WPT: Tra Turismo, Leggende ed Eliminazioni

Inizia il day1a e "l'Orso" Gianluca Marcucci ci racconta la sua giornata tra la Madonna della Salute e gli errori al tavolo di poker

Un saluto a tutti da Venezia!
Il mio WPT inizierà domani tavolo 8 sit 7, ma oggi un maledetto raffreddore non mi ha comunque impedito di visitare la Chiesa della Madonna della Salute, una fantastica opera edificata tra il 1630 e il 1687, quando la peste che ridusse i veneziani da 175.000 abitanti a 107.000 venne debellata.


Qualcuno forse già conosce la mia passione per l'esoterismo, quindi non potevo esimermi dalla visita in questione. Si dice che la chiesa fosse costruita su una fossa comune e che durante i lavori di punto in bianco iniziarono terrificanti apparizioni: urla e sussurri nella notte, cani neri che ringhiavano e scomparivano se minacciati e poi suoni metallici, botti sordi, suono di catene trascinate, colpi su pavimenti e porte e versi di animali ringhiosi. La più classica delle ghost story.
Del problema si occupò addirittura il governo del Doge: il Consiglio dei Dieci stabilì che si trattasse delle anime dei defunti del vecchio cimitero della Trinità in via di abbattimento per far spazio alla Chiesa. Così si scavò e centinaia di corpi di morti di peste che erano stati frettolosamente sepolti nel vecchio cimitero per evitare il diffondersi del morbo furono rinvenuti. Le ossa di donne, uomini e bambini erano accatastate all'interno di sepolture create per le famiglie più ricche. I corpi furono rimossi e ricollocati, dopo la costruzione della Chiesa della Salute, al centro della Basilica, o almeno così narra la leggenda.


Dal giorno dell'inaugurazione, da allora ed ogni anno, per l'anniversario di questo avvenimento (il 21 Novembre) viene costruito un ponte di barche, e la gente veneziana va a pregare in questo santuario costruito proprio come voto a ringraziamento alla Madonna.

A questa leggenda è anche legata la storia di una delle maschere più note a Venezia, e che anche Bertrand "Elky" Grospellier ha indossato oggi al primo livello del suo WPT.
Infatti i medici di allora si cautelavano per ripararsi dal morbo della peste utilizzando una maschera con una sorte di becco davanti alla bocca, becco riempito da panni impregnati di oli considerati resistenti al morbo e sostanze definite medicamentose, occhiali e guanti. Insomma, figure spaventose ma che a questi uomini coraggiosi davano per lo meno una certa tranquillità di non restare infettati.

Non è invece un fantasma a decretare l'uscita del primo italiano oggi.

Il "non sapere attendere" è uno dei più frequenti errori che un essere umano commette ogni giorno. La mancanza di riflessione, la carenza di senso analitico, l'opportunità o meno di compiere un determinato gesto o un'azione della quale siamo pronti a prendere in considerazione solo una delle possibili conseguenze che genererà. Quella a noi favorevole, con la presunzione di non credere nemmeno per un istante che potremmo esserci sbagliati.
Spesso attendiamo solo quando ci viene imposto d'attendere mentre, quando l'attesa sarebbe opportuna, pretendiamo di forzare il corso delle cose generando così quegli errori che compromettono irrimediabilmente i nostri piani.

Conseguenze che avremmo anche evitato con quei 10 secondi gratuiti di riflessione in più.
Il WPT di Venezia è in corso da appena due livelli, ma abbiamo avuto già modo di assistere ad una clamorosa eliminazione di un player italiano in una assurda mano AA vs QQ. Questa la cronaca:

ITALIAN PLAYER limpa UTG
3 PLAYERS call
BIG BLIND raise 450
3 PLAYERS fold
ITALIAN PLAYER re-raise 1650
BIG BLIND re-raise 4800
ITALIAN PLAYER all in
BIG BLIND call

Show Down :

ITALIAN PLAYER mostra Q Q

Big Blind mostra AA

Board bianco e player out!

Non si fa una critica al giocatore. Gli errori li commettiamo tutti, quindi tralasciamo i nomi dei players concentrandoci solo sul nocciolo della discussione ovvero l'opportunità generica di giocare o meno una mano del genere all'inizio di un torneo importante come il WPT quando i bui sono ancora 25-50.

Si è deciso di limpare da UTG, una tattica che io applico spesso ai primi livelli nei tornei quando spizzando coppie alte dal 9 al Q vado in cerca di un clamoroso set al flop, che magari accoppiato ad un asso può portare notevoli soddisfazioni in quanto a chips (vedi EPT di Copenaghen 2009 primo livello). Tattica sicuramente non condivisibile, ma se si è pronti a foldare, sicuramente applicabile.

Non tralasciamo mai di ricordare che in un torneo è importante rimanere in gioco e non vincere la singola mano. Un torneo è una gara di sopravvivenza ed a volte le monster fold sono più importanti di un piatto rubato.

In questo caso il nostro giocatore ha optato per un re raise di 1650 a testare la forza dell'opponent. Il messaggio ricevuto è stato chiaro. Ho AA o KK. A questa azione doveva seguire un opportuno fold che avrebbe consentito al giocatore italiano di continuare a giocarsi il torneo senza eccessivi problemi visto il livello. Ma anche nel caso si fosse trattato di un semi-bluff o bluff valeva la pena rischiare. Sicuramente no.
Nel caso di un raise da parte di un qualsiasi player il re raise è necessario per testare la forza dell'opponent ma con la consapevolezza di dover anche foldare una coppia di figure sia che abbiamo o non abbiamo ben chiara la dinamica della mano.

Gianluca "the bear" Marcucci

Ti preghiamo di ricontrollare i dati inseriti

Si è verificato un errore

Devi attendere 3 minuti prima di poter postare un nuovo commento

Non ci sono commenti