WSOP 2017, che novità: niente November Nine

november nine 2016

I vertici delle World Series of Poker hanno imposto una riforma per lo svolgimento del Main Event. Il Final Table non si giocherà a novembre, bensì in maniera continuativa a luglio.

Una grande novità, forse da non valutare a lungo raggio, riguarderà l’edizione 2017 delle World Series of Poker, e in particolare il suo evento principale.

Quest’anno, infatti, il Main Event da 10.000 dollari di buy-in non avrà la sua ormai consueta conclusione con il Final Table organizzato a novembre, e con la partecipazione di quello che vengono denominati i November Nine.

Per quest’anno, infatti, l’organizzazione del più importante circuito di poker live al mondo ha deciso di anticipare fortemente i tempi per l’assegnazione del braccialetto più ambito dell’anno.

Il tavolo finale, infatti, scatterà proprio il giorno successivo all’ufficializzazione dei nove partecipanti al tavolo stesso, senza che il torneo venga dunque interrotto.

Largo ai ‘July Nine’

Il Main Event dell’edizione 2017 delle World Series of Poker prenderà il via il prossimo 8 luglio con il day 1A, e quest’anno si protrarrà per ben due settimane.

Oltre alla disputa dei giorni successivi, con altri due flight di qualificazione e ben due Day 2 – suddivisi tra Day 2A/B e Day 2C – si procederà regolarmente con il torneo fino al 20 luglio.

In questa data è prevista l’assegnazione del titolo e del conseguente braccialetto, esattamente come si è fatto fino al 2007, ultimo anno prima della riforma che ha previsto lo spostamento del Final Table al mese di novembre.

Da allora, e per le successive nove edizioni, il Main Event è durato – si fa per dire – quasi cinque mesi dal suo inizio alla sua fine, ma quest’anno non sarà così.

Tutta colpa delle WSOPE

Non è stata posta nessuna domanda, e di conseguenza non è stata fornita alcuna risposta sui motivi che hanno indotto gli organizzatori delle WSOP a effettuare questo cambiamento, che di per sé è storico., la casa delle WSOPE 2017

Tuttavia, basta guardare il calendario degli eventi da qui alla fine del 2017 per capire il motive dell’annullamento – almeno per quest’anno – dei November Nine.

Dal 19 ottobre al 5 novembre, infatti, si svolgeranno al King’s Casino di Rozvadov le World Series of Poker Europe, con il Main Event da 10.300 euro di buy-in in programma negli ultimi giorni.

Un motivo più che valido, dunque, per riportare il Final Table del Main Event WSOP ‘alle origini’ sul piano temporale, in modo da non incastrare le date.

Non è poi così impossibile, del resto, che uno o più giocatori piazzino il colpaccio andando a qualificarsi sia per il Final Table del Main Event WSOP, che per quello delle World Series of Poker in terra ceca.

La storia dei November Nine

Non sappiamo ancora se la decisione di tornare all’antico, spostando il tavolo finale del Main Event WSOP a luglio, si definitiva o meno, ma potremmo trovarci di fronte anche alla fine dell’esperimento dei November Nine.

Un esperimento nato nel 2008, quando nel tentativo di migliorare gli ascolti e di rendere il torneo più importante dell’anno un evento mediatico a tutti gli effetti, Harrah’s Entertainment ed ESPN presero la decisione di applicare quattro mesi di “pausa” dalla definizione del final table al suo effettivo svolgimento.

In questo modo, l’emittente sportiva avrebbe potuto coprire il Main Event nella sua interezza nelle settimane precedenti al final table, da trasmettere poi in diretta. Un annuncio che all’epoca suscitò non poche polemiche.

Ylon Schwartz, uno dei primi November Nine (era il 2008), fu molto critico con questa scelta: “Rovina l’integrità del torneo. La purezza della vecchia Las Vegas non esiste più. L’antichità e la purezza del torneo sono state liquidate in nome del capitalismo e dell’avidità”

La prima edizione dei November Nine fu trasmessa “quasi in diretta” e non fu priva di intoppi. Il nome del vincitore, Peter Eastgate, fu rivelato del network prima della trasmissione. Il giornalista Dan Skolovy scrisse che “si è rivelato difficile evitare di diffondere i risultati. Specialmente dopo che la ESPN lo ha fatto prima dello show”.

Tutti i vincitori dei November Nine

Nonostante le polemiche, però, il final table del Main Event WSOP 2008 fu visto dal 50% di persone in più rispetto all’anno precedente, tanto che la trasmissione ricevette una nomination agli Emmy Awards per la categoria “Outstanding Live Event Turnaround”.

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Il King's Casino, la casa delle WSOPE 2017

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Il 2009 fu l’anno della vittoria dello sconosciuto Joe Cada e di un tavolo finale che vide tra i protagonisti anche Phil Ivey, James Akenhead, Antoine Saout e Jeff Shulman, anche se ad arrivare in heads-up fu Darwin Moon.

Il 2010 fu invece un anno molto importante per noi italiani, visto che per la prima volta un connazionale è arrivato al tavolo finale del Main Event WSOP: Filippo Candio fu protagonista di una cavalcata entusiasmante che si concluse al 4° posto. Vinse Jonathan Duhamel, con Joseph Cheong 3°, John Racener 2° e Michael Mizrachi 5°.

Pius Heinz si aggiudicò il Main Event WSOP 2011: la meteora tedesca, ormai da tempo sparita dalle scene, batté Martin Staszko e si portò a casa una prima moneta di oltre 8,7 milioni di dollari.

L’anno successivo, Greg Merson conquistò il braccialetto più ambito in finale contro Jesse Sylvia, al termine di uno dei tavoli finali forse meno emozionanti del nuovo millennio. Così non si può dire del 2013, edizione vinta da Ryan Riess, al termine di un final table con protagonisti anche J.C. Tran, Mark Newhouse e David Benefield.

Lo stesso Newshouse compì l’impresa qualificandosi tra i November Nine nel 2014, dove però chiuse ancora una volta all’8° posto. Vinse lo svedese Martin Jacobson, davanti a Felix Stephensen e Jorryt van Hoof.

Nel 2015, Federico Butteroni fu il secondo italiano a raggiungere il tavolo finale del Main WSOP, anche se la sua corsa si interruppe all’8° posto. L’edizione fu finta da Joe McKeehen, al primo braccialetto in carriera.

Arriviamo così all’anno scorso, con il trionfo di Qui Nguyen su Gordon Vayo. A quel tavolo finale, tutta la ‘old school’ fece il tifo per Cliff Josephy, ma il veterano si dovette accontentare del terzo posto finale.

 

 

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