Titanbet, AAMS, la Chiesa ed i Rischi del Gioco

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Intervista esclusiva a Raphael Naccache, direttore marketing di Titan Bet per capire meglio il mondo del gioco in Italia. E chiudere anche qualche polemica.

Nato nel 1960 attorno alle scommesse ippiche, il marchio GiocaLive è approdato al XIesimo secolo confermandosi una delle offerte più solide di questo mondo a metà tra realtà e virtuale. Nella quale non mancano i pericoli, non nascosti da Naccache, ma anche vantaggi, spesso censurati da un’ eccessiva dose di moralismo.

Eppure anche la Chiesa merita il ruolo di sentinella morale, accanto al prezioso lavoro di Aams che sta attuando solide politiche di prevenzione e tutela. Ma sarebbe inutile ridurre il gioco a una dipendenza come le sigarette, quindi nessuna censura sulla terra libera del web, forse un occhio di riguardo in più in Tv e negli organi di stampa.

I casino terrestri non scompariranno anche se volano sul web Titanbet e gli altri siti di gioco perché guadagnano così tanto che aiuteranno il Paese…

Titanbet poco più di un mese fa è approdata  al tavolo verde del poker: è già possibile fare un bilancio? Positivo o negativo?

Devo ammettere che tirando le somme dei primi due mesi di attività il mio primo bilancio è davvero positivo.

Elaboro, io lavoro con il marchio Titan dalla sua nascita; da quando se ne impose il nome, fino al giorno in cui abbiamo deciso di girare la chiave, spegnere tutto, e aspettare che l’iter della licenza fosse completo per dare avvio ad un nuovo start up.

Ad oggi devo dire che abbiamo avuto un (nuovo) inizio davvero scoppiettante, i vecchi giocatori ci hanno dimostrato un attaccamento straordinario nonostante i mesi di silenzio che hanno preceduto la licenza, mentre i nuovi registrati si direbbero soddisfatti delle nostre strategie e ci ripagano scegliendo noi in un mercato in cui di certo non manca l’offerta.

Gioco d’azzardo: miliardi di euro e miliardi  di critiche. Come si pone un nuovo colosso tra guadagni e aspetti negativi del gioco?

Non vorrei parafrasare i milioni di frasi fatte che si sono spesi in fase di regolamentazione nazionale, il gioco d’azzardo come ogni altro “passatempo”, tende a trasformarsi in vizio quando dall’uso si passa all’abuso.

Avendo poi una diretta relazione con vita familiare e benessere finanziario l’equazione è semplice da completare.

Ora, restringendo il campo al mondo del poker, bisogna ammettere che la categoria skill game offre una variante ad intensità variabile d’azzardo, data non tanto dalla presenza del talento (una mano posso vincerla anche senza nessun punto in mano), ma in particolare dalle modalità di gioco, specialmente nella variante a torneo, che permettono in effetti un gioco di basso profilo alle stesse condizioni d’entusiasmo di quello ad alto.

Devo ammettere che gli interventi di AAMS per promuovere un  “gioco responsabile” sono stati in piena linea con questa riflessione, questi, oltre ad imporre un controllo profondo su ogni nostra attività, mettono in campo anche una serie di strumenti piuttosto efficaci per l’autocontrollo delle attività di gioco da parte dei giocatori.

Anche la Chiesa attacca duramente il gioco. Il Cardinale Bagnasco  ha definito il gioco d'azzardo “ una nuova droga da cui bisogna guardarsi con grande determinazione e consapevolezza'' e rispetto alla quale le istituzioni devono intervenire a tutti i livelli su questa piaga che corrompe il modo di pensare e quindi i costumi''. Come commentate queste affermazioni?

Date a Cesare quel che è di Cesare, e a Dio quel che è di Dio. 

Mentre AAMS come estensione del governo nazionale regolamentava il fenomeno nazionale di gioco col triplice scopo di proteggere i cittadini, evitare deflussi extra nazionali di moneta e dare vita ad un regime di tassazione per noi licenze, non mi stupisce che la posizione della Chiesa abbia messo l’accento sugli aspetti morali e soprattutto sui pericoli che il gioco comporta a livello umano e familiare.

È un fatto che l’offerta di gioco si sia moltiplicata in modo esponenziale negli ultimi anni, regolata è vero, ma ciò non toglie che rappresenti sempre una linea di confine da monitorare costantemente.

Lasciamo quindi agli enti religiosi il loro scopo di sentinelle morali, anche quando i toni possono apparire a noi laici, di grave serietà.

Dichiarazioni basate sui numeri invece quelle del Cnr. Di recente il Centro Ricerche ha lanciato un grido d’allarme verso la dipendenza, la crisi delle famiglie e verso i giovani sempre più attratti dal gioco. Ai numeri come si risponde?

Ripeto, il gioco in qualunque sua forma, misura o entità rappresenta un fenomeno, o aspetto della società che merita una profonda attenzione e un eccezionale controllo. Il pericolo esiste, ed è di fronte ad ognuno di noi.

D’altra parte vorrei vedere anche i numeri dell’altro lato della medaglia, ovvero quante persone grazie al poker hanno un lavoro, mantengono le loro famiglie o sviluppano altri asset in un contesto in cui l’Italia soffre una dichiarata crisi economica.

Credo inoltre che il fenomeno del gioco online stia di fatto aiutando l’Italia nel passaggio alla fase digitale, ma quest’argomento merita tutta un attenzione a sé.

Tornando alla Chiesa, Avvenire ha chiesto di eliminare la pubblicità sul gioco d’azzardo o renderla scoraggiante come quella sui pacchetti di sigarette. Giusto o sbagliato, ma soprattutto è utile?

Io metterei al bando la cartellonistica, per la TV imporrei delle fasce orarie protette e aggiungerei una nota al codice deontologico dei giornali per esser certi che il gioco non faccia nemmeno capolino dove l’utenza sia a rischio.

Il web lo lascerei libero da costrizioni, perchè il web è sinonimo di libertà, e poi comunque non funzionerebbero. Sono contrario all’idea di renderla scoraggiante.

Fumare ha un effetto nocivo a prescindere dalle quantità, il gioco per la gran parte dei suoi fruitori è semplicemente un piacevole passatempo.

Con l’avvento dei casino online e dello sbarco di colossi proprio come Titanbet, che fine faranno i casino terrestri? I numeri per Venezia e Sanremo sono preoccupanti… una vittoria per le room?

Allo stato attuale i casino fisici non sono ancora a rischio estinzione. Il poker online anzi ne fa un largo uso interno, mentre per i casino online, beh, quello che viene offerto al momento è ancora acerbo rispetto alle vere richieste del mercato. 

Vedremo nel prossimo futuro.

Infine le tasse. Preoccupati o fiduciosi per il decreto Milleproroghe? Italia sotto accusa per la doppia tassazione, giocatori e concessionari non ci stanno, voi cosa ne pensate?

Credo ci siano margini giusti, e la tassazione di fatto colpisce solo noi operatori.

Le dico il vero, a rischio di sembrare impopolare, guadagniamo abbastanza, credo sia corretto che una parte di questi introiti venga utilizzato  per gli interessi comuni del Paese.

Purché naturalmente questo avvenga nel modo giusto, cosa che fortunatamente non sta a me giudicare.

Articolo di: L.C.

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