WSOP 2009: Ivey a Casa!

Il campione assoluto non regge ai colpi degli avversari ed esce in settima posizione dopo Akenhead e Schaffel. Ecco la cronaca delle WSOP di Las Vegas.

In una sala gremita da quasi 1500 spettatori, il tavolo finale del Main Event WSOP2009 ha riservato delle incredibili sorprese fin dalle prime ore di gioco.

Il final table parte dal livello numero 33 con bui da 120/240mila ed ante da 30mila chips ed i numeri - già più che notevoli-  si fanno subito più intereressanti grazie ad un rilancio del bottone Eric Buchman da 800.000 chips.

A quasi tutti i giocatori sembra ancora troppo presto per lanciarsi in puntate simili ed uno dopo l'altro cominciano a passare fino a giungere al turno si Jeff Shulman, il player allenato da Phill Hellmuth e che aveva annunciato di aver raggiunto uno stile di gioco più che sorprendente.

Shulman decide di chiamare le 800mila si Moon andando ad un heads-up che porta K77 al flop e che vede, dopo il check di Buchman un raise di 1.750.000 di Shulman talmente rapido da far pensare che il giocatore abbia in mano un K se non un 7.

La chiamata di Buchman porta ad un 10 al turn al quale tutti e due i giocatori rispondono con un check come avviene dopo il 3 del river.

Al momento di far vedere le carte, Buchman gira un QQ al quale Shulman risponde gettando via le sue carte e lasciando tutti un po' dubbiosi perchè si immaginava che il nuovo stile del player dovesse portare qualcosa di più di un abbattimento immediato del bankroll.

L'ingresso al livello 35 (200/400mila - ante:50mila) è "festeggiato" con la prima eliminazione della giornata, quella di James Akenhead che esce da middle position in uno scontro contro Kevin Schaffel.

"Forte" di un 33, Akenhead va in all-in da 4.45milioni di chips incontrando la chiamata di Schaffel che, per sua sfortuna, mostra la sua coppia 99.

Subito in posizione di svantaggio, Akenhead si trova davanti un terzo 9 al river che lo constringe ad abbandonare il tavolo dei sogni in nona posizione con un premio di "consolazione" di 1.263.602 dollari.

La gioia di Kevin Schaffel non è però di quelle che durano ed il player, fresco della sua vittoria contro Akenhead, si schianta contro una mano discretamente fortunata di Erich Buchman.

Giocando da middle position  - la stessa che era costata il posto a Akenhead - Schaffel fa un raise a 1.250.000 chiamato da Steve Begleiter e dal bottone Eric Buchman che, non contento, butta dentro un re-raise fino a 5.750.000.

Sicuro di avere la mano migliore  e di aver capito la strategia degli avversari, Schaffel si lancia in un all-in da oltre 17milioni mostrando un AA e trovandosi contro la chiamanta ed i KK di Eric Buchman.

Quando poi flop e turn mostrano QJKK regalando a Buchman il più inaspettato dei poker, per Schaffel è troppo tardi per pentirsi e si è costretti a dichiarare il secondo "player out" della giornata che, comunque, consente all'ottavo classificato di andare a casa con  1.300.231 dollari.

Abbastanza in ombra, fino a questo momento, il più atteso tra tutti i November Nine, quel Phil Ivey che sembra giocare in attesa e non voler aumentare o diminuire il suo stack di circa 9.500.000.

Ma quanto il tavolo inaugura il livello numero 37 (300/600mila ante:75.000), il campionissimo statunitense riesce a farsi notare per quello che quasi nessuno pensava possibile: la sua eliminazione.

Ivey, che fino a quel momento aveva giocato con un profilo molto basso, decide di lanciarsi in un all-in immediato che viene chiamato dal big blind della mano, il player Darvin Moon.

Quando i due mostrano le carte, il boato del pubblico premia l'AK di Ivey che si trova di fronte l'AQ di Moon: due ottime combinazioni dalle quali dipende la sorte del giocatore che, fino a ieri notte, giocava forte del suo titolo di "player più forte del mondo".

Sfortunatamente per Ivey e per la maggioranza di un publico accorso per vedere l'asso americano in azione, il flop rovina gli entusiasmi e riporta il silenzio in sala: Q66 regalano una coppia a Moon e se qualcosa non cambia tra turn e river è già il momento di salutare il Final Table delle World Series of Poker 2009.

Per la gioia  -credeteci, immensa - di Moon, né il 3 del turn né il 5 del river riescono a riportare in partita Ivey che lascia, da favorito assoluto, in settima posizione e con un borsino di 1.404.014 dollari.

Svanito il fantasma di Ivey e con lui il peso di giocare contro un player che tutti hanno già individuato come indiscutibile vincitore del torneo, i giocatori rimasti in gara sono andati a dormire con una carica adrenalinica indescrivibile ed il seguente chip count:

Eric Buchman - 55,500,000
Antoine Saout - 53,075,000
Darvin Moon - 39,325,000
Jeff Shulman - 17,275,000
Steven Begleiter - 16,150,000
Joseph Cada - 13,450,000

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