Il vero vincitore del Main Event WSOP? Il fisco

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Solo il tavolo finale ha garantito al fisco americano svariati milioni di dollari. E senza neppure dover giocare!

Martedì sera, insieme con i tantissimi fan che hanno seguito l'heads-up tra Ryan Riess e Jay Farber, per l'assegnazione del braccialetto dorato del Main Event WSOP, nonché del primo premio da 8,3 milioni di dollari, c'era anche un'entità alla quale ben poco importava l'esito della contesa: lei aveva già vinto. Stiamo parlando dell'Internal Revenue Service americano, nientemeno che il fisco.

Come ormai ben sappiamo, a portarsi a casa il primo premio è stato il giovane Ryan Riess, capace di intascarsi precisamente 8.359.531 dollari, lasciandone 5.174.357 a Jay Farber. Questo almeno sulla carta, visto che i premi erogati devono essere poi scremati al netto delle tasse. E che tasse, ci viene da dire.

Per quanto riguarda il nuovo campione del mondo di poker, al netto delle tasse federali e di quelle per il lavoro autonomo (che i pokeristi professionisti devono pagare), dovrà lasciare alle casse degli Stati Uniti d'America qualcosa come 3,4 milioni di dollari, cioè il 42% di quanto avrebbe vinto.

Va un po' meglio al runner-up, dato che non è un giocatore di poker professionista, il quale dovrà pagare "solo" il 39% di tasse, cioè circa 2 milioni di dollari. Va detto che per iscriversi al Main Event delle WSOP 2013, Jay Farber ha venduto buona parte delle sue quote, quindi il suo guadagno finale sarà ancora sensibilmente più basso.

Amir Lehavot è un giocatore israeliano, ma possedendo la residenza in Florida (è sposato con una donna del posto), contrariamente a quanto molti pensano dovrà comunque lasciare al governo federale circa 1,5 milioni di dollari dei 3,7 che gli spettano per essersi piazzato al terzo posto. Anche Lehavot, però, aveva venduto delle quote del buy-in.

Scendiamo al quarto posto di Sylvain Loosli, il giocatore a cui dal punto di vista fiscale è andata meglio. Loosli si è trasferito dalla Francia a Londra, e il Regno Unito non tassa in nessun modo le vincite ottenute al gioco, nemmeno se si tratta di gambler professionisti. Perciò Sylvain potrà godersi tutti i suoi 2,7 milioni di dollari, che ne fanno effettivamente il terzo giocatore ad aver vinto di più.

JC  Tran, chip leader all'inizio del tavolo finale, si prenderà una bella botta: il 47,56% (circa 1 milione sui 2,1 vinti) del suo guadagno finirà un po' al governo federale e un po' allo stato della California. Male anche per Marc-Etienne McLaughlin, canadese che dovrà pagare al suo stato quasi il 50% degli 1,6 milioni di dollari ottenuti grazie al suo sesto posto.

Non si può lamentare, invece, Michiel Brummelhuis, perché le leggi olandesi gli impongono di pagare un onesto (rispetto alle cifre di cui sopra) 29%: questo significa che Brummelhuis pagerà 'solo' circa 355.000 dollari sugli 1,2 milioni conquistati.

Per l'ottavo posto di David Benefield e il nono di Mark Newhouse, entrambi americani, torniamo a cifre importanti. Il primo dovrà pagare circa il 46% (circa 437.000 dollari su 944.650), mentre il secondo dovrà pagare circa il 44% (322.000 dollari circa su 733.224).

Il totale dei premi erogato al final table del Main Event ammonta a poco meno di 26 milioni di dollari. Di questa somma, il solo fisco americano se ne è portati a casa 8,6 milioni, che salgono a 9,6 milioni se contiamo anche il denaro che dovranno pagare i giocatori europei e canadesi. Non proprio bruscolini.

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