Poker e Animali: i cani che giocano e il “bestiario” di Phil Hellmuth

cani poker

Chi lo dice che il poker sia appannaggio solo della nostra specie? A torto nel linguaggio comune si dà dei “cani” a coloro che giocano con imperizia e disattenzione.

Il mondo del poker è da sempre ricco di esempi legati al mondo degli animali. Abbiamo avuto esempi di opere d'arte che intrecciano questi due ambiti della nostra vita. I cani che giocano a poker ne sono la testimonianza più diretta.

Anche nel texas hold’ em, la specialità che in questi anni è divenuta la più diffusa nel poker al mondo, gli amici a quattro zampe hanno saputo tenere testa ai più longevi bipedi umani. Gli esempi a riguardo non mancano, e vogliamo proporvi un piccolo elenco di cani applicati al poker, ma anche di giocatori di poker molto legati ai propri amici a quattro zampe.

 

L’uomo che dipingeva i cani

Il pittore americano Cassius Marcellus Coolidge (1834-1934) è conosciuto per i suoi nove quadri che raffigurano cani che giocano a poker. I nove “ritratti” fanno parte di un più ampio ciclo di sedici dipinti a olio, commissionati a Coolidge dall’agenzia pubblicitaria Brown & Bigelow, che ritraggono i cani in situazioni e atteggiamenti antropomorfi.

Si tratta senza dubbio di un dipinto che con il passare del tempo è diventato un'icona dell'arte applicata alla vita di tutti i giorni. Vedere dei cani seduti e con delle carte da poker in mano è una visione sicuramente non ordinaria, che fa certamente sorridere ma che al tempo stesso pone l'accento sulla grande ispirazione che ha colto Coolidge al momento di immaginare e poi di eseguire il quadro.

Nel febbraio 2005 due tele che raffigurano cani pokeristi, “A bold bluff” e “Waterloo”, sono state vendute da Doyle per 590.400 dollari. Dunque questo è un primo esempio di animali che possono essere abbinati a poker, e in una delle forme più nobili come l'arte. E in questo senso, anche chi ha deciso di cogliere i due aspetti e di collegarli ci ha guadagnato una discreta somma.

 

Citazioni ricorrenti tra cani e poker

Forse i disegnatori della celebre serie di cartoni animati “I Simpsons”, ideata da Matt Groening, hanno aiutato involontariamente la casa d’aste newyorkese, contribuendo a far accrescere la popolarità delle opere dell’artista di origini contadine Coolidge (leggi questo articolo di Pokerlistings sui Simpson nel poker).

Il dipinto “A friend in need”, in particolare, compare in quattro differenti stagioni di una delle serie animate più amate di sempre, negli Stati Uniti e non solo. Nella quinta, nella sesta nella nota e infine nell'undicesima stagione vediamo questo dipinto. In particolare un episodio a tema Halloween, che nella trasposizione italiana diventa “La paura fa Novanta”, vede Homer Simpson letteralmente impazzito alla vista di cani che giocano a poker.

cani che giocano a poker

Ma non è stato solo Matt Groening ad ispirarsi a questo celebre dipinto per aggiungere un nuovo tema agli episodi della propria serie di maggior successo. Esistono infatti altri riferimenti alle tele di Coolidge, sovente in stile parodistico, visto che le opere del pitture americano hanno fatto la propria comparsa anche nelle sitcom Roseanne (andata in onda tra il 1988 e il 1997), in “That’s 70’s show” e nella serie animata “I Griffin”, da sempre considerata la vera antagonista dei già citati Simpson.

Una serie di tele che ha avuto un certo successo anche in ambito musicale, visto che sono tanti i cantanti e le band che hanno reso omaggio in vario modo all’opera del pittore statunitense anche Roger Waters (ex elemento dei leggendari Pink Floyd), durante un suo concerto svoltosi nel 2000, e il cantante di parodie e canzoni demenziali Al “Weird” Jankovic nella canzone “Velvet Elvis”. (qui il sito dedicato ai cani giocatori)

 

Animalista al tavolo verde

Ma non ci sono solo esempi di arte applicata al rapporto tra il mondo animale e quello del poker, a dare la chiave di questo legame che è sempre più forte. Abbiamo anche la possibilità di annoverare una serie di esempi di personaggi che legano il proprio amore nei confronti di cani ed altri animali con la propria passione per il gioco di carte.

Non è ancora consentito portare i propri animali all'interno della maggior parte dei casinò e delle sale da gioco in giro per il mondo, ma questo non vieta ai possessori degli stessi animali di portarli in giro quando si vanno a giocare tornei ma anche con la presenza mentre si gioca online. C'è chi dice, tra le altre cose, che giocare tornei e tavoli di cash game con il proprio animale domestico al fianco porti bene...

La passione per il texas hold ‘em e l’impegno animalista vanno felicemente d’accordo ad esempio in Anna Khalt, giocatrice nativa di New York ma di origini russe, la quale in più occasioni ha reso noto sui social network questo suo secondo interesse.

 

Il “bestiario” di Phil Hellmuth

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Continuiamo a parlare del rapporto tra poker e animali, ma in questo caso applicato negli appellativi relativi al mondo animale che i giocatori danno ai propri rivali al tavolo. Il campione Phil Hellmuth, ad esempio, nel suo libro “Plays poker like the pros”, classifica i pokeristi secondo cinque specie di animali: il topo, lo sciacallo, l’elefante, il leone e l’aquila.

Il topo è ultraconservatore: scommette, ma raramente rilancia, e non bluffa quasi mai. Un buon giocatore folda di fronte a un avversario-topo che rilancia.

All’opposto del topo, lo stack dello sciacallo sarà continuamente soggetto ad alti e bassi. Gli sciacalli sono facili da vincere, in quanto giocano in maniera approssimativa. L’elefante, invece, viene soprannominato “calling station” perché gioca tutte le mani, anche quelle nelle quali non ha alcuna possibilità di vincere.

E’ il tipo di giocatore più comune ai tavoli con limiti bassi. Il leone è un eccellente pokerista: gioca aggressivo quando può, folda se necessario e bluffa occasionalmente se in posizione di vantaggio.

L’aquila, infine, rappresenta la punta di diamante: per Hellmuth rientrano in questa categoria i cento migliori pokeristi del mondo.

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