Poker e Igiene: su una sola chip 5600 microorganismi…

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Il gruppo rock ‘Elio e le storie tese’ ne decantava pregi e virtù redigendo un lungo e particolareggiato elenco delle “cose segrete dal nostro organismo secrete”.

Ma oltre che nelle canzoni, l’aspetto igienico ha la sua importanza anche nel mondo del poker, soprattutto per chi gestisce case da gioco e casinò oppure organizza tornei.

Se il vicino al tavolo verde, come diceva Elio, “secerne svariate sostanze” (qui il testo della canzone) bisogna essere pronti a fare il proprio gioco senza farsi distrarre da questi inconvenienti.

Un altro aspetto, poi, è l’igiene personale di chi gioca a poker online: nel mondo virtuale, potrebbe obiettare qualcuno, a che importa tutto ciò?

Tuttavia, un pericolo nel quale potrebbero incorrere i professionisti che lavorano da casa e trascorrono diverse ore davanti al computer è di trascurare il proprio aspetto personale. Con prevedibili ricadute sulla vita sociale.

 

Un videocorso per lavarsi meglio

Lo scorso lunedì 5 maggio, tra l’altro, è stata la Giornata mondiale dell’igiene delle mani. L’argomento interessa prevalentemente chi lavora nell’ambito sanitario, ma anche il tavolo verde si può rivelare come vedremo un ambiente privilegiato per la diffusione dei germi.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha proposto un accurato vademecum per l’igiene di questa parte del corpo, con il lancio della campagna “Save lives, clean your hands” (Salva vite, lavati le mani).

L’iniziativa è rivolta in realtà a medici e infermieri ma si potrebbe estendere anche a croupiers e giocatori. L’ospedale Humanitas di Rozzano (Milano) ha realizzato un video didattico, nel quale una simpatica ragazza spiega a ritmo di musica come deve avvenire un corretto lavaggio delle mani.

lavare le mani

Anche se a prima vista potrebbe sembrare un argomento marginale, è possibile trovare su Internet una pubblicistica relativamente vasta sull’igiene al tavolo verde, dalle macchine per pulire le fiches agli studi di ricercatori universitari volti a individuare la presenza di batteri e microrganismi su queste ultime.

Le nuove macchine per la pulizia delle fiches, per esempio, si basano spesso sulla tecnologia a infrasuoni: il modello di Ultrasonic power corporation ricorda un po’ le lavastoglie utilizzate nei bar e nei ristoranti (guarda il video).

 

Dal tavolo verde al laboratorio

Qualche tempo fa la rivista Bluff ha commissionato una ricerca sul tema a un gruppo di ricercatori del Nevada (Stati Uniti) facenti capo al professor Brian Hedlund.

La squadra di scienziati ha preso in esame le fiches provenienti da cinque diversi casinò lungo la Las Vegas Strip. Per ragioni di privacy la rivista non ha reso noti i nomi degli esercizi, che vengono contraddistinti solo da un numero.

In una sola fiches del casinò numero 3 i ricercatori hanno individuato 5600 microrganismi. “Anche se questo può sembrare allarmante, per il team di scienziati si tratta di un numero relativamente basso” rassicura Bluff.

Sempre nel casinò 3, è stata rilevata una media di 2900 microrganismi per chip, mentre nel casinò 2 ‘solo’ 2333.

las vegas strip ricerca

L’articolo di Bluff alterna l’ironia a toni un po’ apocalittici: “Il batterio più comune riscontrato è lo stafilococco. E’ piuttosto abbondante sulla pelle umana. Ma comunque può causare serie infezioni a quest’ultima.

E’ correlato all’MRSA (stafilococco aureo resistente alla meticillina, ndr), responsabile di circa 80mila morti l’anno. A parte i morti, lo stafilococco è anche causa di brufoli e acne”.

L’elenco dei pericoli per il sistema immunitario prosegue con il bacillus cereus (batterio causa di intossicazione alimentare), il micrococcus e la rothia.

 

And the winner is… ‘The Winn’

L’articolo rivela alla fine il nome del casinò 1, ‘The Winn’ di proprietà dell’imprenditore Steve Wynn, contraddistintosi per la bassissima presenza di batteri sulle fiches.

L’alto livello di igiene può essere dovuto al fatto che  all’epoca della rilevazione il casinò era stato costruito da poco, oltre che a una maggiore pulizia delle chips.

Lo stesso casinò Wynn è stato il primo a introdurre le ‘fiches con microchip’, una tecnologia in seguito adottata anche a Sanremo, che consente di conoscere le somme cambiate ed effettivamente giocate da un dato cliente, ponendo un freno al fenomeno del riciclaggio.

pulizia chip

D’accordo, l’igiene al casinò è importante. Giunge però spontanea una domanda: così come avviene per il denaro, non è inevitabile che le fiches si sporchino passando di mano in mano?

In genere per un imprenditore la pulizia dei contanti non è una delle prime preoccupazioni. Una cosa è certa: tutti hanno a cuore che i loro investimenti abbiano una parvenza ‘pulita’.

 

Denaro ‘pulito’ e denaro ‘sporco’

Ma non si tratta solo di un modo di dire. Una ricerca australiana tempo fa ha dimostrato che esiste una relazione tra il grado di corruzione di un Paese e l’igiene delle banconote (leggi la notizia del Tg1).

 

 

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