Il Poker Secondo Adinolfi
Una Legge Scritta da Incompetenti
Scritto da: Mario Adinolfi Postato su: Il Poker Secondo Adinolfi
Mario Adinolfi affronta l'argomento del momento spiegandoci perchè, con la legge sul poker live, vince solo l'ignoranza del legislatore
Non volevo entrare nel merito della normativa approvata riguardante l'estensione dei limiti per il poker online e l'incomprensibile restrizione che invece riguarda il live. Non volevo commentare perché sono abituato a rispettare l'attività del legislatore, a discuterla nel corso dell'iter di un disegno di legge, che una volta approvata
diventa però obbligatorio rispettare.
Ma devo davvero dire che, in questo caso, i commi approvati denotano la totale incompetenza degli estensori, preoccupati solo dalla necessità di fare cassa.
Quello che possiamo auspicare è che in sede di regolamenti attuativi il cappio che è stato stretto attorno al collo dei circoli live si allenti in qualche modo. Il danno per il movimento pokeristico italiano altrimenti sarebbe enorme, già costretto com'è nel settore on line nell'ambito esclusivamente nazionale delle poker room .it, mentre invece il mondo si confronta, con i suoi migliori talenti, nell'orizzonte più ampio delle grandi poker room .com.
Se anche l'attività dei circoli dovesse essere soffocata, mancherebbe definitivamente il terreno di crescita e sviluppo del movimento pokeristico nazionale, che ha generato alcuni campioni di livello mondiale negli anni della deregulation. Anche questi elementi dovrebbero essere posti all'attenzione del legislatore, per ottenere
già dai regolamenti attuativi e più in là da una normativa finalmente organica, una sostanziale liberalizzazione dell'attività pokeristica di natura sportiva, mentre invece qui si è dato addirittura il via libera al gioco cash on line senza capire quale implicazioni abbia una tale schizofrenia che da un lato espone i giocatori a rischi
sostanziali nella gestione del bankroll online, dall'altro ne restringe l'ambito di libertà sul fronte del live di circolo.
Servirebbero parlamentari che conoscessero le potenzialità reali del poker sportivo e un movimento di giocatori capace di rappresentare unitariamente le proprie esigenze. Purtroppo mancano entrambi questi elementi.
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Commenti
4paolo
2010-01-20sono daccordo con quello che dite!il poker nn vogliono riconoscerlo come sport ma se nn si vuole chiamare cosi allora x me è un hobbi.è un passa tempo dove nn ci si rovina innanzi tutto,sempre se si usa un po di buon senso,e ci si confronta con altri giocatori.
ed in oltre nn è giusto che il live sia data la possibilita di partecipare solo alle persone con un certo reddito visti i costi degli eventi organizzati all'interno dei casinò!capisco che lo stato ci stia guadagnando molto con il poker on line ma sono stufo di nn poter guardare in faccia il mio avversario di nn potere giocare con le fish e di spillare le carte come piace a me!
Romolo
2009-08-17Sono un noleggiatore di apparecchi da intrattenimento, avevo fino a qualche giorno fa sale per il poker sportivo. Questo non ha mai portato utili all'attività (in quanto gli incassi sotto forma di premi venivano ridistribuiti al giocatore) ma la stessa attività portava un indotto non indifferente.Slot machine distributori automatici e biliardi lavoravano come non mai. Mi chiedo, lo Stato non perde soldi derivanti dalle imposte sulle slot o dall'iva sulla merce venduta, e le imposte sui biliardi, l'iva sulle atrrezzature, i contributi del personale? etc.etc.etc
marioadinolfi
2009-08-07prima di tutto unità del movimento, poi mobilitazione di protesta
"IL POKER E' UNO SPORT, NON UN CRIMINE"
Contro
2009-08-06Si, ma a questo punto, che cosa facciamo?!
Sciopero per il poker o facciamo finta di nulla?