Stella (Corriere.it): la “Tassa sul Vizio” è una sciocchezza

Gian Antonio Stella
L'editorialista del Corriere della Sera Gian Antonio Stella

Lo avevamo detta a febbraio, ed il PD era d’accordo con noi. Oggi, quando lo scopre anche il Corriere, il governo sta per rimangiarsi tutto.

Intervenendo a gamba tesa sulle idee berlusconiane di un’Italia post-IMU, l’editorialista del Corsera Gian Antonio Stella si addentra oggi in un’analisi approssimativa che lo porta a dire – senza mezzi termini –: “che l'idea di coprire il buco dell'abolizione dell'Imu aumentando le accise sui giochi, infatti, non regge.”

Pur senza mai entrare davvero nei dettagli delle dinamiche del mercato nazionale e (sorprendentemente) senza neppure provare a scorporare entrate che vengono fatte digerire al grande pubblico sotto all’etichetta dei “giochi” nonostante la loro evidente diversità – a meno che una schedina, il lotto ed i video poker non siano per voi la stessa cosa – l’uomo che anni fa provò a scuotere il Palazzo con i suoi attacchi alla “casta” oggi scopre che l’ombrello proposto dal PDL per ripararsi dai cocci della rimozione dell’IMU potrebbe non essere poi così efficace.

“Chi segue il settore dei giochi è convinto che sia praticamente impossibile farlo con la ricetta proposta dal Cavaliere: una «revisione delle accise sui giochi, sul lotto»” racconta Stella, comunicando all’Italia di aver scoperto il “bluff” che potrebbe costare la pelle del governo guidato da Enrico Letta ed Angelino Alfano.

Tutto bene. Non fosse che la tesi che Gian Antonio Stella oggi prova a fare propria utilizzando il potere delle pagine del Corriere della Sera non è originale né sua.

Il 7 febbario scorso, mentre l’Italia era in piena campagna elettorale e l’ex Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi cominciava a promuovere la sua “tassa sul vizio”, noi di PokerListings pubblicavamo un interessante articolo di approfondimento nel quale Mauro Meazza (Norme e Tributi) e Dino Pesole (Sole24Ore) spiegavano la questione prendendo una strada più “tecnica” e meno demagogica di quella scelta da Stella.

Citando uno studio condotto da un sito insospettabile come LaVoce.info, Mauro Meazza avvertiva di come “un’eventuale tassa sui giochi colpirebbe molto di più le famiglie più povere che (...) spendono circa il 3% del loro reddito annuo in giochi, contro l’1% delle famiglie più ricche” mentre Dino Pesole avvertiva del pericolo di immaginare possibile la sostituzione di un’entrata sicura come quella dell’IMU con “un aumento della pressione fiscale (...) su beni dalle entrate più aleatorie come giochi e tabacchi”.

Il 21 di febbraio 2013, colpiti dalla nettezza del giudizio espresso dal Sole24Ore e da Norme e Tributi avevamo anche deciso di provare a ragionare sul rapporto tra IMU e “tassa sul vizio” con alcuni politici di diversi schieramenti.

Antonio Borghesi della Rivoluzione Civile guidata da Antonio Ingroia bollava la proposta del PDL come “tecnicamente irrealizzabile” visto che – ragioneria di Stato alla mano – “all’accrescere della tassazione in settori molto volatili – si avrebbe una diminuzione delle entrate piuttosto che un loro aumento”.

Paolo Guerrieri 1
Paolo Guerrieri (PD):"La tassa sul vizio è demagogia pura"
 

Stefano Quintarelli candidato della lista guidata da Mario Monti, ci spiegava invece come un provvedimento simile a quello proposto non sarebbe riuscito ad avere gli effetti sperati visto che avrebbe soltanto finito per far scappare le compagnie all’estero. “Sono cose che sono già avvenute nell’Unione europea. È già successo con compagnie come Google e Amazon”.

Il PD, come sempre, finisce nel caos. Se la proposta avversata da noi (prima) e scoperta da Gian Antonio Stella (dopo) per esser nulla più che un’inutile zolletta di zucchero dovesse essere approvata dal governo di Enrico Letta, avremmo l’ennesima conferma della confusione cronica che occupa le teste dei vertici del Partito Democratico.

Intervistato sulle nostre pagine a pochissimi giorni dalla corsa alle urne, il candidato PD Paolo Guerrieri  -professoe di Economia alla Sapienza da oltre 20 anni – ci aveva detto molto chiaramente che la proposta fatta da Berlusconi fosse “la più demagogica che ci si possa immaginare” e che la proposta fatta dal Partito Democratico sull’IMU fosse diversa e ben più pragmatica.

“Noi del PD abbiamo fatto una proposta per togliere l’Imu a tutti quelli che pagano meno di cinquecento euro, quindi alle case appartenenti alle persone dei ceti meno abbienti.

“Le mancate entrate saranno sostituite aumentando la pressione fiscale sui beni immobili di valore catastale superiore al milione e mezzo di euro, quindi con valore di mercato di almeno tre milioni.”

Poi, certo. Questo era quando c’era da chiedere voti ai cittadini. Ora che les jeux sont faits non c’è più tempo per le belle parole. Ora va bene anche quello che propone Silvio Berlusconi.

Con buona pace di Gian Antonio Stella e di aveva provato a gridare “al lupo!” molto prima di lui.

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