2012 Jul 17

Poker online, il mercato comune è più vicino

Di: Claudio Poggi

Portogallo, Italia, Spagna e Francia continuano a discutere per la creazione di un bacino di utenza unico.

In economia si sente spesso parlare dei cosiddetti P.I.G.S. (Portogallo, Italia, Grecia e Spagna), come dei paesi europei più a rischio di default.

Per traslato, e sostituendo la Francia alla Grecia, potremmo riferirci ai P.I.F.S. come ai quattro paesi europei che potrebbero rappresentare la prima, grande svolta nel mercato del gioco online comunitario. Proseguono infatti i lavori per abbattere i confini nazionali e creare un bacino di utenza unico che possa venire incontro alle esigenze degli operatori e dei giocatori.

I rappresentanti di Italia (AAMS), Francia (ARJEL), Spagna (DGOJ) e Portogallo (SCML) si sono incontrati il 19 e il 20 giugno scorso proprio per discutere di questo argomento.

Secondo un comunicato stampa rilasciato al termine della due giorni, "il meeting è servito a confermare la volontà comune di promuovere una cooperazione operativa nel campo della regolamentazione e dello scambio di informazioni". Ma naturalmente il succo del discorso è un altro: "Inoltre, si è discusso delle condizioni necessarie per una possibile liquidità condivisa in alcuni giochi".

Non se ne parla in maniera diretta, ma è chiaro che il maggiore beneficiario di un mercato comune dei giochi sarebbe il settore del poker online. Spagna, Francia e Italia rappresentano i tre maggiori mercati in questo senso, mercati che soffrono di un bacino di utenza troppo ristretto. Non è un caso se, negli ultimi sei mesi, i numeri fatti registrare dalle poker room italiane siano in declino.

Non che in Francia se la passino meglio. Vero è che i nostri cugini permettono anche agli stranieri di giocare, ma un regime fiscale incredibilmente duro ha costretto molti operatori a uscire dal mercato, mentre quelli rimasti continuano a lamentarsi dell'insostenibilità della situazione.

Il risultato di una rake altissima e di un interesse sempre minore è un calo del numero dei giocatori, proprio come in Italia.

La Spagna è l'ultima arrivata. Il suo mercato ha aperto il 5 giugno, è aperto agli stranieri (anche se PokerStars ha deciso di limitare l'offerta ai soli spagnoli), ma l'incertezza del regime fiscale ha fatto registrare subito numeri bassissimi, con le entrate del cash game che continuano a scendere. Il Portogallo invece non è ancora ufficialmente nel giro del poker online, ma da mesi si parla di aprire il mercato ad altri operatori oltre la SCML (che attualmente offre solo una lotteria e un sito di scommesse sportive).

Portogallo, Italia, Francia e Spagna si sono dati appuntamento alla fine del 2012, quando si incontreranno di nuovo per continuare a discutere del progetto di creazione di un mercato comune. L'attesa, tra gli appassionati di poker online, è già alle stelle.

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