Poker e Animali: i cani che giocano e il “bestiario” di Phil Hellmuth

cani poker

Chi lo dice che il poker sia appannaggio solo della nostra specie? A torto nel linguaggio comune si dà dei “cani” a coloro che giocano con imperizia e disattenzione.

Anche nel texas hold’ em, invece, gli amici quattrozampe hanno saputo tenere testa ai più longevi bipedi umani. Gli esempi a riguardo non mancano.

L’uomo che dipingeva cani

Il pittore americano Cassius Marcellus Coolidge (1834-1934) è conosciuto per i suoi nove quadri che raffigurano cani che giocano a poker. I nove “ritratti” fanno parte di un più ampio ciclo di sedici dipinti a olio, commissionati a Coolidge dall’agenzia pubblicitaria Brown & Bigelow, che ritraggono i cani in situazioni e atteggiamenti antropomorfi.

Nel febbraio 2005 due tele che raffigurano cani pokeristi, “A bold bluff” e “Waterloo”, sono state vendute da Doyle per 590.400 dollari.

Citazioni ricorrenti

Forse i disegnatori della celebre serie di cartoni animati “I Simpsons”, ideata da Matt Groening, hanno aiutato involontariamente la casa d’aste newyorkese, contribuendo a far accrescere la popolarità delle opere dell’artista di origini contadine Coolidge (leggi questo articolo di Pokerlistings sui Simpson nel poker).

Il dipinto “A friend in need”, in particolare, compare in quattro differenti episodi nelle stagioni cinque (1993), sei, undici (1999) e diciotto.

cani che giocano a poker

Riferimenti alle tele di Coolidge, sovente in stile parodistico, compaiono anche nelle sitcom Roseanne (1988-1997), “That’s 70’s show” e nella serie animata “I Griffin”.

Tra i cantanti, hanno reso omaggio in vario modo all’opera del pittore statunitense anche Roger Waters (ex Pink Floid), durante un suo concerto nel 2000, e Alfred Yankovic nella canzone “Velvet Elvis”. (qui il sito dedicato ai cani giocatori)

Animalista al tavolo verde

 La passione per il texas hold ‘em e l’impegno animalista vanno felicemente d’accordo in Anna Khalt, giocatrice newyorkese di origini russe, la quale in più occasioni ha reso noto sui social network questo suo secondo interesse.

Il “bestiario” di Phil Hellmuth

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Il campione Phil Hellmuth, infine, nel suo libro “Plays poker like the pros”, classifica i pokeristi secondo cinque specie di animali: il topo, lo sciacallo, l’elefante, il leone e l’aquila.

Il topo è ultraconservatore: scommette, ma raramente rilancia, e non bluffa quasi mai. Un buon giocatore folda di fronte a un avversario-topo che rilancia.

All’opposto del topo, lo stack dello sciacallo sarà continuamente soggetto ad alti e bassi.  Gli sciacalli sono facili da vincere, in quanto giocano in maniera approssimativa. L’elefante, invece, viene soprannominato “calling station” perché gioca tutte le mani, anche quelle nelle quali non ha alcuna possibilità di vincere.

E’ il tipo di giocatore più comune ai tavoli con limiti bassi. Il leone è un eccellente pokerista: gioca aggressivo quando può, folda se necessario e bluffa occasionalmente se in posizione di vantaggio.

L’aquila, infine, rappresenta la punta di diamante: per Hellmuth rientrano in questa categoria i cento migliori pokeristi del mondo.

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