“St. James Infirmary”, anche i giocatori hanno il loro blues

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26 dicembre 2014, Scritto da: Lorenzo Invernizzi
Postato su: Dentro PokerListings
“St. James Infirmary”, anche i giocatori hanno il loro blues

Tante canzoni di blues hanno raccontato il mondo del gioco d’azzardo, spesso accostato all’idea di “rovina e perdizione”, due concetti ricorenti in questo genere musicale nato come espressione delle classi subalterne.

Molti brani blues, essendo di origine popolare, non sono riconducibili a un preciso autore.

Stessa musica, tanti interpreti

Un esempio è offerto da “St. James Infirmary Blues”, diventato famoso nel ’28 grazie a un’interpretazione del trombettista Luis Armstrong (1901-1971).

Un anno prima, però, il brano era già stato registrato come “Gambler’s blues” da Fess William and his Royal Flush Orchestra. Un’altra versione fu registrata nel ‘40 da Blind Will Mc Tell per il celebre etnomusicologo Alan Lomax.  

Alcuni hanno attribuito la paternità del brano al cantautore Joe Primerose, pseudonimo di Irving Mills. Il brano è stato suonato anche dalla cantante Rickie Lee Jones nell’album “The Devil You Know”, uscito quest’anno.

“Saint James Infirmary” è basata su “The unfortunate rake” (lo sfortunato libertino), una canzone inglese tradizionale del 18esimo secolo, che racconta la storia di un soldato il quale, dopo aver speso i suoi soldi con le prostitute, muore di una malattia venerea. Un’ipotesi, per la verità non molto accreditata, è che il titolo derivi dal Saint James Hospital, un lebbrosario londinese.

testo canzone

Come la maggior parte delle canzoni blues, nel corso dei decenni il testo è stato modificato dai cantanti che lo hanno interpretato.

Il filo conduttore è la storia di un uomo, o più raramente, di una donna, stroncati nel fiore degli anni a causa di  un comportamento moralmente discutibile, come può essere considerato da alcuni il gioco d’azzardo. Ecco alcuni versi della canzone:

“I was down to St. James Infirmary, I saw my baby there / She was streched out on a long white table, / So sweet, cool and so fair”  Traduzione: “Sono andato all’ospedale St. Saint James. / Lì ho visto il mio amore / distesa su un lungo tavolo bianco / Così dolce, così fredda, così serena”. Il cantante dà alcune indicazioni su come si dovrà svolgere il suo funerale: “The gang’ll know I died standing pat” e dopo alcuni versi: “I want six crapshooters to be my pallbearers / Three pretty women to sing a song / Stick a jazz band on my hearse wagon / Raise hell as I stroll along” (Gli amici devono sapere che sono morto da uomo / Voglio sei giocatori di dadi tra i miei becchini / Tre belle donne che cantano una canzone / Una jazz band sul mio carro funebre / che sollevasse l’inferno al nostro passaggio”).

 

 

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Camilla 2015-01-03 20:20:37

Un bell'articolo per una musica da funerale!

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