Poker e Forex: e Se Non Fossero Poi Così Simili?

grinder e trader
Trader e grinder...nonostante tutto qualche somiglianza esiste!

Un sguardo su forex, finanza e poker con Giovanni Rizzo - il pro di GD Poker che ci spiega come tutto potrebbe esser meno facile di quanto non sembri.

Per anni ci hanno raccontato che forex, finanza e Texas Hold’Em non sono poi così diversi. Che ad eccellere nell’uno (poker) si finisce spesso per eccellere anche negli altri due (forex e finanza) perché le qualità che servono per vincere nel poker sono quelle di cui ha bisogno anche la finanza.

Come se poi, però, il forex e la finanza fossere davvero la sessa cosa. Come se fossimo sicuri di non aver fatto una gran confusione e di non aver capito che dietro alla x  dell’equazione poker : finanza = forex : x si potrebbero nascondere le insidie del blackjack e della roulette. E non quelle molto più prevedibili di Texas Hold’Em ed Omaha.

Da Harvard al Black Friday

A pochi mesi di distanza dal peggiore dei giorni possibili, quello della chiusura del poker online negli Stati Uniti, proprio qui su PokerListings pubblicammo un pezzo a cura di Tom Cleveland con il quale l’esperto in forze alla VISA International ci spiegava in esclusiva per quale motivo quello del forex fosse un mondo che i poker player avrebbero dovuto considerare come un “piano B” degno di essere preso in considerazione in assenza del loro gioco preferito.

“L’aspetto positivo”, scriveva l’editorialista di Business Insider, “ è che le vostre abilità analitiche si sono affinate al punto che siete ora in grado di gestire le probabilità per calibrare il valore atteso e che non avete timore di rischiare o di seguire il vostro intuito”.

E ancora: “le somiglianze tra il poker e il trading nel mercato del Forex sono molto evidenti.”

Harvard
Harvard è tra i "tifosi" del matrimonio tra poker e finanza
 

“Il Forex trading è un’attività ad alto rischio, che richiede un addestramento specializzato, ma i fattori del successo (conoscenza, esperienza e controllo emotivo) sono identici a quelli che occorre portare al tavolo da poker” – continuava con assoluta convinzione, prima di analizzare nel dettaglio quelle che riteneva essere le similitudini tra forex e poker online.

Quasi a voler predire l’essenza delle parole di Tom Cleveland, qualche anno prima anche l’università di Harvard aveva provato a discutere della relazione tra skill nel poker e skill nella finanza pubblicando il risultato di uno studio immediatamente ripreso dalle colonne di Bloomberg.

“I miei genitori avevano sempre immaginato il mio futuro nel mondo della finanza, visto che io sono bravissimo con i numeri ed allo stesso tempo sono ossessionato dai soldi”, dichiarava il campione del Main Event WSOP 2009 Joe Cada , spiegando come avesse fosse riuscito a far sfruttare le sue qualità nel mondo del poker come altri celebri player del calibro di Eugene Katchalov, Aaron Brown, Martins Adenia o Brandon Adams.

Tutto senza per altro che nessuno si sorprendesse realmente, visto che la relazione tra matematica, numeri e poker è di quelle che non si possono negare se non a costo di esser rinchiusi in manicomio: odds, possibilità e percentuali sono infatti ormai da tempo diventati il sale di un gioco nel quale molti dei posti di vertice sono sempre più spesso occupati da giocatori con solidi background fatti di logica e numeri.

Anche se poi il caso vuole che un signore dal nome di Phil Hellmuth arrivi a Venezia, scelga di trascorrere qualche minuto in compagnia di PokerListings e finisca con il distruggere le certezze di moltissimi criticando l’approccio puramente matematico al gioco del poker e ricordando l’importanza che nel gioco ricopre un elemento fondamentale come la comprensione dei propri avversari.

Un ignorante di successo: Giovanni Rizzo

Dopo aver scoperto grazie del suo avvicinamento al mondo del Forex grazie ad un messaggio galeotto lasciato su Facebook, abbiamo dunque provato a discutere della questione insieme a Giovanni Rizzo – il giocatore del team di GD Poker che ci ha aiutato a vedere l’intera questione da una prospettiva allo stesso tempo realistica ed originale. Almeno a prima vista.

“Il forex, per me, è una curiosità. Una cosa nella quale non mi sono ancora avviato veramente, se non per gioco e con cifre ridicole” ha puntualizzato fin da subito il pro di GD Poker.

Che, un minuto dopo, ci chiede anche specificamente di precisare che “come a me infastidisce quando qualcuno parla del poker come se ne capisse veramente, accusando il gioco di essere semplicemente gambling. Quindi, anche sul forex, non vorrei passare per quello che adesso ne capisce qualcosa.

“È una materia che sto studiando, sulla quale mi sto informando. La trovo interessante ma non vedo assolutamente un futuro per me in questo campo. E quando ti dico qualcosa sul forex, lo faccio parlando sempre da ignorante. Ci tengo veramente . Dillo, scrivilo, mi raccomando.”

Le differenze tra investimenti, day trading e poker

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"Non ho mai giocato nemmeno un Euro alla roulette. Sono un pokerista, io"
 

“Io sono laureato in giurisprudenza” ci ha spiegato Rizzo, anche se “ forse avrei dovuto fare economia perché mi interessava, mi piaceva e trovo sia interessante per capire le dinamiche mondiali.”

Da qui, dunque, l’avvicinamento alla materia. “Ogni tanto trovo delle macro aree in cui mi trovo carente che mi piace approfondire. Una di queste era l’economia intesa come finanza ad alti livelli e come economia di mercato.

Ho cominciato dai super classici come Buffet e poi sono passato a testi di economia (molto) di base, visto che partivo praticamente da zero. “

Quindi la creazione di una base teorica in grado di portare dalle pagine dei libri a quelle degli investimenti. “Da settembre avrò studiato una decina di libri ed a dicembre ho cominciato un piccolo portafoglio di investimento totalmente diverso dal forex con la mia banca. Per ora sono cifre piccole che stanno comunque rendendo molto bene.”

Investimenti, non day trading  - perché se gli investimenti sono per lo più su “blue chips (che in borsa, come nel poker, sono le società dal valore più alto – investimenti sicuri che tanto piacciono agli amanti di Warren Buffet, ndr) su compagnie abbastanza solide sul mercato americano”,  quello del forex rimane un mondo a parte con il quale un giocatore di poker puro come lui, non sembra esser pronto ad avere a che fare.

“Il forex mi è sembrato interessante e so che tanti giocatori ci sono passati” ci ha spiegato Giovanni Rizzo.

“Conosco storie di player che si sono schiantati come quelle di altri che hanno fatto un sacco di soldi su eToro piuttosto che su +500 – tutte piattaforme che a me ricordano molto il mondo del gambling ma che sono senza dubbio più facili da imparare di Hold’Em Manager”.

Perché, alla fine, il day trading tanto di moda tra gli utenti più scaltri della Rete, a Rizzo “sembra veramente una gamblata. Ed in più non mi piace che un broker finanziario sostanzialmente vada a giocare d’azzardo con soldi altrui.”

Il che, ovviamente è una grandissima differenza con il mondo del poker, visto che “i pokeristi si giocano i propri soldi, ed in condizioni totalmente differenti”.

Gli Assi sono la nostra certezza

“Le informazioni incomplete sono molto più aleatorie nel mondo della finanza rispetto a quello del poker, visto che il mercato si basa su domanda ed offerta, non su dati reali” ha continuato il poker player spiegando come una delle più grandi differenze tra il mondo del poker e quello del forex sia data dal fatto che, nel primo, “quando hai settato, hai settato. Nel poker ci sono poche certezze, ma ci sono. Quando abbiamo gli Assi, sappiamo di avere la best hand. “

Al contario, nel day trading, “è tutto molto diverso", ci ha provato a spiegare la responsabile del sito Opzioni Binarie Italia Erica Trevisan. "Nel day trading e nel trading binario in cui si specializza il mio sito ci sono talmente poche certezze che capisco a molti possa ricordare molto da vicino il mondo del gambling” – che, come tutti gli appassionati di poker ben sanno, ha poco a che vedere con la dimensione più pura del gioco.

“Io non sono mai stato un gambler” si difende Giovanni Rizzo. “Non ho mai messo un Euro sul blackjack, non ho mai messo un Euro sulla roulette, non ho mai fatto scommesse sportive ed il day trade mi sembra in realtà avere una dinamica molto simile a quella del gambling” piuttosto che a quella del poker.

“Ed in fondo, skill alla mano, se posso probabilmente trasformarti 100€ in 1.000€ giocando a poker – non credo di poter fare lo stesso nel forex”. Perché la roulette, in fondo, non è mai stata la migliore amica di nessun giocatore di poker davvero vincente. Giovanni Rizzo incluso.

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