Tre estremi che impediscono ai giocatori di salire di livello
- Verificato da: PokerListings
- Ultimo aggiornamento: Settembre 25, 2026 · 4 minuti di lettura
Nel suo AMA di settembre, il top regular Alex Theologis ha indicato uno dei principali motivi per cui molti giocatori non riescono a salire di livello, anche quando dedicano tempo allo studio e al miglioramento del proprio gioco.
Secondo Theologis, spesso il problema nasce dalla mancanza di obiettività con cui si affronta il poker: si finisce per adottare convinzioni o comportamenti troppo estremi in alcuni aspetti del gioco. Il professionista ha citato tre esempi, che vale la pena approfondire per capire come evitare queste trappole.
Bankroll management troppo aggressivo o troppo prudente
Il rapporto di un giocatore di poker con il denaro è uno degli aspetti più delicati e allo stesso tempo più importanti del gioco. Proprio per questo, il bankroll management è un ambito in cui è facile finire agli estremi.
Da una parte ci sono i giocatori che trattano il denaro con troppa leggerezza. Questo atteggiamento permette loro di pagare i buy-in senza pensarci troppo, ma può anche portare a bruciare rapidamente i fondi e a non riuscire mai a costruire un bankroll adeguato. Durante un downswing, la situazione può diventare ancora più pericolosa, perché qualsiasi spesa legata al poker può sembrare giustificata pur di recuperare le perdite.
All’estremo opposto troviamo invece chi gestisce il bankroll in maniera eccessivamente conservativa, imponendosi limiti molto rigidi e accettando di salire di livello soltanto dopo aver accumulato una quantità sproporzionata di capitale. Quando arriva un downswing, questi giocatori tendono a restringere ulteriormente le spese e a controllare ogni singolo euro.
Come evitare questo estremo?
Analizza le tue finanze e i risultati ottenuti a poker negli ultimi sei mesi. Cerca di capire verso quale lato stai pendendo e prova a trovare un equilibrio.
Se sei troppo disinvolto con il denaro, puoi impostare limiti direttamente nel client della poker room, utilizzare un’app per monitorare il budget oppure chiedere a un familiare, a un amico o a un altro giocatore di aiutarti a tenere sotto controllo le spese legate al poker. Per molte persone, assumersi un impegno nei confronti di qualcun altro crea più disciplina rispetto al semplice autocontrollo.
Se invece sei eccessivamente prudente e hai paura di rischiare denaro, può essere utile parlarne con un mental coach o con un terapeuta per capire da dove nasce questa avversione al rischio. Un bankroll management troppo rigido può derivare da precedenti perdite finanziarie o dal timore di perdere il controllo delle proprie spese. Affrontare queste dinamiche da soli non è sempre facile, quindi rivolgersi a un professionista può essere una scelta sensata.
Considerare ogni risultato negativo come un proprio errore o come semplice varianza
Il tilt nel poker funziona in modo particolare. Quando qualcosa va male, spinge a cercare immediatamente una spiegazione e, come spesso accade, la mente tende a scegliere quella più semplice. Di conseguenza, molti giocatori finiscono in uno dei due estremi: attribuiscono tutta la colpa a se stessi oppure spiegano qualsiasi risultato negativo con la cattiva varianza.
Solo pochi — quasi degli unicorni — riescono a valutare con lucidità quanto pesino realmente gli errori e quanto invece la sfortuna, soprattutto nel pieno di un downswing.
Come evitare questo estremo?
In questo caso, i numeri sono i migliori alleati. È importante analizzare regolarmente i propri risultati e le metriche di performance, verificando le decisioni con strumenti specifici.
Può essere utile anche affidarsi ogni tanto a un coach oppure chiedere a un giocatore più esperto e imparziale di analizzare il proprio database e discutere alcune mani. Un punto di vista esterno rende più semplice distinguere gli errori dalle situazioni in cui si è semplicemente stati sfortunati, oltre ad aiutare a capire dove la propria percezione possa essere distorta.
Molti giocatori trovano inoltre utile entrare in una community o confrontarsi con altri appassionati sui forum, dove una stessa mano può essere analizzata da prospettive molto diverse.
Mettere gli avversari su un piedistallo o sottovalutarli a priori
Quando si punta a salire di livello, valutare realisticamente gli avversari che giocano agli stakes superiori può essere complicato. L’obiettivo dovrebbe essere giudicarli per ciò che dimostrano realmente al tavolo e sulla base delle informazioni disponibili.
Molti giocatori tendono invece a idealizzare i regular del livello successivo. È una dinamica che può colpire anche professionisti e coach di alto livello, come ha ammesso Marc Goone su X/Twitter:
La parte più difficile, quando ho iniziato a salire di livello, è stata dare troppo credito agli altri giocatori. Li mettevo su un piedistallo. Quando sono passato da $1/2 a $2/5, pensavo che fossero tutti professionisti. In realtà facevano ancora tutti schifo. Quando sono passato da $5/5 a $5/10/20, pensavo che fossero tutti dei geni. Non lo erano.
La stessa citazione, però, mette in evidenza anche il rischio opposto: arrivare a sottovalutare sistematicamente gli avversari, rifiutando persino l’idea che qualcuno possa essere migliore di noi.
Il problema di entrambi gli estremi è che impediscono di valutare con obiettività sia i singoli avversari sia il field nel suo complesso. Si finisce così per restare bloccati in uno stile di gioco poco adatto al meta del momento. Gli altri vengono percepiti come necessariamente superiori o inferiori, e questa distorsione influenza sia il giudizio sulle loro capacità sia quello sulle proprie.
Come evitare questo estremo?
Vale la pena ricordare due verità che possono convivere perfettamente.
La prima: si commettono errori a qualsiasi stake e a qualsiasi livello. Anche i giocatori d’élite sbagliano. Nessuno è immune dagli errori e una singola decisione sbagliata non definisce da sola il livello tecnico di un giocatore.
La seconda: esisteranno sempre giocatori peggiori di te, così come ne esisteranno di migliori. Per capire chi appartiene a quale categoria servono dati oggettivi: le statistiche raccolte durante il gioco e l’analisi delle mani effettuata con calcolatori e solver.
Per trovare il giusto equilibrio, bisogna quindi spostare l’attenzione sui numeri e sui dati concreti, invece di affidarsi a idee preconcette sugli avversari.
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