Spok, Data e Stephen Hawking: il poker del futuro nella serie “Star Trek”

star trek poker

Nel futuro si giocherà ancora a poker? A giudicare dalla serie Star Trek parrebbe di sì.

Come testimoniano numerose scene del celebre telefilm nato nel '66, il Texas Hold 'em e più in generale i giochi di carte sono molto apprezzati dall'equipaggio della navicella Enterprise. In un episodio della serie, in particolare, gli sceneggiatori dimostrano di possedere una certa conoscenza del poker.

Bluffare/mentire

Un vulcaniano sta giocando contro altri personaggi. Qualcuno gli chiede come possono gli individui della sua specie bluffare a poker, considerato che non è consentito loro mentire. Il vulcaniano, argutamente, risponde che bluffare è cosa ben diversa dal dire menzogne, poiché si tratta solamente di far credere ad altri di avere in mano carte migliori di quelle che in realtà si possiedono.

Un club esclusivo

star trek

Nella quarta stagione di “Star Trek: Deep Space 9”, invece, si vede il dottor Julian Bashir che gioca a baccarat sul ponte degli ologrammi sotto le mentite spoglie del geologo Patrick Merriweather: Bashir vuole conoscere meglio e “ingraziarsi” il “cattivo” Hippocrates Noah, ritenuto responsabile di alcuni terremoti verificatisi in Russia. Trattandosi di un club esclusivo il luogotenente Worf, che qui svolge il ruolo di dealer, chiede a Bashir cinque milioni di franchi per organizzargli l'incontro con il dottor Noah. Puntando un solo franco al tavolo del baccarat, Bashir riesce a vincere i cinque milioni richiesti da Worf. “Il baccarat e la geologia sono la mia vita” si giustifica Bashir con Worf, mentre questi si complimenta con lui.

Guai a contraddirla

Nella puntata intitolata “Observer effect” l'ufficiale addetta alle comunicazioni Hoshi Sato è malata e rivela all'ingegnere capo Charler Tucker, meglio noto come “Trip”, di essere stata estromessa dall'astronave tempo addietro. La giovane ufficiale stava per organizzare una partita di poker tra le reclute, ma un comandante di compagnia cercò di porre fine al gioco. Sato, che praticava l'arte marziale dell'aikido e che evidentemente non aveva gradito l'intromissione dell'ufficiale, gli spezzò un braccio. L'organizzazione, però, aveva un disperato bisogno di esperti di lingua e la ragazza venne riammessa in prova a bordo dell'astronave.

Vulcaniano a lezione

data poker

Nella puntata “L'espediente della carbonite”, ambientato nel 2266, il medico di bordo Leonard Horatio McCoy si offre di insegnare il gioco del poker all'ufficiale scientifico Spok (il vulcaniano Spok ha maggiore dimestichezza con gli scacchi).

Poker e androidi

Gli ufficiali dell'Enterprise si trovano ogni giovedì a giocare a five-card stud. Nella puntata “Causa ed effetto”, durante una di queste partite, l'androide Data mescola le carte molto velocemente e questo insospettisce il primo ufficiale William Riker e Worf, ufficiale della Federazione di razza Klingon.

Muovendo i primi passi nel mondo del poker Data aveva mal intepretato questo gioco, ritenendolo la semplice applicazione di strategie matematiche e senza considerare l'elemento del bluff (puntata “La misura di un uomo”).

Scienziati al tavolo verde

Col passare del tempo Data capisce che il poker è un formidabile osservatorio per comprendere la natura umana. L'adroide arriverà a progettare un programma per il ponte degli ologrammi che gli consente di giocare a poker con Albert Einstein, Isaac Newton e l'astrofisico inglese Stephen Hawking. In una puntata di “Star Trek: The Next Generation” lo scienziato Hawking, classe '42, intepreta il ruolo di sé stesso al tavolo verde.

Hawking batte Einstein senza bluffare

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Nella scena si vedono Data e i tre scienziati impegnati nel classico poker a quattro. “Il piatto è 7?” chiede Einstein. Newton lo striglia: “Il piatto è 10. Non sei capace di compiere semplici operazioni aritmetiche?”. Hawking rilancia di 50: Newton e Data lasciano la mano. Rimangono solo Einstein e Hawking. Einstein provoca il collega: “Stai bluffando, Stephen, e quindi perderai”. Hawking, però, vince con un poker di sette, lasciando Einstein con un palmo di naso.

Cinema e “rimontaggio”

Negli ultimi tempi è sempre più facile trovare su Internet classici del cinema “rimontati” in versione parodistica. Su You Tube la blogger R.W. Smith ha pubblicato la “sua” versione della partita tra Data e gli scienziati, oltre che di altri episodi della celebre serie di fantascienza.

Realtà e finzione

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Il “vero” Stephen Hawking, costretto fin da giovane su una sedia a rotelle dalla sclerosi laterale amiotrofica, contrasse una polmonite nell'85. Per questo dovette subire una tracheotomia che ne compromise definitivamente l'uso della voce. Da allora l'astrofisico comunica con gli altri per mezzo di un sintetizzatore vocale (da qui la voce metallica che si sente nella puntata di Star Trek). Alla vita di Hawking è dedicato il film “La teoria del tutto”, uscito nel 2014.

Sebbene Hawking sia di origini britanniche, la sua voce artificiale ha l'accento americano, come ha evidenziato con ironia la regina Elisabetta in un incontro con il grande fisico avvenuto nel 2014. Per analogia, è come se a un uomo di origini lombarde privato per sempre della voce fosse data la possibilità di parlare con una voce artificiale con accento sardo o siciliano. “La mia voce è coperta da copyright” ha risposto per le rime Hawking alla sovrana del Regno Unito.

L'Enterprise non ferma a Las Vegas

A metà degli anni novanta il successo dilagante di Star Trek portò un gruppo di imprenditori a chiedere la realizzazione di una navicella Enterprise a grandezza naturale sulla Fremont Street a Las Vegas: la Paramount, però, non approvò e al suo posto venne eretto il centro commerciale  “Freemont Street Experience”.

 

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