Claudia Troiani: “Non esistono prodotti miracolosi”

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La biologa nutrizionista ci aiuta a capire i reali effetti degli integratori per poker offrendo dei consigli pratici per raggiungere il proprio A-game già anche a tavola.

Per il quinto (ed ultimo) appuntamento della nostra serie di articoli dedicata al rapporto tra poker ed alimentazione abbiamo incontrato la biologa nutrizionista di San Benedetto del Tronto Claudia Troiani per discutere insieme a lei di alcune questioni ancora poco chiare.

Se già nell’aprile dello scorso anno avevamo cercatod di ammonirvi riguardo all’abuso di energy drink citando alcuni allarmanti dati pubblicati dalla Food and Drug Administration americana, oggi abbiamo deciso di tornare sull’argomento per sfatare alcuni miti che possono danneggiare la vostra salute ed il vostro gioco molto più di quanto possiate immaginare.

Per quanto informatissimi su matematica e calcolo delle probabilità, i giocatori di poker spesso tendono a trascusare altre importanti questioni, concentrando delle volte sforzi davvero risibili quando si tratta di individuare abitudini alimentari adeguate alla loro attività al tavolo verde.

In questo senso, ci siamo rivolti alla Dottoressa Troiani per riuscire a concludere il percorso incominciato poco più di un mese fa ed individuare quegli amici e quei nemici che ogni poker player che si rispetti dovrebbe imparare a conoscere.

alimentazione poker

Dott.ssa Troiani, quanto pensa sia importante una dieta equilibrata per chi ha bisogno di sfruttare al massimo la propria mente per periodi prolungati di tempo?

Seguire una dieta equilibrata e variegata è importantissimo per mantenere alta la concentrazione durante le attività che richiedono un notevole sforzo da parte del cervello

Esistono alimenti in grado di aiutare a tenere alta la soglia di concentrazione?

Certamente si, ma oltre a conoscere quali sono è necessario associarli in pasti bilanciati.

Il cervello privilegia come nutriente il glucosio, in mancanza del quale è in grado di funzionare utilizzando prodotti del metabolismo degli acidi grassi – a scapito della sua “performance”.

Se vogliamo mantenere alta la concentrazione e prevedere le mosse del nostro avversario, è quindi importante garantire sempre al cervello un corretto apporto di glucosio.

Dove troviamo il glucosio?

Lo troviamo sicuramente negli alimenti ricchi di carboidrati, come frutta e verdura, pasta, riso. Attenzione però agli zuccheri semplici e agli zuccheri raffinati (saccarosio, pasta, riso, pane bianchi, etc.) perché creano sonnolenza durante la digestione, per cui è buona abitudine sostituirli con la versione integrale.

Frutta e verdura costituiscono invece un’ottima fonte di zuccheri nonché di vitamine e sali minerali, altri due elementi importanti per il cervello, in particolare le vitamine del gruppo B come la B6, la B12 e l’acido folico (contenute ad esempio nel pesce, latte, legumi, tuorli d’uovo, verdure a foglia verde) che sostengono positivamente la trasmissione dell’impulso nervoso.

Il pesce – soprattutto salmone e pesce azzurro - contiene una grande quantità di acidi grassi omega 3, in particolare l’acido docosaesaenoico (DHA) e l’acido eiscosapentaenoico (EPA), che si trovano in alte concentrazioni nel cervello e sono indispensabili per il mantenimento delle nostre funzioni cognitive.

Come tradurre questa teoria in una dieta pratica?

La dieta dovrebbe essere strutturata con cereali integrali, (pasta e riso integrali, etc.) o più in generale a basso indice glicemico (farro, orzo); legumi (fagioli, lenticchie, ceci, ecc. da considerarsi come primo piatto, in alternativa ai cereali); pesce ricco in omega 3 (almeno tre volte alla settimana), uova (il tuorlo è ricco di vitamine del gruppo B); carni bianche.

Condimenti leggeri con poco sale ma molti aromi (rosmarino, origano, ecc. dall’alto potere antiossidante, aiutano a mantenere giovani cellule e tessuti, anche quindi le cellule nervose, neutralizzando i radicali liberi) e olio extravergine di oliva, ricco di vitamina E, anch’essa un potente antiossidante.

La vitamina E è contenuta anche nella frutta secca oleosa, quali ad esempio le noci, i pinoli, ecc, ottimi come spuntini.

Importante fare pasti leggeri e frequenti (5 o 6 al giorno) per evitare di appesantire l’organismo con una digestione impegnativa e conseguente sonnolenza e perdita di concentrazione.

Dovessimo individuare dei “nemici” – quali alimenti di uso comune conviene evitare già nei giorni precedenti alla competizione sportiva?

Alimenti ricchi di grassi saturi. Carni rosse, insaccati (salsicce, salami, ecc.), burro, lardo, strutto, ecc. oltre ad essere più difficilmente digeribili hanno un effetto negativo sull’efficienza mentale.  

Una dieta ricca di condimenti a base di grassi saturi, fritti, e i cosiddetti “junk food” ovvero “cibi spazzatura” non fa bene al girovita ma nemmeno al cervello.

Secondo studi condotti dall’Università di Oxford, questo tipo di alimentazione invia un messaggio di sazietà all’ipotalamo che si traduce in un senso di appagamento, ma spegne al contempo concentrazione e lucidità mentale.

Altro nemico della concentrazione è l’alcool, numerosi studi hanno ormai dimostrato come esso eserciti un’azione inibitoria sul sistema nervoso centrale, inibendo i recettori per i neurotrasmettitori eccitatori, e potenziando quelli dei neurotrasmettitori inibitori.

Quindi, anche nei giorni precedenti la competizione, evitare fritture, alcolici e superalcolici, fast food e grosse abbuffate.

Al contrario, può aiutare una dieta equilibrata composta da pasti frequenti e leggeri, mantenere un corretto grado di idratazione bevendo almeno un litro e mezzo di acqua al giorno, e un’attività fisica rilassante e moderata.

Si sta diffondendo la moda degli integratori, da pillole a bevande, per stimolare la concentrazione. Qual è la sua opinione su questi prodotti che promettono risultati immediati?

Non credo ai prodotti “miracolosi”, penso invece che alla base sia necessaria in ogni caso una dieta equilibrata ed adeguata, insieme ad uno stile di vita sano.

Ritengo inoltre che al giorno d’oggi gli integratori alimentari vengano presi con eccessiva leggerezza e superficialità.

Gli integratori, come scritto anche sulla confezione “non vanno intesi come sostituti di una dieta variata” – ciò vuol dire che il primo passo è seguire una dieta variata e laddove vengano a mancare, o vi sia un aumentato fabbisogno di alcuni nutrienti, potrebbe essere necessario ed utile “integrare”, ma tutto questo va fatto seguendo le indicazioni di un professionista competente.

E comunque ripeto, non esistono prodotti “miracolosi” che danno risultati immediati. Comunemente per mantenere alta la concentrazione si tende ad utilizzare sostanze stimolanti quali caffeina, ginseng o guaranà.

Attenzione, perché è vero che queste sostanze “svegliano” e danno energia, ma hanno come controindicazioni nervosismo, irrequietudine, insonnia, e via dicendo, che sicuramente non aiutano in una situazione dove è necessario mantenere la concentrazione ma al contempo la calma e la freddezza.

Durante la sua esperienza lavorativa Le è capitato di fornire diete personalizzate non solo per atleti di sport fisici ma anche di sport mentali?

In realtà no, infatti è stato molto stimolante ed interessante rispondere alle vostre domande, rimodulando le mie conoscenze e la mia esperienza in un mondo per me nuovo.

A dirla tutta però, se ci pensiamo bene, esistono numerose analogie tra atleti di sport fisici e quelli di sport mentali, in particolare per quel che riguarda la necessità di mantenere alta la concentrazione, perché anche per un atleta agonista la performance fisica è strettamente collegata a quella mentale, anche se l’apporto energetico sarà ovviamente totalmente diverso.

* L’Autrice

Claudia Troiani è una biologa nutrizionista specializzata che svolge l’attività a San Benedetto del Tronto ed Alba Adriatica. Per conoscere di più sulla sua attività o per qualsiasi servizio di consulenza potete contattarla attraverso il suo sito web personale.

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