Sylvain Loosli: "Affronto il tavolo finale senza pressione"

sylvain loosli

Era dal Main Event WSOP 2009 che un francese (allora fu Antoine Saout) non arrivava al tavolo finale.

 

Prima di tutto, vogliamo chiederti cosa si prova ad arrivare al tavolo finale del Main Event delle WSOP e tutto ciò che ne comporta. Come te la cavi?  

All'inizio pensavo fosse davvero bello. Ricevere tutto quel supporto, quei messaggi, era fantastico. Be', penso ancora che lo sia, ma ora mi sono reso conto di ciò che ho fatto e comincio a sentire un po' di nervosismo. Ma sono molto felice, è bello essere riconosciuti, specialmente per uno come me che gioca principalmente online e che prima di quest'estate era praticamente un signor nessuno.

Chissà che casino a Toulon, dove sei nato.

Eh, un po'! Alcuni giornali locali hanno scritto dei pezzi su di me, mentre ricevevo messaggi da gente che non conosco su Facebook. È bellissimo.

Suppongo che tu abbia già iniziato a studiare i tuoi prossimi avversari. Quale sarà il tuo approccio?

Certamente. Per lo più guardo vari filmati del Main Event o dei precedenti tornei a cui hanno giocato. Dato che ci saranno molti volti noti, come per esempio JC Tran, non è difficile trovare materiale su cui lavorare.

Secondo te quali sono i giocatori più forti?

Difficile da dire, penso che in generale sarà un tavolo durissimo. Sono tutti bravi, non puoi permetterti di sbagliare. Penso che JC Tran abbia un vantaggio, anche perché ha più chip di tutti. Lehavot, pure, è un giocatore molto solido che non concederà nulla. Il canadese, McLaughlin, è altrettanto bravo, ci ho giocato contro.

Hai avuto modo di parlare con Antoine Saout, che ha partecipato al final table del Main Event 2009?

Sì, certo! L'ho visto proprio dopo il Main Event, siamo andati a bere qualcosa con altri giocatori francesi. Abbiamo parlato e lui mi ha raccontato di come aveva affrontato il tavolo finale. Ha cercato di comportarsi nel modo più rilassato possibile, senza pressioni, limitandosi a fare il suo gioco. Mi sembra un'ottima idea, anche perché quasi vinceva.

Per me è molto interessante condividere la sua esperienza. Ora avrò del tempo libero, prima del final table, e lo userò per lavorare sul mio gioco e studiare i miei avversari. Potrei anche parlare con ElkY, che conosce molto bene questi giocatori, in particolare JC Tran, dato che ci ha giocato contro.

Prima delle WSOP sei arrivato 24° all'EPT Deauville 2011, ma in realtà non giochi molti tornei, vero?

No, vero. Ho partecipato a due EPT quest'anno, Deauville e Londra. Non ho giocato molto bene. Non ero proprio concentrato. Ma è vero che non faccio molti tornei, sono più un tipo da cash game. Però mi divertono, amo la competizione. E ogni tanto cambiare fa bene.

Perché hai deciso di unirti a Winamax? Hai parlato con altri membri del team?

L'ho fatto perché conoscevo già alcuni giocatori, alcuni sono pure amici miei. In più il mio compagno di stanza è Guillaume de la Gorce, che faceva parte del team Winamax. Conoscevo molti giocatori che hanno fatto parte del team e sapevo che l'atmosfera era positiva. Per non parlare del fatto che il team ha giocato benissimo negli ultimi due anni. Hanno fatto un ottimo lavoro, grazie soprattutto a Stéphane Matheu: c'è un allenatore, un mental coach. Fanno di tutto per aiutare il team a migliorare.

Una scelta piuttosto logica, dopo tutto. Cosa ne pensi dei soldi che potresti vincere? Roba che ti cambia la vita, vero?

Penso che potrebbero cambiare molte cose, ma non ho ancora fatto progetti. Non voglio pensarci troppo, preferisco rimanere concentrato sul tavolo finale.

Probabilmente investirò dei soldi e magari mi comprerò un appartamentino a Londra. Ovviamente, se finissi tra i migliori 3 o dovessi vincere, allora probabilmente cercherei di giocare a livelli più alti, fare qualche high roller e lavorare per migliorare ancor di più il mio gioco.

È anche per questo che ho scelto Winamax: voglio continuare a giocare tornei e vincere titoli, perché è una cosa eccitante. Probabilmente giocherò a livelli più alti anche online. Un sacco di nuve sfide!

Può dirci qualcosa di Sylvain Loosli al di fuori del poker? Passioni, hobby?

Per lo più sport! Gioco a tennis, corro, nuoto e quando riesco faccio surf e snowboard. L'ho imparato qualche anno fa, perciò quando posso lo pratico.

A parte questo, sono un tipo piuttosto calmo, non c'è niente di folle in me, come invece capita ad altri giocatori che amano fare festa e spendere un sacco di soldi la sera. Mi capita, di tanto in tanto, ma non molto spesso.

Ho letto che hai passato un anno a Lubiana, quando eri studente, e che è là che hai iniziato a studiare davvero il poker…

In parte, sì.

Non avevi proprio altro da fare da quelle parti?

Oh no, in realtà è una città stupenda, bellissima! Inoltre, da studente Erasmus, ho passato molto tempo a divertirmi e a viaggiare per l'Europa dell'est. Perciò non avevo tempo per annoiarmi, ad essere sinceri. Ma sì, ho iniziato a 'grindare' lì, e poi ho continuato a giocare sempre di più fino alla fine degli studi.

Ultima domanda: da giocatore online che ora gioca live, secondo te qual è la parte più difficile di questa transizione?

Principalmente imparare come gestire lo stress e la pressione. Quando ti siedi al tavolo con giocatori fortissimi, sai che il più piccolo errore, il più minuscolo tell, ti costerà caro. Questa è la mia sfida più grande: essere talmente fiducioso del mio gioco da non lasciar trapelare nulla. Voglio dimenticarmi del contesto e giocare al mio meglio.

 

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