William Kassouf: “La ricetta contro gli Haters? Ignorarli”

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Si potrebbe dire che nessuno ha avuto un impatto simile a quello di William Kassouf, nella copertura televisiva di ESPN delle World Series of Poker del 2016.

Le telecamere di ESPN hanno iniziato ad inquadrare William Kassouf proprio mentre era in corso un bluff contro Stacy Matuson. Ed era in corso un discreto trash talking, con tanto di frasi del tipo “Ho 9 carta alta”.

Proprio quelle telecamere che non hanno più abbandonato il giocatore inglese. Fino a quando, con due tavoli ancora attivi, non è stato eliminato da Griffin Benger in una mano spettacolare, quasi fatta apposta per la TV.

Anche dopo la fine delle WSOP, era impossibile smettere di parlare di Kassouf e di quanto il suo “gioco di parole” andasse spesso oltre i limiti del consentito.

Kassouf è tornato alle WSOP quest’anno e ha iniziato dal The Colossus, divenuto ancor più ricco quest’anno. Noi di PokerListings lo abbiamo rintracciato per parlare un po’ del suo rapporto con le telecamere e dei suoi piani per l’estate.

PokerListings: Come ti stai trovando al ritorno alle WSOP?

William Kassouf: È bello per me essere tornato. Non era nei piani il fatto di arrivare qui così presto.

Pensavo di arrivare nei giorni finali delle WSOP, ma il Grosvenor Casino mi ha sponsorizzato per giocare il Colossus, in modo da coinvolgere il resto del loro team e i qualificati online.

Mi hanno pagato il viaggio, così ho deciso di prendere parte a questo evento per la prima volta in carriera.

È stata una bella esperienza, ho visto gente farsi eliminare praticamente in ogni momento. Sicuramente qualcosa di non convenzionale.

PL: Parlaci del tuo anno finora. Hai giocato praticamente dappertutto.

WK: Sì, ho cominciato dall’EPT di Praga con l’High Roller da 10.000€ dove ho vinto oltre mezzo milione.

È stato un grande risultato, un po’ come un regalo di compleanno, oltre che un bel modo per approcciarsi a questo nuovo anno.

William Kassouf Elimination 2016 Main Event
L'eliminazione di Kassouf al Main Event WSOP 2016

PL: Le telecamere di ESPN ti hanno amato tantissimo un anno fa. Come ti senti a riguardo dopo un anno esatto?

WK: Non è stato molto bello. Sul momento è stato come un fenomeno improvviso, il fatto di ottenere tanta celebrità.

Ora non è più così entusiasmante camminare nelle varie sale del Rio e vedere gente che mi urla dietro le mie celebri frasi, come “Nine-high, like a boss” oppure “Heart of a lion”.

PL: Vista così, sembra che la maggior parte dei feedback ricevuti sia positiva. Non è così?

WK: Certo che è così, i feedback positive sono molti di più rispetto a quelli negativi. Ho sentito dire anche cose del tipo “Nine-high, like an idiot”, ma ci ho riso sopra. La gelosia non può essere combattuta.

Chi rappresentano tutti questi ragazzini dell’online? Tutta gente capace solo davanti ad un computer, nessuno li ha mai visti veramente.

Ognuno ha espresso la propria opinion su di me, e io non posso fare altro che accettarla, ma penso che gli haters siano inferiori alla gente che mi stima.

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Tutta la sobrietà di Will in una foto

PL: Riguardandoti in TV, cosa non avresti fatto?

WK: Forse avrei foldato coppia di re nell’ultima mano (ride). No, è stato un cooler e per un solo secondo mi ha sfiorato l’idea di foldare, ma sarebbe stato un fold eccessivamente conservativo.

Non rimpiango nulla, non credo che avrei cambiato strategia o avrei fatto qualcosa in maniera diversa. Ero molto contento del mio modo di giocare, e a ripensarci lo sono ancora oggi.

Arrivare 17° è un ottimo risultato, non sarà facile migliorarlo, anche se spero di arrivare tra i migliori 16 o magari al Final Table quest’anno al Main Event.

PL: Hai ancora un lavoro, oppure ormai giochi solo a poker?

WK: Gioco a poker tutti i giorni, sono avvocato di professione ma ho preso un break dalla mia carriera.

PL: Ti sei posto degli obiettivi particolari per queste WSOP?

WK: Voglio ottenere il massimo possibile. Questo è il messaggio che i miei fan mi hanno trasmesso. Non vogliono che cambi, vogliono che io dia il massimo e che faccia un buon lavoro.

Credo che giocare a poker dipenda anche dalla propria personalità, mi piace divertirmi, sono un ragazzo socievole e questo si vede anche al tavolo.

Mi piace chiacchierare con gli altri giocatori, è bello sentirsi coinvolto in ogni tipo di dinamica di gioco.

PL: Quindi quale sarà la tua schedule alle WSOP? Giocherai tanti eventi?

WK: Per ora mi sono dedicato solo al Colossus, poi penso che la prossima settimana giocherò un evento NLH da 1.500 dollari. Alla fine della settimana faro dei conti e valuterò se restare qui per tutta l’estate.

Altrimenti tornerò in Gran Bretagna per poi tornare il 26 giugno, per giocare altri eventi importanti come il Wynn Classic, il WPT500 dell’Aria e il Planet Hollywood Goliath.

PL: Come mai tutti questi eventi esterni alle WSOP?

WK: Hanno un grande valore in denaro. E ce n’è tanto da sfruttare, non solo alle WSOP. Il livello di gioco delle WSOP è diventato sempre più alto negli ultimi anni.

Con ciò non voglio dire che non darò la caccia ai braccialetti, ma solo che c’è molto più valore da conquistare fuori dalle WSOP.

Si tratta di una bella occasione per monetizzare il più possibile, prima di schierarsi al Main Event delle WSOP.

PL: Hai qualche slogan pronto per il Main Event di quest’anno?

WK: Probabilmente lo avrò! Dovrete solo aspettare e vedere, sono sicuro che avrò le telecamere puntate addosso quando succederà.

L’anno scorso non avevo alcuna frase preparata per il Main Event, mi sono venute in automatic non appena le ho dette.

Cose del tipo “Nine-high, like a boss” o altre sono state spontanee. Ci ho pensato sia durante la mano contro Stacy Matuson che nel colpo giocato contro Ka Lau nel feature table.

Non c’è stato niente di programmato, io gioco così. Qualunque cosa accadrà, verrà sicuramente fuori un’altra frase ad effetto.

 

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