Il Morto nei giochi di carte: Poker, Tresette e Bridge

poker morto

Con questa caratteristica espressione si definisce una partita con tre giocatori, nella quale vengono tuttavia distribuite quattro mani.

Lo scopo di questo accorgimento è ottenere un numero maggiore di combinazioni con le carte. La quarta mano, quella del morto appunto, rimane inutilizzata e serve appunto per dare più possibilità ai tre giocatori al tavolo. Giocare con il morto non è una prerogativa solo del poker, infatti in altre tipologie di giochi di carte diverse dal poker la giocata del “morto” è molto diffusa e serve a rendere la partita più avvincente e divertente in quanto a volte consente ai giocatori eliminati di avere una chance in più per rientrare in gioco.

Tuttavia nel poker il morto ha una diversa funzionalità, scopriamola insieme.

Quattro è il numero perfetto

Una tesi largamente diffusa è che quattro è il numero perfetto di concorrenti per una partita a poker. Né troppi, né troppo pochi.

Un gioco a tre, al contrario, si rivela eccessivamente statico: ecco allora che entra in scena il morto, spesso per sostituire qualcuno che ha tirato un bidone all’ultimo, consentendo di salvare così la serata con gli amici. Anche se le carte del morto non vengono mai utilizzate né giocate da nessuno dei giocatori esse servono per incrementare le combinazioni (si spera vincenti) degli altri giocatori ed evitare che la partita duri troppo a lungo.

Il poker con il morto ricorda per certi versi la modalità sit out, prevista nei tornei per i giocatori che si assentano momentaneamente dal tavolo (in quest’ultimo caso, tuttavia, sono generalmente tenuti a pagare i bui e le mani vengono foldate).

Tra i vari artisti che hanno trattato questa tematica è possibile ricordare Stefano Benni e Jacopo Fo. Il poker si gioca in quattro, oppure in tre col morto, o anche meglio in tre col pollo”scriveva Stefano Benni in “Bar Sport” (1976).

 

 pollo poker
Cerca di non essere tu il pollo

 

 

Il ruolo del pollo, ovvero il giocatore scarso, consente ai giocatori più esperti di trarre vantaggio e avere più opportunità di portare a termine una mano vincente.

Sulla teoria del poker in tre con il morto Jacopo Fo, figlio del celebre premio nobel Dario Fo da poco scomparso, ha invece pubblicato un fumetto surreale dal titolo “Poker – romanzo d’appendice”. Qui infatti la teoria del poker in 3 con il morto trova ampio spazio tra le pagine del fumetto dove alla fine il morto ci scappa davvero.

Tuttavia nonostante queste teorie dallo stile molto vecchia scuola si sta diffondendo sempre più il Texas hold'em in due, variante meglio conosciuta come heads-up, dove appunto i giocatori che si sfidano al tavolo sono solo due. In questa modalità di gioco molte delle regole e delle strategie comuni del poker a quattro vengono stravolte, una fra tutte in un heads-up di Texas hold'em il bottone del dealer corrisponde al piccolo buio (small blind), mentre l'altro giocatore è il grande buio (big blind). E quindi c’è una grande differenza rispetto a quanto succede normalmente.

Inoltre l’heads-up è di recente diventato famoso grazie a PokerStars che ha diffuso sul web video di popolari duelli tra star del mondo dello sport e dello star system in generale come ad esempio Cristiano Ronaldo e Neymar Jr. Questi video, vuoi per la popolarità della sala poker online che per quella dei giocatori, hanno avvicinato molti utenti al poker con una maggiore predilezione appunto per l’heads up.

[Leggi anche: Guida al Poker live: 10 consigli per non essere il pollo]

 

Una variante del tresette

Come detto prima in molti giochi di carte italiani tradizionali e popolari giocare con il morto è molto comune. Infatti il tresette, gioco di carte italiano per eccellenza, tra le sue numerose varianti ne prevede una “con il morto”.

In questo caso siedono attorno al tavolo una coppia e un singolo giocatore. Quest’ultimo riceve e gestisce due mani, la propria e quella del morto (le carte del morto rimangono scoperte e quindi visibili a tutti).

tressette col morto
Nessuna privacy per le carte del morto!

 

Anche il bridge prevede un ruolo importante per il morto. Nel contract bridge in particolare, gioco che viene praticato a coppie contrapposte, il ruolo del morto è svolto da un compagno che non gioca.

Le sue carte vengono giocate dall’altro membro della coppia, colui che si aggiudica il contratto (contract in inglese) che dà il nome al gioco.

[Leggi anche: Il Bridge è più serio del Poker? Le differenze tra i due giochi]

 

L’ultima partita di Martinez

Ma torniamo al poker. Giocare con il morto per alcuni non è soltanto una regola tradizionale da rispettare per il buon andamento della partita e per il divertimento dei giocatori ma significa molto di più. Molto particolare infatti il caso della famiglia Martinez di Porto Rico che ha preso alla lettera questa espressione, organizzando una partita nella quale hanno coinvolto il caro estinto Henry Rosario Martinez, imbalsamato per l’occasione.

Il 31enne Henry Rosario Martinez è deceduto all’inizio del 2016 a Barcelloneta, sua città natale, per un’overdose di alcool e farmaci.

 

carte col morto
Partita col morto, in senso letterale...

 

 

Henry era un appassionato di poker e slot machine e la sua prematura scomparsa avvenutà in così giovane età ha sconvolto tutti i suoi cari. Cosi i suoi famigliari e amici hanno deciso di rendergli omaggio e ricordarlo in modo originale e hanno organizzato per lui una memorabile veglia funebre con una partita di poker in cui gli hanno fatto prendere parte per l’ultima volta.

Henry Rosario, puntellato al tavolo da gioco, era vestito sportivo come molti giocatori di Texas Hold ‘em, con una felpa, grandi occhiali da sole e il berretto della squadra di baseball New York Yankees. Il vistoso colorito cereo, tuttavia, tradiva la sua condizione di “trapassato”.

Parenti e amici facevano a gara per farsi immortalare con lui. La richiesta della famiglia Martinez ha comprensibilmente meravigliato lo stesso titolare dell’azienda di pompe funebri “Eternal Luz Funeral Service”.

L’impresario ha tuttavia precisato che non è raro che i famigliari desiderino inscenare una sorta di “spettacolo” per ricordare un congiunto da poco deceduto. Una veglia funebre alquanto insolita ma che sicuramente, dall’ aldilà, ha fatto felice il defunto e ha reso più lieve il dolore e la grave perdita dei suoi familiari che hanno avuto modo di trascorrere in modo diverso e originale le ultime ore con il proprio caro scomparso.

 

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