Impara dai Campioni: 5 Consigli per Vincere nei Tornei a Grosso Field

consigli tornei poker

Cinque grandi campioni delle WSOP ci danno utili consigli strategici per affrontare un torneo di poker dove il field dei giocatori è decisamente elevato.

Non parliamo di centinaia di giocatori ma di centinaia di tavoli, quindi migliaia di giocatori tutti con lo stesso obiettivo: vincere!

Il fatto che anche le WSOP si stiano adattando presentando quest’anno per la prima volta The Colossuss, la dice lunga sul futuro dei tornei di poker a basso buy-in e grosso field.

Il successo del Battle of Malta è solo un esempio di come non siano solo i principianti ad approfittare di un torneo low-stake, ma sempre più professionisti non disdegnano di mettersi alla prova contro un nutrito field di giocatori.Cosa che sicuramente avvicina i due mondi: quello dei professionisti e dei dilettanti.

Come prepararsi al meglio allora per affrontare quella che probabilmente sarà una nuova ondata di eventi presi d’assalto dai poker player di tutto il mondo?

Imparare dai campioni e soprattutto da chi è riuscito a spuntarla proprio in un grosso field può essere un primo passo, e sono loro stessi a fornirci 5 utilissime strategie di gioco per riuscire al meglio contro migliaia di avversari.

Sentite quindi cosa hanno da dirci Phil Hellmuth, Martin Jacobson, Greg Merson, Joe Cada e Greg Raymer. Loro ci sono già riusciti: hanno trionfato alle WSOP battendo migliaia di rivali. La cosa interessante è che ciascuno di loro punta i riflettori su degli aspetti diversi da curare per riuscire nell’impresa.

 

#1  Phil Hellmuth – Pazienza

Hellmuth ha vinto più braccialetti WSOP di chiunque altro in carriera, avendo la meglio su un field di 2,628 giocatori.

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Chi meglio di lui può darci consigli?

Intervistato di recente proprio riguardo The Colossuss e questa nuova formula di tornei con un altissimo numero di partecipanti, Phil non ha dubbi e pone l’accento su una qualità fondamentale durante il torneo: la pazienza. Il forte giocatore asserisce che “questi tornei richiedono molta più pazienza di quanto non si creda. I principianti giocheranno molte più mani del dovuto senza neanche sapere perché”.

“Essere pazienti sarà la chiave del successo”. Secondo Hellmuth dunque non bisogna avere fretta, inoltre si può distinguere il giocatore esperto da quello inesperto in base al numero di mani giocate.

Siamo certi che Hellmuth stia consigliando anche a sé stesso di essere molto paziente, dal momento che questa non è di certo una delle sue più note virtù!

 

#2  Martin Jacobson – Obiettivi a breve termine

Jacobson wsop2014

Un altro grande campione, lo svedese Martin Jacobson, vincitore nel 2014 del Main Event delle World Series of Poker, da un consiglio strategico che magari in molti ignorano: “Bisogna iniziare con calma e giocare una mano per volta” dice Jacobson. “Fissare degli obiettivi a breve termine piuttosto che grandi goal”.

La strategia l’ha applicata lui stesso sul campo: “Questo in sostanza è stato il mio approccio nel Main Event e credo abbia funzionato più che bene”.

In effetti è così visto che Martin ha portato a casa il primo premio nel 2014 avendo la meglio su un field di 6,683 giocatori.

Anche restringere il cerchio sul proprio tavolo senza curarsi troppo di ciò che accade agli altri può essere di grande aiuto: “Non lasciatevi intimidire dal field e dal fatto che ci saranno sempre troppi superstiti ancora in gara. Il segreto è non pensarci e concentrarsi su ogni singolo livello, su ogni singola mano.”

 

3  Greg Merson – Essere realistici

Greg Merson

Greg Merson, molti di voi se lo ricorderanno, ebbe un anno spettacolare alle WSOP nel recente 2012 e tra i suoi traguardi emerge un braccialetto nell’evento $10,000 NLHE 6-Max che gli fruttò anche 1.1 milioni di dollari.

L’americano riprende il concetto illustrato da Jacobson, ma lo allarga: “Non bisogna lasciarsi intimidire dal numero dei partecipanti ma allo stesso tempo è necessario essere realistici e avere la consapevolezza che eventi del genere diventano una sorta di grossa lotteria” commenta Greg.

Insomma meglio non farsi illusioni, bisogna semplicemente giocarsela e provare a godersi l’esperienza di un grosso torneo seduto comodamente al tavolo: “La cosa migliore allora è restare con i piedi per terra senza però perdere il divertimento che proprio eventi del genere possono offrire!”

 

4  Joe Cada – Rimanere positivi

joe cada

Joe Cada è il campione più giovane della storia delle WSOP, e infatti aveva solo 21 anni quando fece suo il Main Event. Da allora Joe ha giocato moltissimi tornei a grosso field e dall’alto della sua esperienza ci consiglia ciò:

“Saranno giornate molto lunghe e l’errore più comune sarà quello di perdere la pazienza. Questo vi farà commettere dei passi falsi.” Bisogna quindi essere consapevoli che le giornate andranno per le lunghe e che ciò può influire sul proprio mood col rischio di commettere errori e compromettere il torneo in pochi minuti dopo ore e ore di attesa.

Anche l’atteggiamento morale da tenere al tavolo e nelle varie fasi di gioco potrà influire positivamente o negativamente: “Non dovete assolutamente abbattervi anche quando starete perdendo chip. Restate focalizzati sul gioco e soprattutto mantenete un atteggiamento quanto più positivo possibile. Se state vincendo è facile, se state perdendo la vostra sfida sarà recuperare le chip perse!”

 

5  Greg Raymer – Ci siete solo voi

Greg Raymer

Per vincere il suo titolo Greg ebbe la meglio su 2,576 giocatori e l’anno seguente riuscì nell’impresa forse ancora più difficile di chiudere in 26esima posizione in un field di ben 5,619 player.

Il suo consiglio per affrontare un torneo vasto come The Colossuss è molto semplice ed è condiviso in parte dal resto dei giocatori qui intervistati: “preoccupatevi solo di voi stessi e del vostro tavolo. Null’altro deve distrarvi.”

“Il fatto che ci siano migliaia di altri tavoli piuttosto che 3 non vi riguarda. La cosa non vi deve assolutamente preoccupare. Non importa quante chip avranno gli avversari agli altri tavoli o quanti ancora sono in gara.

Ci siete soltanto voi, le vostre chip, il vostro tavolo e soprattutto la mano che state giocando.”

Insomma affrontare il torneo giocando al tavolo come se fosse l’unico tavolo presente in sala. Cosa facile a dirsi ma se ci si concentra solo sulla mano che si gioca e sulle chips che si hanno in mano forse si potrà riuscire ad andare avanti nel torneo cullando il sogno dell’impresa.

 

 

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