Theo Jorgensen sulle sponsorizzazioni: “PokerStars ha fatto una mossa molto furba”

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Due giorni dopo la "Battaglia del Secolo" tra Floyd Mayweather e Manny Pacquiao, e più di sei anni dopo la spettacolare sfida tra Theo Jorgensen e Gus Hansen, abbiamo incontrato proprio il buon Theo al Monaco Bay Resort.

Abbiamo parlato con lui di pugilato, ovviamente del poker in Danimarka e di come stia cambiando il sistema di sponsorizzazioni dei giocatori Pro di Pokerstars.

 

P: Un paio di giorni fa hai twittato "non vedo l'ora" a riguardo del match di pugilato.

TJ: Sì, sono diventato un grande fan della boxe dopo la mia sfida con Gus, quando ho visto e capito quanto sia incredibilmente duro questo sport.

Grazie a quel match ho anche incontrato un paio di persone del mondo del pugilato e mi sono fatto davvero coinvolgere.

Quindi, ho detto che non avrei perso la battaglia [Mayweather vs. Pacquiao] per nulla al mondo. Poi però mi sono addormentato e l'ho persa lo stesso.  Ero stanco morto, non avevo la forza di volontà per rimanere sveglio. Sono stato un mollaccione.

 

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PL: La boxe non era più interessante quando in America c'erano ancora i pesi massimi? Ormai c'è solo Klitschko.

TJ: Be', non mi aspetto di vedere un nuovo Muhammad Ali, ma un altro Mike Tyson perché no. Qualcuno alla fine arriverà.

Inoltre, Mayweather non sarà il tizio più empatico al mondo, ma amo la sua aperta arroganza. Ha portato l'arroganza dei soldi al suo estremo. È come se volesse che il mondo lo odi. Ed è bravissimo in questo.

 

PL: Cambiando argomento, vorresti fare parte del Team Danimarca al prossimo Global Poker Masters?

TJ: Non vedo perché no. Sì, ci andrei.

 

PL: Secondo te il poker può essere un evento a squadre?

TJ: Non so. Ha del potenziale, ma sarà dura. Direi che non è sicuramente il mio campo.  

 

PL: E nel poker cash game live, qual è il tuo campo?

TJ: Di solito gioco il €50/€100 e il €100/€200. Una volta siamo saliti al €200/€400, ma non giocherei a livelli molto più alti.

Al €400/€800 non sarei a mio agio, sarebbe un livello leggermente più alto di quanto considero adeguato.

Ho giocato il €400/€800 ed è una partita in cui non puoi semplicemente fare un altro buy-in e poi un altro ancora, se le cose vanno male. Questo è il mio limite.

 

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PL: Nella prossima stagione l'EPT sarà a Dublino e in una di queste città: Vienna, Berlino o Amsterdam.

TJ: Mi andrebbero bene tutte. Mi piacciono tutte e tre. Ci sono altre città dove non andrei. Tipo Dortmund.

 

PL: Un'ex tappa tedesca all'EPT che non si è fatta molti amici. Ad ogni modo, anche Copenaghen non fa più parte del programma.

TJ: Per anni il cash game non è praticamente esistito a Copenaghen. Strano, perché purché si giochi in un casinò, il poker è legale in Danimarca.

Il problema principale è che non abbiamo abbastanza persone disposte a giocare oltre il €5/€10. La cosa è fastidiosa.

 

PL: PokerStars ha cambiato molto il suo sistema di Team Pro. Pensi che ne farai ancora parte dopo l'estate?

TJ: So che ci sarò ancora in autunno, dato che il mio contratto scade a gennaio.

 

PL: In ogni caso, il concetto di Team Pro è cambiato: prima c'erano ex campioni WSOP, oggi celebrità. Hanno lasciato andare Greg Raymer, e invece abbiamo Rafa Nadal, che non fa parte del team per le sue qualità pokeristiche.

TJ: Vero, sono d'accordo. Ma se la guardi dall'esterno, PokerStars ha fatto una mossa molto furba.

Il motivo è che tutti quelli che conoscono Greg Raymer hanno già un account su PokerStars, ma la maggior parte di chi conosce Raphael Nadal no.

 

PL: Felix Stephensen, secondo al Main Event WSOP, sta avendo problemi con il Fisco norvegese. Che succederebbe se vincessi così tanti soldi?

TJ: Finché si tratta di vincere all'interno dell'Unione Europea, non ci sarebbero tasse, dato che le vincite da gioco non sono tassabili.

Dato che il poker è considerato gambling, non importa che tu vinca alle slot o a poker.

Ma se vincessi cinque milioni alle WSOP, sarei tassato circa al 65% dalle autorità danesi. Ecco perché non gioco molto alle WSOP, Main Event a parte. Anzi non dovrei giocare proprio.

Ma il fatto è che sarà stupido dal punto di vista finanziario, ma sarebbe bellissimo avere 60 amici seduti dietro di te a fare il tifo mentre gioco il final table. Ne varrebbe la pena.

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