Te lo leggo in faccia – Johnny Lodden contro Andrew Pantling

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I professionisti del poker basano le loro decisioni sugli schemi di puntata e la composizione del board, ma anche sulla storia di un giocatore.

A volte queste conoscenze possono far risparmiare parecchie chip al tavolo. Il Grand Final dell'EPT 2013 è passato alla storia per il “miglior tavolo finale di sempre”.

Questo è successo per una buona ragione, visto che gli ultimi 8 dei 531 giocatori iscritti al torneo fecero registrare nomi come Grant Levy, Jason Mercier, Noah Schwartz, Jake Cody, Daniel Negreanu, Johnny Lodden, Andrew Pantling, e il futuro vincitore Steve O’Dwyer.

Nella nostra serie dedicata al modo in cui i professionisti leggono i propri avversari per ponderare le loro decisioni, daremo uno sguardo ad una mano nella quale si sono scontrati Johnny Lodden e Andrew Pantling.

Guarda il video sottostante per scoprire esattamente come si è svolta la mano in tempo reale.

PL: In questa mano rilanci da early position con una coppia di jack, e Andrew Pantling chiama dal bottone.

JL: La prima cosa da dire è che giocare contro Andrew Pantling è realmente complicato, visto che gioca così tante mani, e spesso pre-flop chiama semplicemente.

Comunque lui potrebbe chiamare con qualsiasi tipo di mano, per esempio suited connector, ma potrebbe anche avere A-Q o addirittura A-K.

Sono contento del flop 3-6-K e continuo. Lui chiama, ora è realmente difficile pensare che abbia una mano particolarmente debole.

Potrebbe avere però in mano carte come 6-7 o 6-9 suitted. Probabilmente ha un sei, ma esiste la possibilità che abbia giocato anche mani come K-J o K-Q.

PL: Il turn vi vede fare check-check, e poi al river arriva un asso.

JL: Al river, pensavo avesse un sei. Se avesse avuto un re, avrebbe probabilmente effettuato una  value-bet. Credo sia capace di chiamarmi con un sei, nel caso pensi che abbia in mano T-J o T-9.

Non penso abbia in mano un asso. Esco puntando, ma ora è lui a rilanciare. Sembra che abbia in mano A-Q o A-J. Probabilmente non A-K, perché avrebbe puntato al turn. Però comincio a preoccuparmi.

Però è il tipo di persona in grado di fare questa giocata anche con un sei, se pensa che io abbia in mano A-J e cercando di farmi uscire dalla mano.

Successivamente penso, è abbastanza bravo da piazzare un value-raise con una coppia in questa situazion, con una mano come A-Q? Perché la maggior parte dei giocatori non sarebbero in grado di farlo, sarebbero spaventati dalla possibilità che io abbia in mano A-6 o A-3.

Devo dire che in verità ho davvero apprezzato la sua strategia di gioco in questo caso. Rispetto tutti i giocatori in grado di eseguire un value-raise con la mano migliore.

Ho puntato al river semplicemente per trarre delle informazioni. Nel caso avessi fatto check, avrei poi dovuto chiamare la sua puntata. Probabilmente avrebbe messo nel piatto più della mia puntata esplorativa.

Nel momento del suo rilancio capisco esattamente la situazione nella quale mi trovo. Sono poche le mani con le quali avrebbe potuto bluffare.

I Tell rimangono sempre molto importanti

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Andrew Pantling è uno dei giocatori meno "leggibili" in circolazione

PL: Stai basando la tua decisione su un aspetto fisico inerente a Pantling?

JL: No. Si tratta più precisamente di uno schema di puntata e della situazione.

PL: Generalmente presti molta attenzione al linguaggio del corpo e ai tell?

JL: Sì, però maggiormente su giocatori dalla grande esperienza, perché sono loro a regalare maggiori informazioni. Una delle cose sulle quali mi concentro di più è il loro modo di parlare.

Mi ricordo una mano alla quale partecipava Daniel Negreanu. Il flop mostrò 9-6-5, Un board tipico per Daniel. Lui smise istantaneamente di parlare. Dalla sua bocca non uscì più una parola.

Tutti al tavolo pensarono “Daniel, hai incastrato?”, e quanto uscì puntando tutti lasciarono la mano e lui mostrò 7-8. Dopodiché disse, “Ok, basta parlare”.

PL: I tell fisici sono ancora importanti o tutti controllano questo aspetto?

JL: Sono ancora importanti, maggiormente verso la fine dei tornei. In quel momento i giocatori si concentrano maggiormente, e non si continua a cambiare tavolo di continuo.

Cerco di capire il comportamento dei giocatori prestando attenzione per circa due ore, poi spesso do uno sguardo al mio cellulare. Prendo note mentali, ma non scrivo nulla.

PL: Ti capita di fingere dei tell?

JL: Sì, l'ho fatto proprio ieri, e non ha funzionato assolutamente. Il tipo mi ha chiamato in ogni caso. Ho fatto finta di essere nervoso, come se stessi bluffando, quando in realtà stavo bluffando sul serio.

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