WSOP: Filippo Candio è un November Nine!
Il giorno in cui un tuo vicino di casa diventa un November Nine nulla è più lo stesso.
Ancora quasi non ci posso credere, mi sembra quasi impossibile che sia tutto vero. Che quel ragazzino con una manciata di anni meno di me, cresciuto a due passi dall'Antico Caffé e dalle mura del Bastione sia lo stesso che vedo nelle foto.
Che non posso né vedere né abbracciare dal vivo per una burocrazia in grado di sprecare oltre due mesi a rinnovare un passaporto che nelle ultime notti ho solo avuto voglia di mangiare quando le unghie sono finite una dopo l'altra mentre il sogno diventava realtà.
Mentre Pippo portava a Cagliari, nella nostra Cagliari incastrata tra i Giardini Pubblici, gli ascensori per il Castello e piazza Martiri un pezzo di storia destinato - un giorno -a diventare leggenda.
Più del pugile tottu drottu. Più di Gigi Riva perfino. Perchè Rombo di Tuono, a Cagliari, non ci è nato. Pippo sì.
Una settimana da inferno si chuide in Paradiso
Lavorare durante le WSOP è un problema storico che si ripropone, puntualissimo ogni estate - e seguire un amico che si mangia piano piano il Main Event è un'esperienza più che devastante che mescola insieme la necessità di essere lucidi e pronti a condurre le riunioni di redazione con la frenesia di un'altra notte passata in bianco a sperare che alla fine vada come sembra impossible che possa andare. Come è andata.
La qualifica di Filippo Candio al tavolo finale delle World Series of Poker 2010, l'ingresso del vicino di casa tra gli intoccabili dei November Nine è un qualcosa di talmente impressionante che, stamattina, continua a togliere il fiato - a bloccare le dita che vorrebbero riuscire a scrivere sulla tastiera un tipo di gioia che non riesco a trasmettere perchè, purtroppo, non conosco parole abbastanza forti ed intense per non convincermi a cancellarle prima di averle completate.
Perchè quello che ha fatto Pippo non ha semplicemente precedenti ed è destinato a lasciare il segno nella storia del poker portando una rivoluzione condotta a testa bassa ed a colpi di poker. Non di pubblicità, di proclami, di feste e starlette. Ma di poker.
Unico giocatore nella storia del poker italiano a portare il tricolore nel poker che trasfoma la storia in leggenda, Candio ha concluso la prima fase del Main Event WSOP portando un vero e proprio terremoto nel panorama del poker nazionale abituato ad idolatrare quei Pagano, Minieri o Pescatori che da domani potrebbero improvvisamente ritrovarsi senza più la spada del potere temporale (del poker) tra le mani.
Un articolo inutile
Vi chiedo scusa, ma oggi mi va di festeggiare - non di riprendere in mano la solita polemica con PokerStars che è puntualmente rispuntata fuori oppure tempestare il telefonino di Pippo con telefonate insistenti per farmi dichiarare qualcosa di un po' meno caustico dell'ultima volta (...).
Oggi ho voglia di scrivere a caso lasciandomi guidare dai pensieri e dall'idea che, per una persona che vive di poker come me, non ci possa essere nulla di meglio che scoprire di avere un amico tra i November Nine.
Tra i November Nine. Impressionante.
Grande Pippo.
Commenti
2antò
2010-10-21Calma non e' il caso di scaldarsi tanto Candio e' soltanto un ragazzino che gioca a poker, che poi fosse il poker quello a 5 carte gia potrei capire di più l'entusiasmo ma questo è un gioco dove la fortuna ha un alto grado di partecipazione.
MAURO
2010-07-21Non e' un grande esempio da portare ai giovani di quest'ultima generazione .
Comportamento, atteggiamenti e sogni irrealizzabili, sfruttamento del gioco compulsivo.
Tutte cose non molto utili a chi vorrebbe vedere un progetto per il futuro non una mandria di giovani assatanati di gioco e di "fantasie".