WSOP Story – Johnny Moss, “The Eye in The Sky”

johnny moss

Leggenda, icona, eroe – tutti termini usati troppo spesso e troppo facilmente al giorno d’oggi – ma che calzano a pennello per ricordare Johnny Moss.

Si tratta di un giocatore capace di arrivare primo e poi secondo nelle primissime edizioni delle WSOP, giocando anche il più famoso heads-up della storia, durato ben cinque mesi.

Il termine ‘leggenda’ secondo il dizionario, riguarda una storia divenuta popolare e storica, ma sulla quale non è possibile trovare la verità.

La storia più famosa sul poker

Siamo nel 1949, a Las Vegas. Benny Binion, un uomo dalla reputazione alquanto dubbiosa, ricevette una domanda al milionario Nick Dandolos, detto “Il Greco”: trova un giocatore che abbia qualità e resistenza per organizzare una partita.

Binion sapeva quale fosse quel giocatore, era Johnny Moss. Così gli propose di giocare, dicendogli: “Johnny, ho organizzato una partita apposta per te. Cosa vuoi fare?”.

“Lascio la città”, rispose Moss.

Forse, se Moss non fosse stato mosso dall’istinto nel dare questa risposta, non sarebbero mai nate le WSOP, e la fama di Moss non avrebbe raggiunto picchi tali da far sì che per tutti i giocatori diventasse un’icona.

Ma Moss decise di restare. Si sedette con Nick “Il Greco”, e i due iniziarono a giocare. Dandolos richiese e ottenne la presenza di pubblico attorno al tavolo.

Ad un certo punto, c’era talmente tanta gente che una parte si portò alla finestra dell’Holiday Hotel Resort, per provare a seguire in qualche modo l’evento.

nick the greek dandolos
Nick Dandolos

Quando Dandolos si ritrovò senza una chip, tirò fuori quella che è diventata una delle frasi più celebri della storia del poker: “Mister Moss, devo lasciarti andare”. Questa frase fu pronunciata cinque mesi dopo l’inizio della partita.

Cinque mesi in cui i due giocarono a qualsiasi variante esistente del poker, prendendosi delle pause solo per dormire e mangiare.

Moss riuscì a sfilare a Nick Dandolos 2 milioni e 400mila dollari, stando alle fonti. E da lì nacque una vera leggenda.

La nascita di una leggenda

Johnny Moss nacque il 14 maggio 1907 a Marshall Texas, ma trascorse i suoi primi anni di vita a Odessa. Imparò a giocare a poker quando aveva solo dieci anni.

Durante l’adolescenza, i bari della zona gli insegnarono una serie di trucchetti. Moss li memorizzò, ma non li utilizzò mai, stando a quanto ha sempre raccontato.

Sono circulate una serie di notizie secondo le quali, durante le WSOP del 1970, Moss sia andato leggermente oltre quelli che erano i suoi principi…

Ciò che sappiamo per certo, è che iniziò a lavorare nei casinò per garantire che il gioco si svolgesse in maniera pulita e corretta.

In seguito Johnny iniziò a giocare e passò a fare la vita del giocatore professionista, in un period in cui il poker era ancora illegale in Texas.

Portava sempre con sè una pistola, che probabilmente era qualcosa a che fare con la legge, ma non era niente di speciale all’epoca.

Le World Series of Poker

Benny Binion
Benny Binion

Nel 1970, il poker riuscì a farsi notare in tutti gli Stati Uniti. Benny Binion, che in quel momento non si trovava in carcere, contattò tutti i migliori giocatori e li convinse a riunirsi a Las Vegas.

L’evento riuscì, e Binion lo chiamò “World Series of Poker”.

Johnny Moss, nel frattempo, si era fatto la nomea di grande giocatore, e il suo nome era uno dei più conosciuti tra quelli dei presenti a Las Vegas.

Fu lui a vincere le prime World Series, anche se non è esattamente corretto parlare di vittoria in questo caso.

Non si giocava secondo la formula del freeze-out che conosciamo oggi, ma in modalità cash game, e al termine della partita venne chiesto ai partecipanti (erano appena sette) di votare quello che a loro parere era il miglior giocatore.

Con la tipica modestia che appartiene ai giocatori americani di poker, ognuno votò per se stesso. Allora si dovette ricorrere ad una seconda votazione, questa volta per stabilire quale fosse il secondo miglior giocatore a detta degli altri. Moss ottenne il maggior numero di voti.

Quando le World Series sono state riproposte nell’anno successivo, la formula freeze-out venne introdotta e Johnny Moss vinse ancora una volta. Portò a casa 30.000 dollari.

Sei giocatori presero parte al Main Event delle seconde WSOP di sempre, uno in meno rispetto all’anno precedente. Fu l’ultima volta nella storia in cui il numero di partecipanti al Main Event diminuì da un anno all’altro. Avvenne di nuovo nel 2007, l’anno in cui a vincere fu Jamie Gold.

Il fondatore Benny Binion era ancora molto ottimista in merito alle WSOP e con un’intervista annunciò di voler far salire il numero di partecipanti a 20.

E i numeri salirono nettamente nel 1974, quando i partecipanti al Main Event sono stati 54. Questa edizione passerà anche alla storia come la prima in cui un giocatore è stato capace di mettere a segno una scala reale.

WSOP 1970
La classe delle WSOP del 1970

Johnny Moss vinse il titolo in maniera non ufficiale nel 1974, portando a casa altri 160.000 dollari. Divenne così il primo giocatore a vincere il titolo per tre volte, e solo Stu Ungar sarebbe stato in grado di ripetere l’impresa.

E inoltre, solo quattro giocatori sono stati capaci di vincere il Main Event WSOP due volte di fila: Doyle Brunson, Stu Ungar, Johnny Chan, e ovviamente Johnny Moss.

Il vecchio e il poker

Il “Grande Vecchio del Poker” – aveva già 63 anni per la prima edizione delle WSOP – ha continuato a giocare finchè ne ha avuto le forze, l’ultima volta nel 1995.

Anche durante i suoi ultimi anni, la gente parlava di una strana metamorfosi del suo corpo fino a quando non si sedeva ad un tavolo per giocare.

Ad un tratto, i suoi occhi ritrovavano quella luce che gli si poteva scorgere solo quando giocava a poker, rendendolo nuovamente particolarmente attivo e in grado di impaurire chiunque si trovasse al tavolo con lui.

Anche negli anni 90, dunque, perdere un grande piatto contro Johnny Moss poteva quasi sembrare un encomio.

Ma poi c’è stata quella partita a golf in cui Moss si è ritrovato contro un uomo d’affari dotato di talento. E quando c’erano ancora poche buche da affrontare, Moss era molto indietro.

Nonostante tutto, si pensava che fosse proprio l’avversario di Johnny ad essere in difficoltà, e non lui.

“Sì, perchè chi stave alle spalle di Johnny non amava perdere. Avevano già pensato a come uccidere l’avversario che si sarebbe permesso di sconfiggerlo”.

Alla fine, Moss sarebbe riuscito a vincere con un birdie all’ultima buca. Il suo avversario era profondamente deluso ed esclamò: “Moss, sei la persona più fortunate tra noi ancora vivi”.

“No, Sir, tu lo sei”, rispose Moss, senza però sapere che con quella sconfitta l’uomo salvo la sua stessa vita.

I soprannomi di Johnny

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A Johnny Moss sono stati affibbiati diversi soprannomi nel corso degli anni. Uno di questi era “Mr Ace-Ten”. Un po’ come 10-2 è la mano poi ribattezzata “Doyle Brunson”, A-10 è stata ribattezzata come la “Johnny Moss.

C’è un po’ di ironia in questo soprannome, visto che A-T è la mano che battè l’A-Q di Johnny Moss nell’ultima mano del Main Event WSOP del 1979, quando il suo avversario Bobby Hoff trovò un 10 al river.

Ma Johnny Moss fu capace di vincere otto braccialetti alle WSOP, giocò contro la gente più pericolosa dell’intero Paese, ha imparato varianti tuttora dimenticate, a differenza sua che non verrà mai dimenticato.

Epilogo

Tutti i giocatori di poker mentono. Quella relativa all’heads-up durato cinque mesi contro Nick Dandolos è probabilmente una delle più belle e più famose, ma ci si chiede ancora se si tratti di un avvenimento effettivamente accaduto.

Alcune fonti lo ricollegano al 1949, altre lo datano 1951, ma ci sono molte altre domande a dir poco intriganti sull’argomento.

Ad esempio: se Benny Binion organizzò quella partita per attrarre turisti, com’è possibile che non ci sia nemmeno una foto che la immortali? In fondo è andata avanti quasi per metà anno!

Nessuno dei due giocatori ha parlato più di tanto di quella sfida, nelle interviste in particolare, e quando Benny Binion è stato tirato in ballo ha messo in mezzo una memoria ormai non più tanto buona.

La verità è che non sappiamo e non sapremo mai se sia mai avvenuto questo epico duello, tra quelli che in quel periodo erano considerati i più forti giocatori di poker e i due più grandi gambler d’America.

Ma se la storia è così bella, è davvero necessario saperlo?

 

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