Strategia nei Tornei Multitavolo da 3.000 Giocatori
I giocatori vincenti sono soliti dimostrare la propria abilità senza troppe difficoltà anche in questi contesti.
Approccio Prudente
"Solo perché puoi farlo, non vuol dire che devi farlo". Chissà quanti padri hanno dato questo consiglio ai propri figli e quante persone hanno poi scoperto che il proprio vecchio non aveva poi tutti i torti.
Solo perché è possibile scommettere forte e rischiare in un torneo, non è detto che si sia costretti a farlo.
Quando si ha un M (con M intendiamo il rapporto tra la quantità di denaro nelle proprie mani in quel momento e il totale di bui e puntate iniziali sul piatto) di 20 o maggiore non è necessario rischiare molto. Con questo livello di M si potrà giocare del "vero poker", come qualcuno tende a chiamarlo.
In altre parole si può giocare, rilanciare, chiamare e lasciare in quasi tutte le situazioni a seconda della propria strategia per tornei di poker. Ma il fatto che nulla ci forzi a rischiare non significa che non sia possibile farlo nelle situazioni più propizie.
È in questa fase iniziale del torneo che è necessario adottare una strategia molto prudente, evitando di prendere rischi non necessari. Vi sono dei professionisti che sconsigliano addirittura di andare all-in anche con un M superiore a 100, anche senza prendere in considerazione il potenziale della propria mano.
La loro considerazione è che, anche avendo un 80% di probabilità di vittoria, tutto questo non vale l'intero torneo, soprattutto quando lasciando quella mano che ci sembra tanto propizia è possibile attendere tranquillamente una situazione meno rischiosa. Questo spiega perché alcuni professionisti lasceranno una mano pur avendo AA quando giocano le prime fasi di un Main Event e qualcuno li forza con un all-in.
In realtà occorre accettare e rifiutare questa filosofia al tempo stesso. Sicuramente le proprie chip sono i propri "punti vita" durante il torneo: occorre proteggerle ad ogni costo. Senza chip non ci sarebbe alcun torneo.
Se siete di gran lunga i giocatori più abili al vostro tavolo ha senso passare in queste situazioni. Riuscire a mantenere uno stack alto e costante mentre affrontate altri 9 giocatori meno smaliziati di voi andrà sicuramente a vostro vantaggio in qualsiasi situazione.
Ma se il contesto è diverso, quello che desiderate è riuscire a portare a casa i piatti più importanti quando le opportunità sono più alte. Il consiglio migliore per un approccio prudente è di evitare le mani molto appetitose quando si ha solo il 50% o meno di possibilità di successo.
Una volta che M si abbassa le classiche possibilità di chiamare, rilanciare e lasciare tranquillamente non saranno più disponibili. Quando M si attesta sul 6, ad esempio, non bisogna pensare di star giocando per il piatto, ma per far sopravvivere o meno il proprio stack.
"Buttati e prega"
Le ultime fasi di un torneo, specialmente di un torneo online, si riducono spesso in una catena di all-in. Non fatevi ingannare: i giocatori più abili utilizzano un metodo anche in queste situazioni.
Per prima cosa, come afferma Dan Harrington nei suoi libri, è meglio affrontare il rischio per mantenere M sopra il 20, che affrontarlo in seguito per riportalo a quel livello.
Il tempismo è quasi sempre più importante delle mani precedenti. Dal momento in cui non c'è modo di sapere se le mani successive saranno migliori o peggiori, le uniche cose che contano nel momento in cui occorre prendere una decisione sono il tempismo e i bui.
Essere il primo a scommettere è sempre meglio di essere il primo a chiamare. Ad esempio:
vi trovate in una situazione con M=6 e state aspettando una mano per lanciarvi in un all-in. Vedete K
Q
, mentre il vostro avversario, con M=5, vede A
6
.
Se andrete all-in prima del vostro avversario, è probabile che lascerà. Ma se lui agisce prima che voi abbiate riempito il piatto, la probabilità che vada all-in sarà molto maggiore.
In poche parole il "primo a mostrare i muscoli", come lo definisce Harrington, determina molto spesso il risultato delle decisioni prese da ogni giocatore.
Se non siete in una situazione che vi permette di agire in questo modo, cercate di scegliere il momento migliore e l'avversario migliore per giocare i vostri "punti vita" più importanti. Occorre affrontare i giocatori che amano il rischio e non quelli più timidi. Perdere una mano col giocatore con lo stack più basso significherà rimanere con M=2 o qualcosa di simile, che è praticamente come abbandonare il tavolo.
Spesso ha senso semplicemente massimizzare il proprio profitto. Vincere un altro paio di punti M può sembrare insignificante a volte, ma con i bui e i piatti iniziali che aumentano, per non dire i piatti in sé, è una cosa che alla fine può fare la differenza tra vittoria e sconfitta.
Il Bubble
Innanzi tutto, bisogna sempre giocare per vincere, la quantità di persone che vanno a premio non deve avere alcuna importanza per voi. Il vostro stile di gioco deve portarvi direttamente al tavolo finale.
Detto questo, quasi tutti i giocatori dei tornei più grandi sono certamente influenzati dal "bubble", cioè, appunto, dalla volontà di non voler arrivare undicesimi in un torneo in cui solo dieci si affrontano nel tavolo finale. Questo influenza il modo in cui si giocano le mano e quindi il modo in cui si comportano gli altri giocatori.
Poiché la gran parte dei giocatori giocano per portare a casa più denaro possibile, nel momento in cui si dovrà definire il nostro famoso undicesimo giocatore è probabile che pochi vorranno correre rischi. Questo costringe a sacrificare un numero maggiore di bui e a lasciare in molte situazioni.
Osservate attentamente quali giocatori sono comunque propensi a rischiare anche nel momento "bubble". Bersagliateli e cercate di accrescere il vostro stack. Se un altro giocatore adotta la vostra stessa tattica state attenti, potreste gonfiare eccessivamente i piatti e rischiare entrambi più di quanto avevate pianificato.
Una cosa importantissima: molti giocatori corti di stack, che sono in modalità "buttati" o "bubble", saranno spinti ad affrontare qualsiasi rialzo se hanno in mano delle carte decenti. Preferiranno rischiare sul piatto che essere dissanguati dai bui. I giocatori che adottano queste modalità devono essere sempre affrontati con prudenza.
Conclusioni
Come potete notare non si è accennato in alcun modo al tavolo finale. Il problema di dare suggerimenti sul tavolo finale è che tutto dipende moltissimo dalla situazione. I bui, gli stack, i giocatori, la fase di gioco e molti altri fattori - come il fatto che si tratti o meno di un evento ripreso in tv - sono tutti elementi determinanti. Le varianti sono troppe per poter dare delle certezze ai giocatori su come affrontare il tavolo finale.
L'obiettivo di questo articolo era quello di farvi raggiungere con maggior tranquillità le fasi finali di un torneo. Speriamo di incontrarci nuovamente in uno di questi tavoli in cui si affrontano solo i giocatori migliori!
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