Stefanacci: "Mi Piacerebbe Trovare Cates e Baumann al Day2!"

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Stefano Stefanacci insieme alla madrina dell'evento: Kara Scott!

Uno dei "sopravvissuti" al Day1A ci racconta il suo Battle of Malta mentre intorno tintinnano le chip del Day1B

Recuperata qualche ora di sonno dopo la lunga giornata del Day1A, il Day1B si apre subito con un’ intervista realizzata con Stefano Stefanacci, player italiano che è riuscito a conquistarsi un posto al Day2 imbustando a fine giornata uno stack di 35.600 chip.

Mentre alle nostre spalle il secondo Day1 del Battle of Malta comincia a riscaldare i motori con tavoli mozzafiato come quello che mette insieme Mustapha Kanit, Giovanni Rizzo e Johannes Strassmann o con personaggi del calibro di Kara Scott e Pierre Neuville che fanno scivolare le dita sui loro stack, noi abbiamo provato a fare il punto della situazione con il gentilissimo Stefano, vero e proprio habitué qui nelle sale del Casinò di Portomaso.

[PokerListings] Cominciamo dal gioco ai tavoli: come è andata ieri?

[Stefano Stefanacci] Ieri ho cominciato il torneo con grande serenità.

Ho visto un field molto interessante composto da giocatori veramente di prestigio che hanno partecipato al Day1A nonostante si sappia bene come il Day1A venga generalmente un po’snobbato da questi giocatori. Il che mi ha fatto subito pensare che questo Battle of Malta stesse iniziando nel migliore dei modi.

Quanto al gioco al tavolo, devo dirti che non ho avuto grosse mani e non mi è capitato di poter giocare grossi colpi.

Tutto sommato, però,  posso dire che la giornata non è andata male: sono riuscito a qualificarmi al Day2 con un po’di sofferenza anche se alla fine ho chiuso con uno stack di 35.600.

Qualche rimpianto sull’andamento del Day1A?

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Battle of Malta - Day1A. Si gioca.
 

Si. Ieri ho lasciato il tavolo con un grande rimpianto visto che improvvisamente mi sono accorciato portando il mio stack giù fino a  ai 16 - 17mila con una mano alla quale sto ancora pensando.

Raccontacela

 Purtroppo ho raisato con AQ da bottone e mi ha callato il grande buio.

È andata così: ho fatto un x3 a bui 400/800 mettendo dentro 2.400. C’è stato un call del grande buio ed è uscito un flop 7-9-T con due carte a quadri.

Al turn 6 di quadri. Quadri come l’asso che avevo in mano io.

Lui ha bettato 2.400, io ho pensato di volevo andare sopra fino a 7.500 ma con le carte che avevo non ho voluto pushare ed alla fine ho fatto solo call.

Al river è uscito un 8. Lui ha giocato 9.800 – per continuare nella mano io avei dovuto probabilmente giocare tutto il mio stack perché a quel punto non potevo più semplicemente callare .

Però c’era pur sempre una scala a terra. Quindi ho foldato.

Peccato. Non saprò mai che carte aveva in mano.

Passiamo ora ad esaminare il torneo in maniera un po’più generale.

Per noi di PokerListings, che siamo abituati a lavorare “nascosti” nel mondo dell’online, questo è il grande momento dell’esordio – e la cosa ci ha sicuramente portato a commettere degli errori ai quali riusciremo a riparare solo “crescendo”.

Però c’è una cosa che non posso non chiederti: quando hai deciso di partecipare al Battle of Malta, cosa ti aspettavi di trovare qui?

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Mah, guarda, io ho partecipato volutamente al Battle of Malta perché ti dico che in tutte le sale di poker si sentiva nell’aria che c’era un grosso fermento per questo torneo. Tantissima gente ne parlava.

E, secondo te, perché?

Credo perché questo torneo ha portato qualcosa che mancava come la possibilità di poter giocare a poker con player che non sono “i soliti” che si trovano ad ogni evento dei circuiti più famosi.

Sapere di poter incontrare giocatori che vengono da tutto il mondo, di poter trovare al tavolo mentalità e stili diversi ti ha dato la voglia di provare ad accedere ad un torneo che effettivamente non capita spesso di trovare in calendario.

Quando vai in giro per tornei in Italia, sai che i giocatori sono sempre quelli e che la tipologia di gioco è sempre quella – come le location, che alla fine anche quelle cambiano raramente.

Il fatto che il Portomaso – che io ritengo un casinò straordinario – abbia aperto le proprie sale al Battle of Malta credo sia stata la garanzia dell’arrivo di un field fantastico.

Da come sta andando il torneo posso dirti con grande soddisfazione che tutte le mie aspettative sono state pienamente soddisfatte sia per il luogo in cui giochiamo che per la qualità dei giocatori.

Grazie mille. Però, permettimi un commento su quanto hai appena detto. Giocatori diversi, stili diversi, field internazionale…ma non è che il Battle of Malta va bene solo perché ci manca giocare sul .com?

(ride) No, no. Assolutamente. Io credo questo torneo abbia avuto un gran successo per la sua organizzazione, per la pubblicità che è stata fatta e che in continuazione ha solleticato l’idea che qualcosa di molto interessante stesse per succedere qui a Malta.

E poi, insomma, i giocatori vengono perché sapere di giocare per un premio di 150.000€ garantito è chiaramente un incentivo che non si può trascurare.

Ottima l’idea del re-entry. Quella è stata una trovata che è piaciuta a tutti.

C’è anche da dire che il buy-in da 550€ è stato fissato ad un prezzo giusto per poter permettere alla gente di partecipare – ma, ripeto, credo che la chiave sia stata soprattutto l’organizzazione.

I giornalisti, i fotografi, la location del torneo che ti permette di giocare con serenità e senza distrazioni.

Insomma, avete fatto proprio quello che i giocatori si aspettavano di trovare.

Così arrossisco – meglio cambiare argomento e parlare di domani. C’è qualcuno  che proprio non vorresti MAI incontrare al tuo tavolo?

No. Assolutamente.

Domani – come sempre quando mi siedo al tavolo di gioco, io lo faccio con grande serenità.

Quindi, se finisci con il trovarti in mezzo tra Gaelle Baumann e Daniel Cates, niente panico. Tu rimani sereno. Dici sul serio?

Guarda, sarebbe un piacere. Giocare con questi giocatori ti permette di avere una serenità che non puoi avere con gli altri.

Loro giocano pensando, riflettendo – sai che non giocano random. Giocando con loro eviti tutte quelle persone che ti dicono “io ti callo con 8-9 perché sono le carte della mia vita”.

Giocare con quei super professionisti che hai nominato tu è solo un piacere.

Va bene, finiamo con un piccolo extra che non riguarda il torneo, con qualcosa sul poker live.

Tu che sei arrivato dalla Sicilia – grande terra di giocatori – cosa mi dici: lo legalizziamo questo poker live, oppure legalizzandolo finiamo con il commettere un crimine?

No, nella maniera più assoluta. Il poker live è una cosa che ha tolto centinaia di ragazzi dalla strada, altro che crimine.

Tolto qualcuno dalla strada?

Mi spiego meglio.

Pensa all’Italia, alla situazione che abbiamo, alla disoccupazione che abbiamo. Tanti ragazzi sono costretti a lavorare per 600, 700 Euro al mese. Quando hanno la fortuna di lavorare.

La grande possibilità che si offre alla gente con il poker live – sempre che lo si giochi nel modo giusto - è quella di riuscire a passare una bella serata tra amici magari guadagnando qualcosa grazie a tornei con buy in da 40, 50€. E di giocare per quel bel sogno di riuscire a vincere qualcosa grazie alle proprie capacità.

L’anno prossimo ci saranno le elezioni, e prima del voto è difficile pensare che qualcuno si occupi di poker - giusto?

Giusto.

Allora secondo te, ad elezioni fatte, qualcuno si ricorderà ancora che c’è un poker da legalizzare? Oppure avranno tutti ancora altro a cui pensare.

Io penso che in questo momento non sia stato fatto molto perché lavorare per riuscire a creare una normativa chiara che permetta la legalizzazione del poker live in modo da evitare alle sale di commettere alcun tipo di errore è una cosa molto difficile e complessa.

Però io non credo che la cosa non venga presa in considerazione nel prossimo futuro. Anzi, strumentalizzata nel modo giusto, poi, la legalizzazione potrebbe rappresentare una buona opportunità per lo Stato di guadagnare qualcosa attraverso magari una tassa (giusta) sul gioco live.

Grazie mille Stefano  -A domani?

Grazie a te, ci vediamo ai tavoli di domani!

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