ESCLUSIVO: Ecco Chi Sta per Comprare Full Tilt Poker!

i due Tapie

Politica, scandali e carcere. Oggi vi spieghiamo qualcosa sulla famiglia che si prepara a mettere le mani su Full Tilt Poker: la famiglia Tapie.

Mentre da una parte dell’Oceano gli occhi restano puntati sulle decisioni del Dipartimento di Giustizia Americano e sulle conseguenze dell’udienza londinese che ha visto Full Tilt discutere del suo futuro davanti all’ AGCC, la partita più interessante sul destino della sala la si sta giocando senza dubbio nelle stanze dell’alta finanza parigina.

Nonostante non siano pochi quelli ad aver deciso di abbandonare al proprio destino una nave apparentemente destinata ad affondare, sembra che le recenti voci di schemi, frodi e milioni di dollari sottratti agli ex giocatori della sala non siano riusciti a far scomparire l’interesse di una cordata francese pronta a rilevare il marchio di FT e cominciare la titanica impresa di riportarlo ai livelli di solo cinque mesi fa.

Tutte le parti coinvolte nell’affare aspettano dunque con ansia la decisione finale dell’AGCC e, qualora questa non dovesse significare la revoca dell’autorizzazione di Full Tilt Poker ad operare online, anche il momento dell’apertura di porte che potrebbero condurre alla seconda – fortissima - rivoluzione pokeristica degli ultimi mesi, stavolta tutta in salsa francese.

Un affare da 800 milioni di dollari

Secondo quanto dichiarato in questi giorni dalla stampa statunitense, gli investitori interessati a mettere le mani su Full Tilt sarebbero pronti a sborsare una cifra dell’ordine di 800 milioni di dollari per coprire il denaro dovuto ai giocatori (circa 350 milioni) e quello necessario per ripagare le multe ricevute fino ad oggi che si stima essere tra i 350 ed i 400 milioni di dollari.

Il tutto ovviamente senza contare eventuali richieste che il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti potrebbe avanzare in un secondo momento e che potrebbero comportare ulteriori oneri finanziari di importi simili a quelli appena citati.

Curiosi dunque di capire chi possa davvero permettersi un investimento di tale portata nel pieno della crisi economica internazionale ed allo stesso tempo spinti dalla voglia di offrire ai nostri lettori la massima chiarezza sul passato degli individui che si preparano a mettere le mani sul futuro di Full Tilt Poker, abbiamo deciso di offrirvi un piccolo ritratto di due tra i più celebri personaggi che sembrano far parte della cordata francese pronta a rilevare il business di Full Tilt. 

Bernard Tapie: una vita tra scandali e corruzione

Familiare a tutti gli amanti del calcio che oggi vanno sulla trentina, il sorriso di Bernard Tapie è ormai diventato a pieno diritto uno dei simboli più significativi degli anni Novanta e di tutti quegli assurdi eccessi che ci hanno accompagnato nel corso di un lunghissimo decennio.

bernard tapie
Bernard Tapie
 

Affascinante, ricco, potentissimo: il Bernard Tapie che nel 1992 riesce ad occupare il posto di CEO alla Adidas è l’incarnazione perfetta del sogno europeo di avere uomini di successo tanto abili a distruggere la concorrenza quanto capaci di superare qualsiasi difficoltà senza mai smettere di mostrare un sorriso perfetto a chi li osserva con un misto di ammirazione e timore.

Risposta Transalpina alla tendenza berlusconista nascente in Italia, quello creato da Tapie è stato un sistema di potere formidabile in grado di salire fino al cielo, sgretolarsi violentemente al suolo per poi rinascere dalle proprie ceneri nel corso di neppure vent’anni. Un sistema poi tornato prepotentemente in auge con tutti i pregi e tutti i difetti di un tempo durante le ultime elezioni politiche che hanno portato il candidato UMP Nicholas Sarkozy alla Presidenza della Repubblica Francese.

Nominato ministro della Repubblica per gli affari urbani nel governo socialista di Pierre Beregovoy (dopo una forte “sponsorizzazione” venuta direttamente dal Presidente François Mitterand) Tapie è stato costretto a lasciare l’incarico dopo nemmeno sei settimane di lavoro in seguito a pesanti accuse di frode in relazione ad alcuni pagamenti sospetti effettuati alla Toshiba.

Scagionato dalle accuse ma comunque personaggio troppo scomodo per essere ripresentato nella compagine del governo francese, Tapie è riuscito a ritrovare la via delle prime pagine portando la squadra di calcio della quale era presidente, l’Olympique Marseille, verso vette alle quali tutti i tifosi guardano ancora con nostalgia e rimpianto.

Abile nel coniugare la popolarità data dai successi calcistici con le sue aspirazioni politiche, Tapie ha cominciato molto presto a giocare in maniera poco pulita ed ad alimentare un meccanismo che di lì a poco gli sarebbe fruttato un non esattamente glorioso soggiorno nelle carceri francesi insieme ad una lunga interdizione dai pubblici uffici.

Mentre la scalata dell’Olympique Marseille cominciava a diventare inarrestabile sia a livello nazionale (con 5 titoli vinti) che internazionale, il castello di carte costruito dall’imprenditore nato nella periferia parigina finiva per crollare a pochi giorni di distanza dal trionfo che segnava di fatto l’apice del Tapieismo – la vittoria della Champions League ottenuta a Monaco di Baviera contro il Milan di van Basten, Maldini, Baresi, Rijkaard e Fabio Capello in panchina.

Marsiglia Campione
Bernard Tapie con il Marsiglia campione d'Europa
 

Probabilmente mosso dall’intenzione di affrontare il Milan dell’amico Silvio Berlusconi nel migliore dei modi possibili, Bernard Tapie era infatti arrivato al punto di corrompere alcuni giocatori del Valenciennes prima dello scontro diretto di campionato contro l’OM in modo da consentire al team di Marsiglia di portare a casa 2 punti dalla trasferta senza inutili fatiche che si sarebbero poi potute pagare in quel di Monaco.

Il risultato dell’indagine contro Tapie – che poi ha visto la frode sportiva essere accompagnata da numerose altre irregolarità che vanno dalla corruzione alla non trasparente gestione finanziaria del team – ha poi obbligato l’ex astro nascente della finanza francese prima a due anni e poi a sei mesi di reclusione che lo stesso Tapie ha scontato nel 1997.

Finito nel dimenticatoio per qualche tempo, il sorridente ex enfant prodige si è ripresentato come protagonista della vita pubblica nazionale nel 2007, quando – pur da membro del partito Radicale di sinistra, l’imprenditore si è pubblicamente esposto a supporto della candidatura di Nicholas Sarkozy a Presidente della Repubblica. Dicono i maligni ma sempre informati giornalisti del Canard Enchaîné soprattutto grazie alla promessa presidenziale di mantenere un occhio di riguardo verso il patrimonio di Tapie ed il suo non chiarissimo rapporto con il fisco.

Ovviamente il ritorno di Tapie sulla scena pubblica ha coinciso anche con la ricomparsa dei soliti scandali che lo hanno accompagnato fin dagli inizi della carriera – ultimo esempio, quello che in questi settimane ha finito di tirare in ballo perfino il ministro delle finanze francese Christine Lagarde.

Secondo l’accusa, infatti, la signora Lagarde avrebbe abusato della sua autorità nel tentativo di aiutare l’amico Tapie a risolvere a suo favore una sua lunghissima causa legale che lo vedeva contrapporsi al Credit Lyonnaise per una questione relativa alla vendita della Adidas. Causa la cui conclusione ha fruttato al tycoon con un passato da carcerato (modello) qualcosa come 400 milioni di Euro.

Laurent Tapie: un figlio che sa usare il proprio cognome

laurenttapie
Laurent Tapie
 

Se però ancora non sembra certo il coinvolgimento di Tapie (Bernard) nel tentativo di scalata a Full Tilt Poker, nessuno sembra avere dei dubbi sulla presenza di Tapie (Laurent) nel gruppo di audaci imprenditori.

La prima volta che il nome di Laurent, privilegiato figlio di Bernard, ha guadagnato gli onori dei giornali di gossip Transalpino è stato, guarda caso, per uno scandalo.

Pur restando ben lontano dalle imprese paterne, infatti, lo scorso 13 dicembre il giovane si è trovato protagonista di uno spiacevole incidente d’auto conclusosi con una denuncia a piede libero contro il rampollo che è stato accusato di aver aggredito verbalmente (e fisicamente) la vittima dell’incidente.

Folklore a parte, però, Laurent Tapie era riuscito ad affacciarsi nella vita pubblica francese già qualche tempo prima quando – sfruttando l’enorme rete di conoscenze paterna – era volato di diritto nel mondo dei giovani che contano e che sanno cosa fare per prenotarsi un posto importante nella classe dirigente di domani.

Attirato dal settore dell’e-business, Laurent ha lanciato nel 2000 il sito Free-Goal.com (sito del quale ora non rimane più che un ricordo), un portale di informazione sportiva gratuita tanto potente da riuscire ad attirare investimenti per 8 milioni di franchi da parte di Canal+, pubblicamente nemico storico della famiglia Tapie in quanto proprietario del Paris Saint Germain al tempo della reggenza marsigliese di Bernard.

Solo cinque anni più tardi, poi,  il giovane Tapie si muove alla volta delle scommesse online, con il lancio di LiveBetting.com, sito poi acquisito dal gigante francese Partouche nel quale proprio lo stesso Laurent va a ricoprire il ruolo di Direttore Esecutivo della Partouche Interactive.

Poco abituato a muoversi tra le rigide strutture e la burocrazia di un gigante come Partouche, Tapie chiude ben presto la sua avventura con il gruppo e fonda – stavolta insieme al suo famoso padre – il sito BernardTapie.com un sito di affari la cui attività di PR viene lasciata nelle mani dell’esperto Bernard.

Già a pochi mesi dal suo lancio, però, il sito finisce al centro di numerose critiche sia per la gestione alquanto arbitraria della privacy degli iscritti, sia per alcuni rischi di monopolio (“otterranno offerte impossibili per gli altri solo grazie alle conoscenze e gli aiuti del padre”, dicevano i blogger francesi) sia a causa di alcune offerte poco chiare come quella scoperta dal sito Forum-Auto.com per la vendita di una BMW Serie 1 presentata come nuova ma, invece, con oltre 8.000 KM alle spalle.

Forse stanco della routine data dalla collaborazione con il padre, ora Laurent sembra essersi deciso a lanciarsi anche nel mondo del poker online rilevando Full Tilt e portando a casa quella che un tempo era la poker room numero due al mondo. Un tempo, però, che oggi sembra essere davvero lontanissimo.

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