Tilt – Quando un giocatore chiama senza pensare (Pt. 2)

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Il Tilt è una delle problematiche più comuni per un giocatore di poker. Nella seconda parte di questa serie scopriremo in primo luogo qual è la motivazione per la quale i giocatori di poker vanno in tilt.

[Leggi anche - Tilt: Quando i giocatori fanno snap]

Subito dopo daremo uno sguardo alle differenti forme di tilt e come tentare di gestirle. La maggior parte dei giocatori associano al tilt i seguenti eventi: una lunga serie di risultati negativi o una bad beat, la perdita di controllo del proprio gioco. Tutto questo porta a giocare troppo loose (aperti, aggressivi) perché non si hanno le idee chiare.

Bisogna dire che il tilt è un problema generale e significa principalmente che il giocatore non è più in grado di giocare ai suoi livelli normali.

Ci sono molti fattori che possono far scattare un tilt – fortuna, sfortuna, fatica, abbattimento, euforia e tutti questi possono derivare anche da stimolazioni esterne.

Tutti questi fattori emozionali possono essere responsabili dell'incapacità di un giocatore di mantenere un gioco “razionale” piuttosto che giocare in modo “emotivo.”

Esistono ragioni individuali che possono portare al tilt di un giocatore, inoltre sono da considerare vari gradi di tilt. Esiste in ogni caso un aspetto che tutti i giocatori hanno in comune: infatti ogni giocatore può incorrere in questa problematica. Alcuni giocatori più di altri, ma questo aspetto riguarda realmente tutti.

 

Diamo uno sguardo a esempi di possibile tilt

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Al giocatore A non piace il giocatore B. Le ragioni non sono di fondamentale importanza in questo caso. Il giocatore A decide che sia il momento di mostrare al giocatore B chi sia il migliore. Inizia a giocare con mani deboli e in modo troppo aggressivo.

Il giocatore C sta provando a giocare a livelli più alti. In questo caso lo stress aumenta in modo sostanziale. Questo lo fa giocare pensando troppo al proprio stack (e ai propri soldi) e di conseguenza non gioca in modo razionale. Il suo approccio al gioco è più conservativo di quello che sarebbe normalmente e gioca in modo troppo passivo.

Il giocatore D si è divertito nel corso della notte. Torna a casa tardi e si sente di ottimo umore. Apre il client di poker che usa normalmente e inizia a giocare. Dato il suo “buon umore” gioca troppe mani e non presta sufficiente attenzione prendendo decisioni troppo arrischiate.

Questi sono solo alcuni esempi nei quali le emozioni influenzano il gioco. Anche le bad beat e la perdita di vari piatti sono aspetti che possono fortemente influenzare il gioco.

 

La perdita del proprio stile di gioco

andare in tilt

L'aspetto importante riguarda la comprensione di quando e perché si tenda a perdere il proprio stile di gioco. La comprensione di questo aspetto è il primo passo per riuscire a migliorare. Si tratta di un ragionamento che è possibile applicare a molti aspetti della vita e il tilt non è da considerarsi un'eccezione in questo senso.

Non è importante a quale livello si stia giocando, se si è giocatori ambiziosi è necessario prendere delle decisioni razionali e basate sul ragionamento.

Maggiori saranno le emozioni che influenzeranno il vostro gioco, maggiori saranno le possibilità che le vostre decisioni si allontanino dalla razionalità.

Ci sono giocatori che perdono completamente il controllo riguardo al loro processo decisionale a livello mentale. Questo li porta a essere guidati completamente dalle emozioni.

Giocare in questo modo potrebbe costare molto e avere conseguenze terribili sul proprio bankroll. È importante comprendere quando e come si entri in tilt, visto che esistono differenti modalità che contraddistinguono questo aspetto particolare del poker.

Nel prossimo articolo analizzeremo due aspetti fondamentali del tilt: loose-aggressive (molto aggressivo) vs tight-passive (molto conservativo) e fancy play (troppo creativo) vs ABC poker (troppo basilare). 

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