Vento in poppa per i Daily Fantasy Sports. E PokerStars coglie l'occasione

fantasy sports

“Pratico gli sport in ciabatte perché gioco in casa” riportava uno dei comandamenti del Decalogo del nato stanco in una vecchia vignetta di Lupo Alberto.

Oggi, con l'ascesa dei Fantasy Sports in Internet, quella che poteva essere considerata una semplice battuta di spirito comincia ad avere un fondo di verità. Chissà che grande dispendio di energie stare tutto il giorno a giocare al computer, ironizzerà qualcuno.

D'altro canto, negli ultimi decenni ha preso sempre più piede una definizione estesa del concetto di sport, che comprende anche il gioco degli scacchi e il poker nella modalità che viene appunto chiamata “sportiva”.

L'occhio lungo di PokerStars

La crescente popolarità dei DFS (Daily Fantasy Sports) ha portato la room PokerStars e il gruppo Amaya del quale fa parte ad aprire prima della fine dell'estate un sito Internet dedicato che si chiama StarDraft. Per le tempistiche del lancio della piattaforma è stato scelto strategicamente l'inizio di settembre, alla vigilia del  campionato di National Football Legue.

Interessi trasversali

Stardraft
Stardraft, il sito lanciato da Pokerstars

Non a caso i Daily Fantasy Sports hanno destato anche l'interesse del November Nine 2015 Max Steinberg, che prima di conquistare il titolo di finalista al Main Event delle Wsop smise per qualche tempo di giocare a poker per dedicarsi ai DFS.

Cosa sono?

Per coloro che non lo sapessero, i DFS possono essere paragonati a una sorta di “Fantacalcio” ma con soldi veri, nei quale i partecipanti sono invitati a creare squadre virtuali formate da giocatori realmente esistenti attivi in varie discipline sportive. Il successo di una certa “fantasquadra” viene determinato dalle performance ottenute in campo dai veri atleti attribuendo a ogni azione un certo punteggio.

Moderni allibratori

All'estero alcuni hanno fatto di questa attività una professione in grado di garantire un ritorno economico. La crescita esponenziale dei DFS verificatasi negli ultimi anni, osserva Rob Blackstain in un articolo sul Financial Post, ha infatti portato in alcuni casi a un aumento della posta in palio.

Azzardo o abilità?

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In quanto giochi di abilità, spiega Blackstein, i Daily Fantasy Sports non ricadono sotto la famigerata Unlawful Internet Gambling Enforcement Act del 2006, normativa che portò nel 2011 alla chiusura di diversi siti di poker online.

Così come in Italia, anche negli Stati Uniti tiene ancora banco l'annoso dibattito su quali attività considerare giochi d'azzardo e quali giochi di abilità.

Un problema di definizioni

Non si tratta infatti di una mera definizione teorica, ma di una classificazione che com'è noto ha ricadute non indifferenti sul piano legale e fiscale.

In seguito al varo della UIGEA, infatti, il poker online è stato bollato come “gambling”, finendo nel calderone insieme ad altri giochi di casinò. Negli ultimi giorni i legislatori statunitensi stanno valutando se considerare gioco d'azzardo gli stessi Fantasy Sports.

Aperture da nord

In Danimarca, invece, i DFS sono legali dalla scorsa primavera. In Canada, afferma Blackstain, le maglie legislative sono ancora più strette e fanno ricadere sotto la definizione di azzardo anche quelle attività che sono un misto tra abilità e fortuna.

Ciononostante i Fantasy Sports vengono considerati giochi di abilità al cento per cento.

Questione controversa

La Fantasy Sport Trade Association pone infatti l'accento sul fatto che per eccellere in queste discipline bisogna tenere conto di dati, statistiche e svariate teorie di gioco. Paul Burns, vicepresidente della Canadian Gaming Association ritiene invece che si tratti di una questione controversa e che non sia possibile inserire univocamente i DFS nel novero dei giochi di abilità.

Crescita esponenziale

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Secondo quanto riferito dalla Fantasy Sports Trade Association, quest'anno ben 56 milioni e 800mila persone solo nel Nord America hanno praticato DFS, per una spesa media annuale di 465 dollari statunitensi ciascuna. Attualmente due compagnie, FanDuel e Draftkings, si contendono il 97 per cento del mercato dei Daily Fantasy Sports.

Differenziarsi è un “must”

Differenziarsi diventa quindi quasi un obbligo per coloro che fanno parte del restante 3 per cento, come per esempio Mark Tadros. Il co-fondatore di Fantasy6 Tadros ha spalle studi di Scienze politiche interrotti per approdare al mondo del poker professionistico. Una scelta che comprensibilmente non ha mandato in visibilio i suoi genitori e che non ha nemmeno dato i risultati sperati in termini economici. Tadros si è quindi lanciato nell'avventura di Fantasy6 con l'obbiettivo di raggiungere nicchie di mercato che tengono conto degli sport più popolari in ogni singolo Paese, quali per esempio il cricket in India, il rugby in Australia e le arti marziali miste in Brasile.

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