Video della settimana – Dan Colman, lettura perfetta

colman

Solitamente nei nostri video della settimana vi mostriamo in particolare bluff, chiamate spettacolari e anche ottimi fold. Altre volte vi abbiamo mostrato mani che vanno contro ogni concetto relative alle odds.

Ma questa settimana, vi mostreremo una mano giocata da uno dei più forti giocatori al mondo, che probabilmente sarebbe potuta passare inosservata, ma che invece mostra le sue clamorose skill.

Dan Colman si trova con una top pair e decide di checkare al river, cosa che davvero pochi giocatori al mondo sarebbero capaci di fare.

Ci troviamo alle finali della PartyPoker Premier League VII, in cui dodici giocatori hanno pagato ben 125.000 dollari per giocarsi una montepremi da un milione e mezzo.

Ovviamente il field è composto da grandi giocatori. Si rimane in cinque, con Scott Seiver, Jason Koon, Jeff Gross, il già menzionato Colman e Sorel Mizzi, che poi avrebbe vinto il titolo.

Il vincitore della Premier League avrebbe portato a casa 466.000 dollari, e in questa mano troviamo degli stack piuttosto corti, anche se le dinamiche sono decisamente strong. Passiamo all’azione, con Koon e Colman che si sfidano in una blind war.

La scelta di Colman prima del flop

Pre-flop, Colman fa capire che non trasformerà la sua mano in un bluff. La maggior parte dei giocatori opterebbe per il re-raise sull’apertura di Koon, per poi mandare i resti contro il giocatore più corto al tavolo. Ma un giocatore come Colman non ha paura di giocare post-flop.

Decide dunque di giocarsi una buona mano in posizione sull’avversario, contro un range di mani piuttosto ampio con cui Koon può aver aperto. Una decisione presa per evitare di indurre l’avversario a foldare già pre-flop.

Ovviamente Colman non può sapere di avere di fronte la terza miglior mano del poker, perciò non concepisce la necessità di effettuare una piccola 3-bet.

Koon cambia piano in corsa

Koon decide di andare in continuation bet al flop, ma decide di rallentare un po’ quando al turn casca un altro 6. Così opta per un check che ha la doppia valenza di indurre l’avversario al bluff e di tenere il piatto basso.

koon colman partypoker premier league

Al tempo stesso, Colman decide che non si può non puntare, anche perchè ha la top pair e può essere pagato da una coppia di 9 o di 10.

Fino a qui, tutto fila. Ma quanto Koon decide di chiamare, e al river casca un 10 che è apparentemente insignificante, Colman opta per una scelta che il 99% dei giocatori non avrebbe fatto, cioè checka dietro anzichè puntare ancora.

La motivazione rientra in tutta una serie di mani – più o meno buone – con cui Dan avrebbe potuto ricevere un call. Il 10 al river ha cambiato la situazione, e Colman se n’è reso conto.

Mani come 9-9, 8-8 o 7-7 potrebbero avere paura delle overcard presenti sul board, mentre mani come J-10, K-J o 10-10 sono appena passate in vantaggio.

Il range di mani peggiori rispetto a quella di Colman, e che potrebbero chiamare la puntata al river, si è ridotto, e consiste in mani come Q-J, Q-9 o J-8.

Facile, no?

Ti preghiamo di ricontrollare i dati inseriti

Si è verificato un errore

Devi attendere 3 minuti prima di poter postare un nuovo commento

Non ci sono commenti