USA, casi risolti con… le carte da poker

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Il poker è ormai entrato sotto la nostra pelle, diventando quasi imprescindibile nelle nostre vite. Ma c’è chi, nei tribunali americani, ha trovato un modo singolare per usare le carte.

Questa storia arriva direttamente da diverse Court degli Stati Uniti, dove si cerca di risolvere i casi in maniera alternativa. Ovvero si piazzano in bella mostra i volti delle vittime al centro delle carte da poker.

52 situazioni ancora irrisolte, tra omicidi efferati e persone scomparse. In ogni carta c’è un soggetto da andare a ritrovare, oppure una vittima per la quale trovare il carnefice, con in allegato le sue generalità.

Per la terza volta, questa insolita ma a quanto pare valida strada per risolvere i casi viene portata avanti. Il tutto avviene, ovviamente, dopo che i familiari delle vittime forniscono il consenso a far stampare il volto del proprio caro su una carta.

L’esempio del Connecticut

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Le carte da poker per i cold case in Connecticut

Il Connecticut è uno degli Stati in cui questa pratica delle carte da poker si è sviluppata con maggior intensità. Diversi casi sono già stati risolti attraverso questo metodo, per la soddisfazione delle forze dell’ordine e delle famiglie delle vittime.

Il Procuratore del Capo dello Stato, Kevin T. Kane, dichiara che “questo è un metodo più che valido per assistere il lavoro degli inquirenti e per risolvere casi, rendendo giustizia alle vittime e ai loro familiari”.

Lo facciamo per le famiglie – aggiunge il Commissario Scott Semple - . Le facce presenti sulle carte appartengono a gente che là fuori ha mogli o mariti, figli e altri parenti. Ogni indizio che riceviamo è un tassello che si aggiunge al nostro puzzle per risolvere questi casi”.

Le carte che raffigurano le vittime dei cosiddetti “cold case” vengono rese pubbliche sul web. L’obiettivo è quello di farle circolare per far sì che chiunque possa aiutare le forze dell’ordine a risolvere questi casi e favorire il lavoro degli inquirenti.

Negli altri Stati e persino all’estero

Ma non c’è ovviamente solo il Connecticut tra gli Stati americani che hanno preso queste misure per risolvere i casi. Anche da altre parti nel Paese a stelle e strisce c’è chi si adopera con carte da poker che raffigurano persone uccise o scomparse.

È il caso della Carolina del Sud, dove i mazzi da 52 carte con i volti delle vittime vengono persino venduti nelle carceri, al costo di un dollari e 72 centesimi ciascuno. Ma anche in Colorado e in Indiana gli inquirenti si sono adoperati in tal senso, con ottimi risultati.

Usciamo dai confini statunitensi per dirigerci fino in Australia, altra nazione che mischia il poker con la soluzione dei crimini. E ci dirigiamo in particolare nelle regioni del Sud della grande isola oceanica.

Qui sono addirittura i carcerati a fornire indicazioni, e in alcuni casi delle prove, attraverso le carte da poker. Vengono date loro le carte con i volti delle vittime e alcuni dati: così sono stati risolti più di 100 “cold case”.

Si tratta anche di un modo per collaborare con gli stessi detenuti. Chi aiuta gli inquirenti a risolvere determinati casi, infatti, può ottenere degli sconti di pena, incentive economici e ovviamente un regime di protezione in qualità di testimoni.

 

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