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Tom Goldstein condannato a sei anni: il celebre avvocato della Corte Suprema travolto dal poker high stakes

Tom Goldstein condannato a sei anni: il celebre avvocato della Corte Suprema travolto dal poker high stakes

Un avvocato di primo piano davanti alla Corte Suprema conduce una seconda vita ai tavoli da poker, dove gioca partite da milioni di dollari. Nasconde al fisco i proventi del gioco e finisce in un’aula federale, con una star di Hollywood chiamata a testimoniare. Potrebbe sembrare la trama ancora grezza di un thriller giudiziario.

È invece la storia di Tom Goldstein, noto avvocato specializzato in appelli e cofondatore di SCOTUSblog, condannato la scorsa settimana a sei anni di carcere federale per reati fiscali e finanziari legati al periodo trascorso come giocatore di poker high stakes.

La sentenza rappresenta l’ultimo capitolo — forse non quello definitivo — di un caso che ha scosso profondamente l’ambiente legale di Washington. La vicenda giudiziaria era iniziata nel gennaio 2025, quando Goldstein era stato formalmente incriminato.

Una giuria lo ha successivamente riconosciuto colpevole di 12 dei 16 capi d’accusa contestati, tra cui evasione fiscale, presentazione di dichiarazioni dei redditi false, mancato pagamento delle imposte e frode ipotecaria.

Ecco come si è arrivati alla condanna.

Goldstein condannato a sei anni di carcere federale

Venerdì scorso, al termine di un’udienza durata l’intera giornata a Greenbelt, nel Maryland, la giudice distrettuale statunitense Lydia Kay Griggsby ha pronunciato la sentenza.

Oltre ai sei anni di detenzione, Goldstein dovrà scontare cinque anni di libertà vigilata e versare oltre 3,1 milioni di dollari a titolo di restituzione. La giudice ne ha inoltre disposto l’immediata consegna alle autorità, respingendo la richiesta di presentarsi volontariamente in carcere in un secondo momento.

Venerdì a Greenbelt, dopo un'udienza di un giorno, la giudice Griggsby ha emesso la sentenza. Oltre a 6 anni di carcere, Goldstein avrà 5 anni di libertà vigilata e dovrà restituire 3,1 milioni di dollari.

Prima della sentenza, i legali di Goldstein avevano chiesto alla corte di evitare la detenzione. Secondo la difesa, un periodo di supervisione gli avrebbe permesso di ripagare i debiti, affrontare quella che è stata descritta come una grave dipendenza dal gioco d’azzardo e continuare a offrire il proprio contributo alla società.

Gli avvocati hanno sostenuto che il suo comportamento ai tavoli fosse principalmente autodistruttivo, e non parte di un piano criminale organizzato.

A loro giudizio, Goldstein avrebbe trascorso anni sfidando avversari dotati di patrimoni talmente elevati da poter sopportare perdite che lui, al contrario, non era economicamente in grado di sostenere.

La procura ha respinto nettamente questa ricostruzione. Secondo l’accusa, Goldstein avrebbe utilizzato denaro proveniente dal proprio studio legale per saldare debiti di gioco, registrato pagamenti personali legati al poker come spese aziendali e nascosto le proprie passività a commercialisti, istituti di credito e Internal Revenue Service.

Tenendo conto della portata delle condotte contestate, i procuratori avevano chiesto una pena di poco superiore agli otto anni.

Come riportato da Politico, l’accusa ha sostenuto che Goldstein abbia occultato oltre 25 milioni di dollari di reddito tra il 2016 e il 2023, lasciando più di 9,5 milioni di dollari di imposte non pagate.

Secondo i pubblici ministeri, i guadagni derivanti dal gioco sarebbero stati fatti transitare attraverso conti bancari offshore. Goldstein avrebbe inoltre dichiarato redditi inferiori a quelli effettivamente prodotti dal suo studio legale e fornito informazioni false agli istituti di credito, continuando nel frattempo a mantenere uno stile di vita caratterizzato da auto di lusso, viaggi internazionali e un costoso orologio.

Secondo Politico, l'accusa sostiene che Goldstein ha nascosto oltre 25 milioni di dollari tra il 2016 e il 2023, evadendo 9,5 milioni di tasse.

Goldstein, 56 anni, si è commosso mentre si rivolgeva alla corte prima dell’annuncio della pena.

La giudice Griggsby ha definito il suo comportamento «grave e preoccupante, non soltanto per la sua natura, ma anche per la sua ampiezza».

Ha inoltre sottolineato come gli obblighi al centro del procedimento non fossero affatto difficili da comprendere.

«Ogni americano sa di avere l’obbligo di pagare le tasse», ha dichiarato Griggsby, concludendo che le prove dimostravano come Goldstein avesse consapevolmente scelto di non rispettare tale obbligo.

La giudice ha descritto l’avvocato, che fece parte del team legale di Al Gore nel caso Bush v. Gore, come una persona «brillante sotto ogni punto di vista». Allo stesso tempo, ha precisato che la solidità delle prove lasciava ben poco spazio ai dubbi.

«Non credo che questo sia un caso al limite», ha affermato.

Come previsto dalla stessa Griggsby, l’avvocato della Corte Suprema ha già annunciato l’intenzione di impugnare sia la condanna sia la pena davanti alla Corte d’Appello del Quarto Circuito degli Stati Uniti.