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Come avere la meglio su una Second Pair [Prima Parte]

Anche se sarebbe bello andare al flop con il nut in ogni mano giocata, nella vita reale questo richia di farvi finire short molto prima di quanto pensiate.

Questo perché la grandissima maggioranza delle mani che giocherete non saranno né il nut né mani chiaramente imbattibili – implicando dunque come abbiate bisogno di massimizzare il valore delle mani marginali più che sperare nella fortuna di ritrovarvi con pocket aces ogni dieci minuti di gioco.

Una mano come una second pair (una coppia costruita con la seconda carta più alta tra quelle comuni presenti nel board) può infatti avere un valore molto alto se giocata nel modo più intelligente e se – importanza della posizione – non vi trovate in middle position.

Con una second pair dalla vostra parte non ha senso uscire dal gioco immediatamente con il più comune degli istant fold così come non ha ugualmente senso continuare a giocarla da pot committed (specialmente quando questo diventa consistente) come se non aveste altra possibilità di sopravvivenza.

Il poker è un gioco di scelte e di (grande, grandissima) intelligenza. A prescindere da come giochiate le vostre partite ed i vostri tornei, il poker è matematica. E, proprio per questo, il vostro modo di giocare con una second pair deve partire da qualche considerazione matematica.

In questa prima parte dedicata a come vincere con una second pair, analizzeremo un esempio di mano molto comune, in particolar modo concentrandoci sull’aspetto aritmetico della situazione.

Una Doverosa Premessa

Il boom del poker ha creato numerosi personaggi che sembrano in grado di leggere nel pensiero degli altri giocatori. Si tratta di professionisti fortissimi, capaci di vincere milioni di dollari nei tornei di poker, sia live sia online. Ma se pensate che questi giocatori basino tutta la propria tattica su un non meglio specificato sesto senso, o peggio ancora su poteri sovrannaturali di lettura del pensiero, siete sulla strada sbagliata.

Perché sì, una delle skill che hanno i migliori giocatori di poker al mondo è la capacità di cogliere i cosiddetti tell, cioè quegli atteggiamenti involontari che i giocatori – specialmente i principianti – hanno quando sono seduti al tavolo. Segni che spesso possono dare un’idea di quale sia il contenuto della mano di un avversario.

Ma queste abilità sono secondarie: prima di tutto, il poker è matematica. Conoscere le probabilità, calcolare gli out e la percentuale di vittoria in un piatto, stabilire le pot odds e le implied odds, e infine capire se vale la pena continuare a giocare o è meglio foldare, sono tutte considerazioni che hanno solide basi matematiche.

Perciò, prima di voler emulare un Daniel Negreanu che prima dello showdown indica esattamente con quali carte stia giocando il suo avversario, è necessario imparare le basi matematiche del poker: senza di quelle, neppure il Poker Kid sarebbe diventato uno dei giocatori di Texas Hold’em più forti e vincenti al mondo.

I Numeri

Per provare a spiegare la questione nella maniera più semplice, proviamo a partire con un esempio non troppo co+mplesso: siete in middle position con un player prima ed uno dopo di voi.

Il Flop:

K
10
5

La vostra mano:

10
A

In una situazione simile ci sono una serie di elementi (e di numeri) che dovete prendere in considerazione prima di capire il reale valore della mano in vostro possesso.

Se ci sono altre nove mani non meglio specificate insieme alla vostra in questo flop, e tutte le mani vanno al river, allora avete il 17% di possibilità di vittoria. Questo non vi rende dei superman del tavolo, ma vi offre già un buon margine rispetto agli altri player ancora in gioco.

E nonostante un esempio di equity come questo non sia troppo realistico, vi permette di avere un’idea concreta di quale sia il reale valore della vostra mano.

Ma – sfortuna alla mano – cosa succederebbe se uno dei due player ancora in gioco avesse in mano un K?

Se uno dei due avversari avesse in mano A-K (da includere nelle mani possibili) allora vi ritrovereste ad avere soltanto il 6% di possibilità di vittoria con la vostra mano. Che salirebbe al 13% se il suo K, anziché da un A fosse accompagnato…che so…da un 2!

Questo ragionamento ci porta inevitabilmente davanti ad un’altra questione: quali sono gli odds che un altro giocatore abbia un K in mano?

Visto che la domanda arriva sul flop, questo ci permette di sapere che soltanto da uno a tre K possono esser stati distribuiti preflop. Visto che al momento conosciamo cinque carte (le 3 del flop  + le nostre 2) sappiamo che i tre K in gioco devono essere nelle restanti 47 carte.

Questo può sembrare un po’ complesso, specialmente perché il dealer aveva in mano 52 carte preflop. Ma ora noi sappiamo che nessuno degli altri giocatori ha in mano alcuna tra le carte che vediamo. Certo, non ne possiamo essere sicuri al 100% - ma, visto che questo è un principio fondamentale per la nostra equazione, lo prendiamo per assunto ed andiamo avanti con la  nostra amatissima matematica.

Per la vostra gioia, dunque, vediamo l’equazione matematica che ci spiega come calcolare le possibilità che uno tra gli altri due giocatori, abbia in mano un temibilissimo K:

(44/47) * (43/46) * (42/45) * (41/44) * (40/43) * (39/42) * (38/41) * (37/40) * (36/39) * (35/38) * (34/37) * (33/36) * (32/35) * (31/34) * (30/33) * (29/32) * (28/31) * (27/30) = %

L’equazione considera come una volta distribuita la prima carta al primo giocatore (che non siete voi) ci fossero nel mazzo ancora 44 carte che non erano 4 e che non sarebbero state utilizzate né al flop né nella vostra mano. Assumendo che la prima carta non fosse un K, allora la carta successive aveva 43 possibilità su 46 etc.

Moltiplicando gli odds di ciascuna delle carte per tutte le 18 carte distribuite preflop abbiamo dunque la possibilità di calcolare in maniera esatta la percentuale di non distribuzione di nessun K a nessuno dei player al tavolo.

0.936 * 0.934 * 0.933 * 0.932 * 0.930 * 0.929 * 0.927 * 0.925 * 0.923 * 0.921 * 0.919 * 0.917 * 0.914 * 0.912 * 0.909 * 0.906 * 0.903 * 0.9 = 0.225

Gli odds di avere un K ancora nel mazzo sono dunque del 23%.

E, siccome 100%-23% = 77%, ora sappiamo anche come le possibilità che uno dei giocatori abbia ricevuto un K sono del 77%.

Continua

Nella seconda parte di questo articolo (in arrivo tra sette giorni esatti) riprenderemo in mano le nostre equazioni ed il nostro caro 77% per capire quale sia il significato di questi numeri e quale sia il modo migliore per giocare mani simili senza perdere un centesimo.

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