Tutto Quello che Non Vi Hanno Raccontato su Bitcoin

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Bitcoin: se l'anarchia scoppia come una bolla qualsiasi

Da promessa ad incubo dei risparmiatori online. Ecco come imparare a capire il fenomeno di Bitcoin atraverso tutti i suoi retroscena.

Aggiornato al 27-07-2016

La moneta virtuale che per due anni ha fatto discutere di più per poi quasi sparire di scena, ritorna in grande stile grazie principalmente a due avvenimenti molto importanti.

Il primo e più recente riguarda la sentenza di un giudice in Florida che ha deciso di non perseguire legalmente un caso di frode del valore di 1500 dollari in quanto non si trattava di denaro vero ma di bitcoin.

Il caso può sembrare poco rilevante, ma crea un precedente importante in USA. Il giudice Teresa Mary Pooler archivia cosi il caso:

"Questa corte non sarà esperta in Economia e Finanza, ma mi sembra evidente che i Bitcoin hanno ancora molta strada da fare prima di poter essere considerati denaro vero".

 

Svelato il mistero del creatore di Bitcoin

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Craigh Wright, il vero creatore dei Bitcoin

L'altro motivo per cui si è tornato a parlare di Bitcoin riguarda il suo inventore, quello che tutti credevano essere il misterioso Satoshi Nakamoto.

Niente di più falso visto che il vero creatore della moneta virtuale è risultato essere, dopo anni di ipotesi e congetture, l'imprenditore australiano Craigh Wright, che di recente si è svelato alla BBC.

Una scelta quasi forzata dopo che per anni in molti sono stati sulle sue tracce. L'uomo ha deciso ad un certo punto di svelare la sua identità semplicemente per non sentire di essere costantemente pedinato o sotto controllo. Ha infatti dichiarato in una intervista:

"Non voglio la fama e non voglio il denaro. Avrei preferito non dover svelare il mio volto"

"ma in un certo senzo sono stato forzato a farlo. Spero solo che ora mi lascino in pace e possa tornare al mio lavoro".

Una possibilità piuttosto remota a nostro avviso vista la diffusione ormai capillare di Bitcoin. Ne risultano più di 15 milioni in circolazione e il valore di ogni singolo bitcoin è superiore ai 400 dollari.

 

Il Caso del giocatore di Poker

Un giocatore di poker diventa milionario senza fare nulla mentre migliaia di persone impazziscono per il fenomeno Bitcoin fingendo di non vedere la condanna (quasi) unanime delle autorità finanziarie globali ad una bolla destinata a far discutere.

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Su Switch Poker si è consumato uno dei primi casi di bitcoin e poker online

Secondo una delle leggende che ha entusiasmando la Rete, un portavoce della room Switch Poker avrebbe gettato in pasto ai media una delle storie più avvincenti tra quelle che legano Bitcoin al poker: un suo giocatore della room, infatti, si sarebbe improvvisamente scoperto milionario grazie ad un “intelligente” modo di conservare le sue vincite ai tavoli di gioco.

Dopo aver messo da parte una cifra vicina a 150.000€ nel proprio conto, il player in questione – che, come comprenderete, ha chiesto ed ottenuto la garanzia dell’anonimato – avrebbe deciso di mettere al sicuro i propri profitti prima convertendoli in Bitcoin e poi “dimenticandoli” nel proprio account per un anno.

Quasi ci si potesse veramente dimenticare di aver 150.000€ depositati da qualche parte – a meno di non essere il tesoriere di un partito politico, s’intende -, il rappresentante di Switch Poker avrebbe anche provato a giustificare la cosa spiegando come sia successo tutto “per inerzia”.

“Il giocatore li ha sempre lasciati lì non sapendo bene che farci…ed ora, con il nuovo prezzo dei Bitcoin, si trova con 1.2 milioni di Euro in tasca. Non male!”

 

Che cosa è Bitcoin?

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Diventare ricchi con Bitcoin è facilissimo: basta non far nulla.

Nonostante le migliaia di definizioni improvvisate che potreste trovare in giro per la Rete in questo periodo di Bit-Boom, il modo più onesto per definire Bitcoin potrebbe essere quello di presentarla come una moneta globale pensata per Internet, non controllata/regolata da alcuna banca centrale e che non ha bisogno di banche per esistere.

La reporter di TheVerge Adrianne Jeffries, invitata ad una conferenza sul tema qualche anno fa, definì Bitcoin come la più anarchica delle monete in circolazione e, considerata l’assenza di istituzioni o regolatori a determinarne l’andamento, è lecito ritenere che l’anarchismo di fondo di Bitcoin debba necessariamente esser preso in considerazione nel momento in cui si cerca di capire con chi si prova ad avere a che fare.

Qualcuno, poi, ama anche considerare Bitcoin come una moneta completamente anonima – una sorta di “contante virtuale” in grado di passare di mano in mano senza lasciare alcuna traccia e quindi ideale per transazioni non troppo lecite. E questo, come vedremo più avanti con degli esempi concreti, non è vero.

Agli amanti della storia informatica, infine, raccontiamo anche come l’algoritmo (completamente open source) che governa il funzionamento di Bitcoin sia stato creato nel 2009 da Satoshi Nakamoto, pseudonimo giapponesiggiante di un ancora oggi anonimo developer scomparso dalla Rete nel 2011 e che i reporter di mezzo mondo continuano a cercare senza successo ormai da anni.

 

[Teoria] Come funziona Bitcoin: tra Torrent e Snake

Ammesso che riusciate a digerire facilmente l’idea di una moneta virtuale-globale che vi costa soldi (veri) e vi restituisce in cambio dei numeri (virtuali) mentre si fregia di esser governata dall’anarchia (…), la chiave per riuscire a capire il concetto che si nasconde dietro al suo nome è quella di capirne il reale funzionamento.

Che non sarà facile, è vero. Ma non è neppure completamente impossibile da almeno mettere a fuoco.

Uno degli esempi più quotati per riuscire a spiegare Bitcoin a chi non la conosce, è quello di una rete Torrent delocalizzata che opera attraverso i sistemi degli utenti anziché da/per un grande server centrale.

Una rete in cui, ogni volta che qualcuno si “aggiunge” ne diventa subito parte integrante contribuendo alla sua crescita e rendendone pressoché impossibile la chiusura – visto che per porre la parola fine su una rete simile, bisognerebbe metterla anche su tutti i suoi utenti.

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Come funziona Bitcoin? Un po'come snake, il giochino del Nokia

Allo stesso modo, gli utenti che vogliono utilizzare Bitcoin devono scaricare nel proprio computer un piccolo programma che serve tanto a connetterli alla Rete quanto a renderli parte di essa rendendoli automaticamente “nodi” di un’architettura complessa necessaria per il funzionamento della moneta.

I Bitcoin, infatti, sono generati secondo precisi principi matematici ogni volta che i computer connessi alla rete Bitcoin riescono a risolvere degli specifici e complessi calcoli matematici. La matematica alla base del sistema Bitcoin è stata programmata in modo da rendere la risoluzione dei calcoli funzionali alla creazione dei Bitcoin progressivamente più complessa facendo quindi in modo che la nuova valuta funzioni un po’come un gigantesco serpentone à la Snake, il mitico gioco tanto amato dai possessori di telefonini Nokia.

Matematica a parte, chi ha pensato ed è riuscito a rendere possibile il concetto di Bitcoin, ha anche provato a creare delle misure specifiche per evitare alcuni problemi tipici delle valute classiche come quello della loro svalutazione – possibile per diversi motivi come, ad esempio, la periodica iniezione di “nuovo” contante nel sistema.

Grazie al suo basarsi esclusivamente sulla matematica, all’assenza di un qualsiasi tipo di istituzione di controllo e governo e – soprattutto – per via del fatto che il numero massimo di Bitcoin in circolazione sia stato da principio fissato a quota 21 milioni, Bitcoin riesce infatti a minimizzare i rischi di svalutazione a cui sono esposte le valute che siamo abituati a conoscere.

Il trasferimento e la creazione di Bitcoin attraverso il processo del mining (ci torneremo) sono monitorati dall’intera rete attraverso un immenso file log condiviso tra i suoi utenti che contiene all’interno i dettagli di tutte le transazioni mai effettuate in Bitcoin - dalla prima all’ultima.

 

Perché Bitcoin non è anonimo?

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Bitcoin anonimo? Ma nemmeno per sogno!

Il fatto che tutte le transazioni effettuate in Bitcoin siano registrate all’interno di un unico file log condiviso tra tutti gli utenti significa che la tanto acclamata anonimità del sistema potrebbe non essere così evidente come qualcuno vorrebbe far credere.

Chiunque, infatti, ha la possibilità di controllare bilancio e transazioni di qualsiasi indirizzo Bitcoin –che gli utenti usano per i loro traasferimenti -. Anche se va detto che per riuscire a collegare uno specifico indirizzo ad una persona è necessario che sia questa, in primo luogo, ad associare la propria identità ad uno specifico indirizzo Bitcoin.

In termini più concreti, questo significa che qualora un utente A dovesse comunicare di essere il padrone dell’indirizzo x ad un utente B, questi sarebbe in grado di scoprire tutte le transazioni mai effettuate da A in Bitcoin accedendo al log condiviso.

Per ovviare a questo problema, Bitcoin offre ai suoi utenti la possibilità di creare infiniti indirizzi (suggerendo anche di usarne uno nuovo ad ogni pagamento) o di accedere alla rete utilizzando strumenti come Tor che cancellano la tracciabilità delle connessioni nascondendo gli indirizzi IP utilizzati.

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