.

Poker Generation è un film, e come tale va trattato e rispettato. Poker Generation è un film sul poker, e come tale può esser giudicato, apprezzato, stroncato e criticato. Ma, suvvia, non censurato.

Perché allora, sillogismo alla mano, io vorrei capire per quale motivo i film che raccontano della prostituzione possano esser distribuiti in sala (la prostituzione non è legale etc.) così come quelli sulla droga (il consumo di droga non è legale etc.) o pure quelli sulle rapine alle banche che anche il più giovane sillogista della domenica potrebbe facilmente stroncare in un nanosecondo.

Suvvia, dunque, avvocato Polizzi – provi a guardare Poker Generation per quello che è e cominci a giudicarlo per quello che vuole essere. Non si metta a cercare significati altri che servono solo a supportare tesi già ben decise molto prima della proiezione del film.

Perché, se il cinema dovesse esser sempre ricco di “modelli”, allora io vorrei sapere come mai non mi sia capitato di sentire le sue stesse parole ai tempi di Ma Mère e delle sue ripetute scene d’incesto, de la Pianiste e delle sue terribili scene di autolesionismo erotico, di Irréversible e della scena di violenza carnale con Monica Bellucci a fare da ansimante protagonista oppure quel particolare intrattenimento saffico che ha fatto conoscere il meglio di Naomi Watts nel capolavoro di david Lynch Mulholland Drive?

Sarà mica che le tette fanno bene ed il poker no?

Ti preghiamo di ricontrollare i dati inseriti

Si è verificato un errore

Devi attendere 3 minuti prima di poter postare un nuovo commento

Non ci sono commenti