Filippo Candio: Bufalini Mi Ha Fatto Fuori

Filippo Candio
Candio ancora con le insegne di PokerStars. Una foto voluta da lui per testimoniare il valore che ancora attribuisce alla room.

L'ex-pro di PokerStars ha rilasciato a PokerListings una fortissima intervista dopo l'espulsione dal team della poker room. Che cosa succederà adesso?

Terminato il momento di riflessione che il Campione Pro Italiano del 2009 si era preso dopo il suo allontanamento dal team di PokerStars.it, Filippo Candio ha deciso di concedere un'intervista esclusiva a PokerListings per denuciare tutta la sua amarezza nei confronti di un trattamento che lui è convinto di non aver meritato.

Mentre nelle sale di Campione d'Italia si disputa il Poker Tour di Italian Rounders, Filippo è ai tavoli come tanti altri nomi del poker italiano che non hanno voluto perdere l'evento ed hanno deciso di mettere in pausa la loro attività online per giocare un po' di buon poker live.

Tutto perfetto fino a che, in concomitanza con il Main Event, si comincia a vedere il nick "FCandio" comparire in più sit and go della room PokerStars.it: come dire, il più classico dei casi di account sharing. PokerStars ha quindi indagato su quanto avvenuto e, una volta accertata la violazione al proprio regolamento, ha deciso di prendere i provvedimenti ritenuti più opportuni. “PokerStars ha deciso di annullare il contratto del giocatore Filippo Candio, che non farà più parte del Team PRO Italy e, per 6 mesi, ha sospeso anche il suo account di gioco su PokerStars.it”, si legge nel comunicato ufficiale. “La decisione di PokerStars è maturata a seguito di verifiche effettuate sull’account del giocatore. Durante tale attività di controllo è stato riscontrato un comportamento poco corretto da parte del soggetto il quale, nello specifico, ha permesso ad estranei di utilizzare il suo account personale su PokerStars.it mentre lui stesso era impegnato a giocare un torneo live. Tale comportamento non è coerente con le regole e con la filosofia di PokerStars, sempre ispirata alla massima trasparenza.”

Una reazione spropositata

"Mi aspettavo una punizione, punto." ha detto Candio commentando l'accaduto. "Prima del mio c'è stato il caso Misonoilluso e lì, nel rispetto della normativa dettata dall'AAMS, il giocatore è stato punito con un mese di punizione. Perché a me, allora, è toccata una sospensione di sei mesi e la rottura del contratto?

Forse perché il problema è di diversa natura."

bufalini

Secondo Candio il nocciolo del problema ha un nome ed un cognome molto precisi: Fabio Bufalini, il country manager di PokerStars.it " La storia funziona così:PokerStars.it è nei guai perché, nonostante gli investimenti fatti, non riesce a superare GiocoDigitale nel numero di iscritti e Bufalini rischia, ovviamente di perdere il posto."

"Mi ha sempre odiato" dichiara Filippo Candio in maniera assolutamente inequivocabile. "Non mi ha mai voluto, lui avrebbe preferito mettere nel team qualcuno dei suoi e lo ha fatto pesare spesso. A volte, mentre mi dava i tickets per partecipare agli eventi mi diceva - quasi scherzando - guarda che potrebbe essere anche l'ultimo. Ma a me non è mai importato nulla di questo mobbing da quattro soldi. Cosa vuoi che me ne freghi di Fabio Bufalini."

Mentre ripercorre la storia della sua carriera-lampo nel team professionistico di PokerStars, Filippo ha una voce calmissima. Sa quello che sta dicendo, ne conosce la portata e non ne ha paura.

"La punizione sarebbe dovuta essere proporzionata all'infrazione mentre Bufalini ha soltanto colto l'occasione per farmi fuori."

"Durante i meeting del Festival del Poker di Venezia, alcune persone vicine a Luca Pagano sono venute a tranquillizzarmi mentre attendevo di sapere cosa sarebbe successo." Persone tra le quali, ovviamente non c'era il nome di Bufalini.

"Ti racconto un aneddoto. Quando Luca Antinori chiese a Bufalini durante una conferenza come si sarebbe comportata la room - bada bene, senza fare il mio nome - , questo gli rispose che io sarei stato punito in maniera ecclatante. Tutti i giornalisti presenti mi sono testimoni."

 

Ci sono ombre da chiarire

filippo candio2

Un mese dopo la sua espulsione da PokerStars.it, Filippo sembra avere le idee chiare diversi fatti accaduti, incluse alcune irregolarità delle quali la poker room sarebbe colpevole.

"Quando dico che l'episodio di account sharing è stato solo un pretesto usaro da Bufalini contro di me, credimi, so quello che faccio e posso provarlo. Una volta è successo che un giocatore abbia vinto un ticket IPT da 2200€ usando l'account di un amico e, visto che il proprietario del conto non era poi così bravo a poker, sai che cosa è successo?

Il vincitore ha chiamato il suo amico Bufalini ed è riuscito a farsi convertire il ticket in denaro sul conto. Non in una sospensione di sei mesi."

"Secondo me il fatto è che Bufalini aveva bisogno di alzare un polverone in attesa di salvare la sua posizione con le ICOOP perché, nel frattempo, PokeStars stava andando male. Ed io sono stato usato per questo."

"Mi hanno sospeso l'account per sei mesi andando anche qui contro la legge. Hanno rotto un contratto da 50.000€ senza darmi tutti i rimborsi che mi spettavano. Mi hanno tolto soldi dall'account ed infamato pubblicamente: che cosa può essere, questo, se non è mobbing?"

Perché, come dice Filippo "questa è la realtà del poker. Credimi. Io la conosco."

 

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NB:
Lo staff di PokerListings non prende parte a questa vicenda e si limita a pubblicare quanto ricevuto, senza per questo appoggiare alcuna delle posizioni espresse.
Rimaniamo anzi a completa disposizione del Signor Bufalini e di tutta l'equipe di PokerStars.it qualora volessero rispondere alle dichiarazioni di Filippo Candio assicurando, al loro intervento, la stessa visibilità dedicata a questa intervista.

Per il resto, la cronaca è cronaca, e nasconderla servirebbe a poco. Infatti a sostegno di quanto detto pubblichiamo a seguire il comunicato stampa di Bufalini.

La nota ufficiale di Bufalini

Alle affermazioni di Filippo Candio ha fatto eco, alcuni giorni dopo, una nota stampa dello stesso Fabio Bufalini. Il country manager di PokerStars.it, in linea con il comunicato ufficiale della piattaforma da lui rappresentata, ha dichiarato che, per quanto riguarda l’interruzione del contratto di sponsorizzazione come giocatore del Team PokerStars Italia di Filippo Candio, quest'ultimo “è stato soggetto ad un’investigazione da parte del dipartimento di sicurezza sul gioco di PokerStars. Durante tale indagine è emerso che il Sig. Candio non ha rispettato i termini del contratto firmato con PokerStars. Al Sig. Candio è stata data l’opportunità di spiegare il suo comportamento sulla base di quanto emerso nel corso dell’indagine ma non sono state fornite da parte sua spiegazioni soddisfacenti. Di conseguenza, sulla base dei propri diritti legali PokerStars ha preso la decisione di bloccare l’account del Sig. Candio per 6 mesi e di espellerlo dal Team PokerStars Italia.

La proposta di prendere questo provvedimento è stata fatta dal dipartimento di sicurezza sul gioco di PokerStars. Per quanto concerne il caso di account sharing riportato dal Sig. Candio vorrei sottolineare che la persona coinvolta ha pubblicamente smentito le affermazioni fatte dal Sig Candio.”

Bufalini ha così voluto ribadire in modo pubblico la posizione uffciale sua e di PokerStars.it relativamente a quanto accaduto mentre era in corso il Poker Tour di Italian Rounders e a seguito delle dichiarazioni di Candio. “Respingo le accuse fatte su di me dal Sig. Candio nell’intervista” , conclude la nota. “Mi riservo tutti i miei diritti in relazione ai commenti diffamatori che sono stati fatti su di me in questa intervista dal Sig. Candio.”

 

 

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