Michael Mizrachi: “Il mio segreto? Il mio aspetto!“

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Durante l'888poker Barcelona Main Event, Michael Mizrachi ci ha raccontato perché ha così tanti sponsor e torna ai November Nine.

Durante il Day 1B dell’888poker “Make it Big” Festival di Barcellona, abbiamo visto tanti professionisti internazionali fare capolino nel chiassoso Gran Casino. Del resto, si tratta di un evento di grande levatura, e che non poteva non richiamare la presenza di alcuni tra i più forti giocatori in circolazione.

Tra le tante presenze che abbiamo scrutato c'era anche quella grande, grossa e aitante di Michael ‘The Grinder’ Mizrachi. La carriera del giocatore americano parla da sola, stiamo pur sempre parlando di un giocatore che è stato anche November Nine un paio di anni fa, e che al momento sta partecipando al suo secondo evento 888poker dopo il primo “Make it Big” di Londra dello scorso ottobre.

Con Michael Mizrachi abbiamo parlato di diverse cose, ovviamente tutte inerenti al poker. Abbiamo parlato di poker giocato, delle sue qualità e delle sue caratteristiche, ma anche dei tanti sponsor che hanno deciso di metterlo sotto contratto.

Una serie di aziende che lo hanno chiamato a sé per le sue doti di grande giocatore di poker, neanche a dirlo. Ma stando a sentire le parole che Mizrachi ha detto in esclusiva per noi di PokerListings, ci sarebbe anche una motivazione che con il poker ha poco o nulla a che fare.

Ovviamente vi invitiamo a gustarvi questa divertente chiacchierata che abbiamo fatto con “The Grinder”, in cui come potrete leggere ci è scappato da ridere più di una volta.

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PokerListings: Da americano, facci un confronto tra Londra e Barcellona.

Michael Mizrachi: Una ha il sole, l’altra no.

PL: Mh. Hai magari un'altra differenza che ci vuoi dire?

MM: Una ha la spiaggia, l’altra no.

PL: Dai Michael, sai bene cosa vogliamo sentirti dire...

MM: Ok, a Londra il poker è migliore. Ci sono più partite, più posti in cui giocare. Se vuoi fare soldi giocando a poker Londra è meglio, se vuoi goderti la vita allora Barcellona.

Ma qui, il Gran Casino è forse l’unico posto dove puoi giocare, inoltre a Londra puoi anche giocare online contro il mondo intero.

Qui puoi solo giocare contro giocatori che risiedono in Spagna.

PL: Quello dei Mizrachi è un nome molto noto nel poker. Siete la famiglia di maggior successo nel mondo del poker. Ce ne parli?

MM: Abbiamo avuto un buon successo, in particolare io e Rob. Anche mio fratello Eric gioca, ma per lo più organizza feste a Vegas, mentre Donny è più un DJ e mago.

Il 2010 è stato il nostro miglior anno, tutti e quattro andammo a premio nel Main Event. Abbiamo vissuto degli ottimi anni e ne vivremo di altri.

PL: Da dove arriva questa passione per il poker, sia per te che per il resto della tua famiglia?

MM: Siamo cresciuti tra slot machine e tavoli di roulette in casa. Mio fratello aveva una slot machine durante le superiori e qualche volta mio papà lo svegliava nel mezzo della notte e gli diceva ‘Rob, mi serve qualche quarto di dollaro per la slot machine, tipo dieci dollari’.

Eravamo una famiglia di gambler. Mia mamma giocava a Gin Rummy e a giochi simili. Robert in pratica mi ha fatto conoscere questo mondo che ero ancora ragazzino e quando avevo 16 anni già giocavo da professionista.

PL: Nessuno tra i professionisti del poker ha una lista di sponsor diversi più lunga della tua. Che cosa ti rende così attraente ai loro occhi?

MM: (sussurra) Il mio aspetto.

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PL: Ahahah. Ok, questa è la risposta confidenziale. Qual è la reale motivazione?

MM: No davvero. Ho un bel nickname – “The Grinder” – ho avuto successo negli anni, e gioco da tanto tempo: sono cose che semplicemente attirano molti sponsor.

PL: L’ultimo sembra essere 888poker, che è anche lo sponsor che ci sta ospitando qui a Barcellona. C’è un contratto in arrivo o cose simili?

MM: Sono più un ospite che altro, anche se abbiamo un ottimo rapporto. Mi piace stare con 888poker e faccio molti dei loro festival live, vengo in Europa, altrimenti passo tanto tempo a casa in Florida.

Lì ci vivono i miei figli, quindi per me è dura stare via tanto tempo. Il mio più piccolo ha 9 anni, la ragazza 11 e Paul 12.

PL: E come riuscirai a conciliare questa serie di impegni con la tua presenza alle World Series of Poker di quest’anno?

MM: Ci inventeremo qualcosa. Staranno un po’ con me e un po’ con la mamma, è semplice.

PL: Avrai un programma pieno di impegni e di tornei allora...

MM: Decido giorno per giorno. Di solito gioco circa 30 tornei.

PL: Non ci saranno più i November Nine, almeno per quest'anno. Il Main Event WSOP si concluderà qualche giorno dopo il suo inizio. Che ne pensi?

MM: Supporto la decisione. Per me è un bene perché nessuno è in grado di allenarsi per tre o quattro mesi, la pressione è tanta.

Inoltre penso che tanti giocatori pensano che se stai andando bene vuoi continuare a giocare, invece di aspettare per mesi e perdere l’attimo.

E alcuni devono attraversare il mondo per tornare a Vegas, il viaggio è lungo. Tanto comunque sei già lì. Magari va bene prendersi due giorni di pausa, ma va giocato subito.

PL: Probabilmente i November Nine hanno sia pro sia contro. Tu da che parte ti schieri?

MM: L’unico contro riguarda le sponsorizzazioni, ma non preoccuparti che in quei due giorni riceverai un sacco di telefonate.

PL: Che cosa hai fatto quando sei arrivato tra i November Nine?

MM: Praticamente non ho fatto niente. Non mi sono concentrato sul modo in cui avessero giocato gli avversari, nulla. Ho solo giocato come sapevo e ho cercato di ottenere il miglior piazzamento possibile.

Credo che per me sia la cosa migliore, ma ognuno è diverso. Allenare uno come me credo sia difficile a causa del mio stile, magari per altri è un’ottima opzione.

Personalmente mi adatto ai giocatori che trovo al tavolo.

PL: Ti è sembrato che qualcuno degli altri giocatori del final table fosse cambiato nettamente quando siete tornati al tavolo?

MM: Non credo, ma lì non è che puoi giocare così tante mani con loro prima del final table, quindi non ne sono sicuro. Sicuramente avranno lavorato sul proprio gioco, qualcuno potrebbe aver pagato qualcun altro per ricevere del coaching in vista del tavolo finale, ma non posso dirlo con certezza.

PL: Grazie Michael Mizrachi.

Le foto all'interno della nostra intervista a Michael Mizrachi sono state scattate dal bravissimo Fabian Grubler.

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