Staking, una guida per principianti

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Ecco cosa fare per imparare i segreti dello staking ed evitare di fare la figuraccia di Vladimir Geshkenbein.

Dopo che durante le WSOP è venuto alla luce il caso del vincitore di una tappa EPT, Vladimir Geshkenbein, finito senza più il becco di un quattrino, lo staking è diventato l'argomento principale tra i media pokeristici di tutto il mondo.

Geshkenbein aveva venduto pacchetti per vari tornei WSOP, Main Event incluso. Dopo una striscia sfortunata di risultati nel poker, oltre a una serie di scommesse perse, Geshkenbein alla fine ha dovuto ammettere di aver speso tutti i suoi soldi, incluso il buy-in del Main Event.

A quel punto i suoi staker sono finiti nel panico, mentre le dichiarazioni di Geshkenbein hanno creato subbuglio nella comunità pokeristica.

Geshkenbein ha però trovato un nuovo sponsor ed è arrivato a premio nel Main Event, finendo 62° per 123.000 dollari.

Se volete saperne di più sullo staking, questo articolo fa per voi: vi spiegheremo in cosa consiste, quali sono i pro e quali i contro.

Che cosa significa "staking"?

Occhio a non confondere i termini "staking" e "stacking", perché molte persone lo fanno. Le due parole hanno significati completamente diversi.

Lo stacking si riferisce allo stack di chip che ogni giocatore possiede. Se 'stacki' qualcuno, significa che gli porti via tutte le chip.

"Stacking", invece, significa in pratica "acquistare una quota". Se 'staki' qualcuno, significa che paghi una parte del suo buy-in, con l'obiettivo di portarti a casa una parte delle sue vincite.

Le possibilità sono tantissime. Si può 'stakare' qualcuno nelle partite cash o nei tornei, oppure, in qualità di giocatori, potete vendere quote per una sessione/torneo, a uno o più staker.

Ai giocatori piace questo sistema, perché riduce la varianza, mentre gli staker sperano che la loro esperienza gli faccia guadagnare un po' di denaro extra.

Come funziona lo staking

Come detto, giocatori e staker hanno a disposizione molti modi per trovare un accordo. Ecco alcuni esempi con una piccola introduzione al gergo tecnico.

Fullstaking 50/50

Il fullstaking comporta che acquistiate l'intero buy-in di un giocatore. I numeri descrivono il modo in cui vengono condivise le vincite.

Esempio 1: Phil vende un buy-in da 10.000 dollari. Lui e il suo staker si accordano per un 50/50. Phil riesce a vincere 20.000 dollari.

Ora lo staker si riprende i suoi 10.000 e poi divide il 50% delle vincite con il giocatore.

In questo caso, Phil vincerebbe 5.000 dollari e il suo staker riceverebbe gli altri 5.000.

Esempio 2: Phil vende un buy-in da 10.000 dollari. Lui e il suo staker si accordano per un 50/50. Phil vince solo 4.000 dollari, in pratica perdendone 6.000.

Questo significa che Phil non riceverà alcun premio in denaro. Invece, i 4.000 dollari saranno divisi tra i suoi staker (se più di uno), per minimizzare le loro perdite.

Fullstaking means you take a player’s full buy-in and pay for it. The cut describes how the winnings are shared.

Lo staking con margine

Si tratta di una versione molto semplice e molto popolare di staking. Il margine in pratica è un rincaro, da pagare al momento dell'accordo.

Esempio: Phil vende il 50% del suo buy-in da 10.000 dollari con un margine di 1,2. Questo significa che sta vendendo 5.000 x 1,2 = 6.000 dollari.

Perciò, vendendo 6.000 dollari per 5.000, sta pagando solo il 40% del buy-in totale. Nel caso vincesse dei soldi, il profitto verrebbe diviso equamente tra lui e gli staker.

Questi sono solo un paio dei molti esempi di staking che potremmo fare. È un concetto molto simile alla compravendita delle quote nei mercati azionari.

Il caso Geshkenbein

I fattori più importanti nello staking sono la fiducia e l'affidabilità. Il vincitore dell'EPT Snowfest 2011, sfortunatamente, non è esattamente un buon esempio di tali caratteristiche.

Prima di iniziare le WSOP, Geshkenbein ha venduto circa il 40% dei buy-in dei tornei ai quali avrebbe partecipato a Las Vegas.

In programma aveva 38 eventi, per un totale di 62.491 dollari di buy-in. Il motivo della stranezza di questa somma era il One Drop da 1.111 dollari.

Geshkenbein ha richiesto un margine tra 1,25 e 1,6 (per il Main Event WSOP). Così ha ricevuto 33.602 dollari (il 40% di 84.005, la somma tra buy-in e rincaro).

Anche se non gli è andata malaccio, visto che ha guadagnato 62.787 dollari di premi, Geshkenbein ha scritto su un famoso forum di poker tedesco, affermando di non avere più soldi e che non avrebbe potuto partecipare al Main Event.

Visto il margine di 1,6, Geshkenbein aveva ricevuto 6.400 dollari per il 40% del buy-in da 10.000. Gli staker sono impalliditi quando hanno appreso che il loro giocatore non solo non avrebbe partecipato al Main Event, ma non avrebbe neppure potuto pagare loro le vincite dovute.

Ma le cose sono andate di male in peggio. Geshkenbein disse che aveva trovato un amico che avrebbe pagato gran parte del suo buy-in, e che quindi si sarebbe tenuto quasi tutte le vincite del caso.

Geshkenbein, come detto, ha vinto più di 123.000 dollari. Ne avrebbe dovuti pagare circa 50.000 ai suoi staker, dato che Geshkenbein ha dichiarato, dopo il Main Event, che tutti avrebbero ricevuto indietro il loro investimento; attualmente la situazione è rimasta irrisolta.

Vantaggi e svantaggi dello staking

Il caso Geshkenbein dimostra chiaramente i pericoli e i rischi degli investitori. Uno staker deve potersi fidare di chi 'staka', su due livelli: in qualità di giocatore e in qualità di custode dei suoi soldi. Meglio non 'stakare' neppure il più bravo dei pokeristi, se è un tipo col vizio di giocare d'azzardo al tavolo del craps.

Questo è esattamente ciò che è successo nel caso di Geshkenbein. Magari alcuni degli investitori ci avrebbero ripensato, se avessero saputo quanto era già psicologicamente instabile l'ex vincitore di un EPT.

D'altro canto, gli investitori hanno concesso a Geshkenbein la possibilità di vincere grossi premi, cosa che non si sarebbe potuto permettere. Ma una situazione in cui a guadagnarci è solo una parte non è certo la base ideale per un accordo di staking.

Entrambe le parti dovrebbero trarre vantaggio da uno staking. I giocatori perdono meno soldi se incappano in una losing streak, e gli investitori possono puntare su diversi giocatori per massimizzare le loro possibilità di vittoria.

Prendete ad esempio il Main Event. Diciamo che acquistate il 5% di 10 giocatori e pagate 6.000 dollari.

Nove di quei dieci giocatori vengono eliminati prima della zona premio, ma uno di loro riesce a vincere 250.000 dollari. In qualità di staker, potete portarvi a casa 12.500 dollari: ottima scelta!

Conclusioni

Il mondo dello staking ha sempre prodotto storie entusiasmanti e disarmanti. Ricordate la storia di Constant Rijkenberg? Pare che avesse venduto il 137% delle sue quote, quindi più avanti andava nel torneo, più denaro perdeva.

Il suo stile incredibilmente aggressivo sembrava fosse attuato per venire eliminato, ma invece lo ha condotto alla vittoria. Eppure non era felicissimo degli 1,5 milioni di euro che si era portato a casa.

Se vi interessa lo staking, date un'occhiata a cosa offrono i siti di staking professionali, come MyPokerSquad o Pokerstaking.

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