La storia di Chip Reese, il più giovane giocatore della Poker Hall of Fame

chip reese storia
Reese ha vinto 3 braccialetti WSOP in carriera

Ripercorriamo la storia di Chip Reese (1951-2007), il più giovane giocatore mai entrato a far parte della Poker Hall of Fame.

Da lui prende il nome la cosiddetta “regola di Chip Reese” introdotta nel 2011, che preclude l’ingresso nella Poker Hall of Fame alle persone con meno di 40 anni, l’età che lo stesso Reese aveva nel ’91 quando fu insignito di questo riconoscimento.

Gli esordi nel Poker

Come spiega Earl Burton in un articolo pubblicato sul web, nei suoi trent’anni di carriera Reese è rimasto l’emblema del giocatore della vecchia scuola, che non lascia mai trasparire le proprie emozioni.

David Edward Reese (questo è il suo nome all’anagrafe) nacque a Dayton, in Ohio, il 28 marzo del ’51: pare che già all’età di sei anni ingaggiasse partite di poker con i suoi amichetti nelle quali si mettevano in palio le figurine del baseball.

 

Chip Reese giovane
Un giovane Chip Reese

Il ragazzo si fa strada

Crescendo, il ragazzo venne notato da altri giocatori della città come Mike Sexton, di quattro anni più vecchio di lui, che lo ricorda anche nel suo libro “Life’s a Gamble” (la vita è una scommessa).

Continuò a giocare anche negli anni in cui frequentava l’università di Dartmouth (New Hampshire), dove si laureò in Economia. Intenzionato a conseguire una specializzazione nel ramo legislativo, si diresse verso Stanford, in California.

 

Una proficua tentazione

Lungo questo viaggio coast-to-coast che l’avrebbe condotto dalla parte opposta degli Stati Uniti compì una sosta a Las Vegas, un luogo che comunque Chip aveva già visitato in altre occasioni.

Era il ’74: Reese vinse in quell’occasione un torneo di Seven Card Stud che gli permise di guadagnare 60mila dollari, grazie ai quali cominciò a costruire il suo bankroll come giocatore professionista.

A Las Vegas Reese si dedicò con profitto al cash game high stakes sfidando tra gli altri Doyle Brunson e Lyle Berman e replicando poi il suo successo in altri luoghi del mondo.

 

chip reese
Brunson gli affidò la sezione dedicata al Seven Card Stud del suo libro

Specialista del “Seven Card”

Lo stesso Brunson lo scelse per redigere la sezione dedicata al Seven Card Stud del suo libro Super/System. La sua particolare inclinazione per il “Seven Card” portò tra l’altro Reese a vincere due braccialetti alle World Series of Poker per gli eventi “$1,000 Seven-Card Stud Split” e “$5,000 Limit 7 Card Stud”, rispettivamente nel ’78 e nell’82.

Le origini del soprannome

Nel frattempo David Reese si era guadagnato il soprannome di Chip perché il più delle volte finiva le sue serate vincendo tutte le fiches che c’erano in circolazione. Nei primi anni Duemila, adducendo come motivo il fatto che i suoi figli non lo avevano mai visto in televisione, prese parte ai tornei del nuovo circuito World Poker Tour, collezionando anche qui numerosi successi.

 

L’ultima vittoria

Al 2006, infine, risale la vittoria del terzo braccialetto delle Wsop in occasione del torneo “$50,000 H.O.R.S.E. World Championship”, nel quale riuscì a primeggiare su concorrenti come Doyle Brunson, Phil Ivey, T. J. Cloutier ed Andy Bloch.

Poco tempo dopo, nella notte tra il 3 e il 4 dicembre 2007, Reese morì nel sonno a seguito di una polmonite (alcuni ritengono tuttavia che il decesso possa essere stato causato da un attacco di cuore).

Dopo la sua scomparsa il torneo delle Wsop “$50K H.O.R.S.E.” è stato dedicato a lui. Alla primavera del 2009 risale invece il decesso di Casey, unico figlio maschio di Reese, stroncato a 20 anni da un’overdose di farmaci.

 

Chip Reese contro Doyle Brunson. Un video cult per gli appassionati di poker:

Ti preghiamo di ricontrollare i dati inseriti

Si è verificato un errore

Devi attendere 3 minuti prima di poter postare un nuovo commento

Non ci sono commenti