5 Modi per Capire se Siete dei Donk

Di: Giovanni Angioni

Il poker online è popolato da giocatori aggressivi che vincono. E da TAGfish che perdono e pensano sempre sia colpa della sfortuna. Succede anche a voi?

Tutti sanno che il poker online di oggi è popolato da un numero impressionante di giocatori tight-aggressive (TAGs).

Quello che bisogna sempre tenere a mente è che, insieme a loro, ci sono anche tantissimi donks che è sempre bene tenere d'occhio per riuscire ad incastrare qualche vittoria interessante facendo fruttare la propria conoscenza della strategia del poker.

In principio può sembrare decisamente difficile distinguere un TAGfish (perdente) da un giocatore bravo che sa come giocare per vincere. Tutti e due giocano in maniera soddisfacente, non hanno brutte statistiche di gioco e giocano quello che pensano essere un buon poker.

Solo che, per un motivo o per un altro, il TAGfish sembra proprio non riuscire a vincere.

Questo succede perchè il poker non è solo avere buone statistiche. Il poker è un gioco di riflessione; non basta imitare quello che si è letto in qualche articolo per diventare una qualche specie di robot genera soldi.

Bisogna essere in grado di applicare quanto imparato e prendere le decisioni giuste ogni volta che l'azione è su di voi. Cosa che un TAGfish, semplicemente, non riesce mai a fare.

Questo tipo di giocatori tendono a tenere lo stesso stile di gioco per tutto il giorno, indipendentemente dagli avversari che si trovano davanti e dalle diverse situazioini che si presentano al tavolo. Il che, ovviamente, li porta a perdere gran parte delle mani giocate per qualcosa che - nella loro mente almeno - tendono troppo spesso a chiamare sfortuna.

Di seguito vi offriamo alcuni segni tipici dei TAGfish: se pensate di essere dei giocatori sfortunati e vi riconoscete in qualcuna delle situazioni descritte sotto, fermatevi subito a pensare. Il problema potrebbero non esser le carte - il problema potreste davvero esser voi.

1) Pensate sempre alle possibilità dei vostri avversari, mai alle vostre

Tutti sanno che bisogna sempre riuscire a calcolare il range dei propri avversari. È una delle abilità fondamentali del poker ed, a non farlo, si rischia solo di perderci.

Ma un TAGfish spende troppo tempo a pensare agli altri e troppo poco a calcolare le sue possibilità. Senza capire che un avversario tende a giocare una stessa mano in modi diversi a seconda di cosa lui pensi che voi abbiate.

Il che, in parole più semplici, significa che non sarete mai in grado di calcolare davvero le possibilità a disposizione del vostro avversario se non riuscire a capire prima quali siano davvero le vostre.

2) Sbagliate ad applicare la strategia imparata

Un TAGfish cerca sempre di imparare il poker migliore possibile. Guarda video di poker, legge articoli, studia la strategia e tutto quello che può trovare in giro. Ma poi sbaglia ad applicare le sue conoscenze.

Un esempio? Imparerà che fare una continuation bet e foldare sono male, e quindi sparerà sempre una second barrel.

E questo perchè impara solamente metà del necessario. Sa cosa fare ma sbaglia nel capire quando dovrebbe fare qualcosa e non esattamente il suo contrario.

3) Chiamate lo stesso da cutoff e da bottone

Un TAGfish tratta il cut-off ed il button come se fossero la stessa posizione. Dimenticando, ovviamente, che saper giocare in posizione è una delle arti del poker che conducono ad una carriera intelligente e profittevole.

Non tener conto della propria posizione al tavolo - specialmente quando si tratta di dover rispondere alle giocate degli altri players, è uno di quegli errori che fanno più spesso ricorrere alla "sfortuna" perchè in grado di bruciare anche le migliori carte.

Imparate a giocare in posizione e sarete ben lontani da esser considerati i TAGfish del tavolo.

4) Sovrastimate i vostri odds

Un TAGfish pensa che ogni volta lui abbia i nuts, questo basti per vincere. Pensa che se chiama da uno dei bui con pocket pair e riesca ad incastrarlo con qualcosa al flop, allora questo sia abbastanza per vincere tutto lo stack del proprio avversario.

Quindi fa call nelle mani post-flop, check-fold quando le carte non gli vanno bene e perde un sacco di soldi se qualcuno degli avversari decide di chiamare le monster hands che punta pensando di fare il colpaccio.

Insomma, perde un sacco di soldi cercando di incastrare "quella" mano - e quando ci riesce non riesce mai a fare comunque una cosa: rifarsi del denaro perso durante tutta la giornata.

5) Non collegate le situazioni

Un TAGfish deve prendere una decisione difficile e pensa "Hmm...qui si mette male. Che cavolo faccio ora?"

Magari senza accorgersi che non è quello che ha appena fatto ad averlo messo in difficoltà - ma quello che ha fatto molto prima nella mano.

Il TAGfish non ha quasi mai un piano preciso in mente per la mano: agisce e cerca di capire quello che succederà mentre sta già facendo qualcosa. Insomma, gioca in maniera reattiva invece di farlo in maniera propositiva. Il che, nel poker, non è mai un bene.

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Se qualcuno dei cinque punti descritti sopra vi fa pensare al vostro modo di giocare, non preoccupatevi. Quella del TAGfish è una sindrome curabile.

La risposta: concentratevi sul prendere le decisioni migliori ogni singola volta che l'azione è su di voi e prendete tutto il tempo che vi serve per capire quale sia. Perchè, spesso, la decisione migliore non è quella che viene in mente per prima.

Solo così potrete abbandonare la vostra posizione di TAGfish, l'insulto di essere dei donk ed imparare a giocare veramente a poker. Per vincere.

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